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Metti un week-end a Rovereto

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qui nacque il filosofo

Rovereto è da sempre crocevia di culture, anello di congiunzione tra pianura e montagna, cultura italiana e tedesca. La città affonda le proprie radici nella dominazione veneziana del XV secolo, nelle istituzioni fondate nel Settecento e negli eccellenti musei internazionali, dal Mart a Castel Veneto oggi sede del Museo della Grande Guerra.
Tutt’intorno, la Vallagarina, offre un paesaggio dolcissimo con i pregiati vigneti del fondovalle da dove viene il Marzemino (amato da Mozart). Il territorio è attraversato dall’Adige, dominato dai castelli e punteggiato di borghi dalle origini antiche, i pascoli prealpini di Brentonico nel Parco del Monte Baldo, i campi terrazzati della Val di Gresta, le cime rocciose delle Piccole Dolomiti di Vallarsa.

Il viaggio tra ville e castelli della Vallagarina è un affascinante itinerario tra bastioni e mura, un’occasione unica per conoscere meglio la storia di questa valle, antica linea di confine e da sempre terra di passaggio fra Italia e Mitteleuropa.
Immersi nei vigneti e situati in posizioni strategiche su entrambi i lati del fiume Adige, i castelli della Vallagarina regalano panorami unici.

Ma certamente è Casa Rosmini la novità di questi ultimi mesi. Rimasta chiusa a lungo, grazie al nuovo impulso ricevuto con la Beatificazione del Filosofo (nel 2017 saranno 10 anni dalla solenne cerimonia di Novara), il palazzo è diventato ambito luogo di visita ed i Padri Rosminiani volentieri accostano il turista alla Bellezza che vi abita al suo interno, rappresentata non solo dai tesori ivi custoditi, ma dal grande patrimonio di pensiero donato all'Umanità dalla mente del Rosmini. La prenotazione è obbligatoria.

Il palazzo in cui naque il beato Antonio Rosmini-Serbati, appartenente alla sua famiglia fin dal 1678, si affaccia su Corso Rosmini. Con l'estinzione della famiglia con la morte di Antonio (1855) e di suo fratello Giuseppe (1863), è abitato oggi dai Padri Rosminiani. In questa casa nacque nel 1797 il filosofo.
La residenza rustico-signorile sorgeva al tempo in aperta campagna, fuori dalla cinta muraria. La sua concezione architettonica sorge su un disegno dell’architetto Ambrogio Rosmini, zio del grande pensatore.


< La Sala degli Specchi al piano nobile
di casa Rosmini ospita convegni e incontri
di studio




Al suo interno arredi originali, tra cui la stanza natale di Antonio, l’appartamento dello zio Ambrogio e la Sala degli Specchi. Il vero gioiello è la biblioteca storica, che spazia in ogni campo del sapere e vanta all’incirca 15.000 volumi.
Integrano il patrimonio di Casa Rosmini una cospicua raccolta di stampe antiche ed una notevole quadreria, quest’ultima ammirabile nella visita alla casa, prodotte entrambe dalla passione per l’arte dell’architetto Ambrogio.

Vi è conservata la prima edizione del Fermo e Lucia di Alessandro Manzoni, fraterno amico del filosofo di Rovereto. Sappiamo, da un appunto redatto di suo pugno, che a Rosmini il titolo non piacque. Forse fu su suo suggerimento che Manzoni lo mutò poi nei “Promessi sposi”. E proprio di fronte all’edificio, al centro di un piccolo giardino, si ammira l’imponente monumento che Rovereto ha dedicato al suo figlio più illustre.

Non è un caso se la città di Rovereto e le sue istituzioni possiedono un patrimonio d'arte vasto e una vocazione naturale, si potrebbe dire genetica per tutto ciò che costituisce in senso lato la cultura. E non è un caso che una città di piccole dimensioni com Rovereto ospiti un museo  di arte contemporanea e biblioteche di enorme spessore e vastità prima fra tutte quella civica che registra ogni anno record di accessi.

Non è un caso perchè questa è la città dei letterati Girolamo Tartarotti e Clementino Vannetti, di Antonio Rosmini filosofo, la città dei Lumi che nel 700 coltiva la cultura grazie alla ricchezza venuta dalla lavorazione della seta. E' la città che più tardi esprimerà menti destinate a lasciare il segno nella musica (Riccardo Zandonai), nella scienza e nella storia, basti pensare agli archeologi Paolo Orsi e Federico Halbherr fondatore quest'ultimo della scuola archeologica di Atene venerato in Grecia molto più che in patria. In anni più recenti hanno lasciato il loro segno artisti del calibro di Fausto Melotti e Fortunato Depero il quale, benché figlio adottivo, è a tutti gli effetti patrimonio della città. Il cammino di Rovereto si è tuttavia sviluppato su una trama storica non facile ed eternamente sospesa tra Austria e Italia e non priva di scelte drammatiche ma anche di grandi opportunità come la Scuola Reale Elisabettina da dove è passato il meglio dell'intelligenza cittadina, tra cui proprio Depero.


< il teatro è intitolato al compositore
Riccardo Zandonai autore della "Francesca da Rimini"

 

Questo duplice crinale italo-austriaco permette di intercettare una città nobile nel contenuto è nella forma: basta passeggiare nel centro storico per percepirne il grande passato che restituisce tutto il fascino di un illustre origine. Dopo il capoluogo Trento e con poco meno di 39.000 abitanti, Rovereto è il centro maggiore del Trentino.

Nel XIII secolo è ancora un borgo che si raduna sotto la protezione del castello di proprietà dei Castelbarco nel 1411 il testamento di Azzone di Castelbarco la porta sotto il dominio della Repubblica di Venezia ma nel 1509 i veneziani furono sconfitti dalla Lega di Cambrai Rovereto diventa parte dei possedimenti degli imperatori d'Austria. La cittadella fortificata comincia a cambiare aspetto palazzi attività commerciali e artigianali introduzione della coltivazione del gelso e la chiave del successo che pone le basi della futura città industriale basata sulla seta favorita dalla strategica posizione geografica danza di acqua nelle rogge cittadine e in riva al poderoso Adige rotta fluviale dove prospera la navigazione commerciale in zattera di legno.

Rovereto conosce il suo massimo splendore nel 1700 con uno sviluppo economico sempre legato a quello artistico e intellettuale. Fino ad anni recenti (prima cioè della grande crisi e della società postindustriale) è stata il motore del Trentino e oggi si è riconvertita all'innovazione con il Polo della Meccatronica dove hanno trovato spazio start-up e incubatori che stanno già dando grandi soddisfazioni, dopo aver creato nuove aziende giovanili.
Rovereto è anche la Città della Cultura con il Mart e la  Città della Pace con l'imponente Campana dei Caduti ricavata dal bronzo dei cannoni della Grande Guerra che ogni sera fa sentire nella valle 100 rintocchi e ospita eventi di sensibilizzazione alla cultura della Pace, ma anche grandi concerti.

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Info utili
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> scopri gli itinerari della cultura
> visite guidate a Casa Rosmini
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 0464.431427
> Conoscere Antonio Rosmini c/o Sala degli Specchi Casa Rosmini
con p. Mario Pangallo, rosminiano
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 0464.431427

 

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