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Il Sacrario Militare di Castel Dante

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A Rovereto

Rovereto, 25 ottobre 2015 - Custodisce le spoglie di oltre 20.000 combattenti della Prima Guerra Mondiale, di nazionalità italiana, austriaca, ceca, slovacca e ungherese. E forse non tutti sanno che è più noto agli Slovacchi che agli italiani, che qui vengono in pellegrinaggio, riconoscendo ai loro eroi - caduti in Trentino - il compito di aver dato origine alla loro nazione.

Sono almeno 12.000 i turisti che arrivano su questo colle ogni anno. "La metà di loro sono stranieri" affermano i due custodi posti a guardia dell'area cimiteriale dal Ministero della Difesa.

Il Sacrario di Rovereto è proprietà demaniale dello Stato e dipende dal Commissariato Generale Onoranze ai Caduti di Guerra. Se si va sul sito del Ministero della Difesa (> clicca qui)  ci si rende subito conto di una stranissima anomalia che può sembrare bizzarra. Per avere informazioni bisogna chiamare...Asiago, provincia di Vicenza. Proprio così: il numero è lo 0424-463088.
Alternativamente si può scrivere una mail: sempre ad....Asiago. Eccola: asiago@onorcaduti.difesa.it

Anche la miscela che alimenta la falciatrice pare che venga periodicamente da Asiago. E così la percezione che questa struttura sia di fatto un alieno atterrato sul territorio di Rovereto è qualcosa di più che una sensazione.

Al Sacrario si accede da una ripida e suggestiva scalinata. La monumentale costruzione a corpo cilindrico (due piani collegati da scale interne) è sorta nel 1936 eretta nello stesso luogo dove c'era il vecchio cimitero di guerra. Fu costruito sulle rovine del castello medievale dei Signori di Lizzana, dall'architetto Ferdinando Biscaccianti, nel 1936.

Ricoperto da una cupola di metallo, al pianterreno, dopo una scala panoramica, è posizionata una lapide che ricorda le medaglie d'oro della Legione Trentina, ed attorno ad uno spoglio altare troviamo la Via Crucis in bronzo dello scultore G. Castiglioni.

Nel piano superiore si trovano l'altare e le spoglie di Damiano Chiesa e Fabio Filzi. L'apertura centrale circolare dà luce alla cripta - oggi non visitabile - e sul punto centrale, attorniato da possenti colonne, è posto il busto di un comandante della Prima Armata italiana che arginò l'offensiva austriaca del 1916, G. Pecori Girardi ma che gli storici hanno fortemente messo in discussione. Una lapide davanti a cui arde una lampada perenne, ricorda le medaglie d'oro della Legione trentina, e ai margini della strada di accesso sono visibili alcune opere militari costruite dai fanti della Brigata Mantova dopo aver conquistato la posizione nel 1915.

Parlare con i custodi  consente di conoscere tutto nei dettagli. Le spoglie sono estattamente 20279. Tutti uomini caduti della guerra 15-18. Di questi 11.455 militari italiani, 151 della Legione cecoslovacca che combattè al nostro fianco e 8673 austroungarici raccolti dai vicini cimiteri di guerra.



< lungo i corridoi circolari i loculi
dei soldati che sono caduti per la patria

 

Il sacrario ricade nel territorio del ex-comune di Lizzana, oggi frazione, in località costa Violina. Il piazzale è il terminale della "strada degli artiglieri" che conduce a Costa Violina, un tratto di 2 km lungo il versante a monte che contiene 102 lapidi bordo strada degli artiglieri decorati decorati di medaglia d'oro al valor militare dalle guerre risorgimentali in poi. E ai margini della strada di accesso sono visibili alcune opere militari: delle trincee perfettamente conservate. Il pennone portabandiera è a pochi metri da un vecchio rovere che ricorda il simbolo araldico della città.

Dal colle la vista sulle valli vicine è straordinaria. E dalla strada nel fondovalle una delle prime cose che prima si scorgono di Rovereto sono appunto le mura cricolari del Sacrario, il monumento meglio visibile da un punto di vista panoramico, molto più della Campana dei Caduti che è invece la vera icona cittadina ma che  - a quanto pare - vive una vita del tutto distinta da quella del Sacrario.

Si è vero c'è un sentiero che dal piazzale permette di salire alla Campana, ma tra le due istituzioni nessun legame. Eppure entrambe nascono da guerre sanguinose ed entrambe fanno parte a pieno titolo dei percorsi della memoria. Sentieri che però restano ben distinti l'uno dall'altro.

E così è uno sforzo vano cercare a Rovereto materiale divulgativo: alla promozione pare che il Ministero non sia per nulla interessato. Il Comune vorrebbe eccome, poter inserire il monumento nei percorsi di richiamo della città. Pare però che anche in passato ogni più buona intrenzione sia sfociata nel nulla e se oggi si può visitare l'Ossario di domenica, lo si deve alla buona volontà degli Alpini del Gruppo Ana di Trento che si sono resi disponibili. Fosse stato per il Ministero, il Sacrario avrebbe tranquillamente mantenuto i cancelli chiusi.

A Rovereto si dice "l'Ossario" oppure "Castel Dante" senza neanche farci troppo caso. La località deve il suo nome ad una leggenda secondo la quale il sommo poeta fu intorno al 1310 ospite del castello dei Castelbarco di Lizzana e di cui ancora restano sulla stessa altura alcuni ruderi.

Come raggiungere questo libro di storia aperto sotto il cielo? Lo spiega il Ministero della Difesa proprio alla pagina del sito dedicata al Sacrario: in auto, treno aereo e... nave.
"...In auto da autostrada del Brennero, uscita casello di Rovereto Sud o Rovereto Nord; in treno da stazione ferroviaria di Rovereto sulla linea del Brennero, in aereo da aeroporto di Verona (circa 70 km), in nave (porto di Venezia, circa 180 km)".

Per altre info chiamare ...Asiago. Of course.



< foto: l'unico rudere rimasto in piedi
del castello dei Castelbarco di Lizzana

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