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Persone e idee

Sandro Canestrini, l'avvocato del Vajont

Sandro Canestrini, l'avvocato del Vajont1-dida.jpgvajont-001.jpg1-dida-001.jpgSandro-Canestrini.jpg1-dida-002.jpgDisastro_Vajont.jpg
di Corona Perer

Non posso salutare questo Tribunale perchè non è quello giusto” furono le prime parole dell’avvocato Sandro Canestrini al processo contro gli imputati del disastro del Vajont. Era il 23 settembre del 1968.

“Quando il Presidente della Corte mi chiese quanto intendevo parlare, gli risposi “due giorni”. Lui aprì il giornale e si mise leggere, io dissi “faccia come crede chiedo solo di non essere interrotto” racconta oggi l’avvocato Sandro Canestrini, cittadino onorario dei comuni friulani di Erto e Casso.

A cavallo tra Veneto e Friuli (la diga del Vajont fu costruita al confine tra le province di Pordenone e Belluno nella stretta valle del Cellina) sono i giorni della commemorazione: 53 anni da quel 1963.
Ogni anno il 9 ottobre è un giorno tetro e scuro per queste popolazioni: si fermano le scuola, si fermano le fabbriche della glass-valley come è stata ribattezzata la spianata di Longarone portata via dalle acque.

Qui grazie alla legge Vajont si è insediata la grande industria e in particolare quella dell’occhiale scesa a valle dal vicino Cadore proprio in virtù delle sovvenzioni che lo Stato decretò per risarcire in qualche modo le popolazioni colpite dall’immane tragedia. Ma la ferita non si è mai chiusa e la cicatrice rimane sul volto a s...


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