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Il santuario mariano di Sant'Anna a Montagnaga

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Viaggi di devozione

Dalle “mirabili apparizioni” del 1729-1730 ai pullman, ai gruppi organizzati, al nuovo turismo religioso con i suoi riti e le sue stagioni. Fino alla devozione più intima e popolare, discreta e coragggiosa che il grande fotografo trentino Flavio Faganello immortala cogliendo il cammino di una donna scalza e orante: lo dicono il velo, il roasrio tra le mani. Se ne intuisce subito la meta: va al Santuario di Sant'Anna alla quale deve certamente chiedere una grazia.

A partire dalla fine del terzo decennio del XVIII secolo, il racconto delle cinque apparizioni della Madonna a Domenica Targa trasformò una modesta cappella alpestre in un importante santuario mariano destinato a progressivi ampliamenti. L’autenticità delle apparizioni fu subito istruita dalla Chiesa trentina un'indagine. L’avallo ufficiale non arrivò mai, ma la devozione popolare crebbe rapidamente e Montagnaga divenne meta di un crescente pellegrinaggio da tutto il Trentino, dal Tirolo e dal Veneto.

Tra i promotori del culto si era distinto Giacomo Moser, che fin dal 1727, al rientro da Caravaggio, aveva fatto eseguire a Trento una copia della venerata immagine conservata nel santuario bergamasco; nel 1729, dopo le prime visioni della Targa, egli ne commissionò una seconda versione più grande, dipinta dalla pittrice Elena Marchetti Zambaiti per l’antica chiesetta di Sant’Anna.
Un quadro del 1727, di fronte al quale si sarebbe svolta la seconda apparizione, è esposto in questi giorni a Trento nella mostra a tema “Il santuario”, inaugurata a Torre Vanga a cura della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento. La mostra, a cura di Katia Malatesta e il progetto espositivo di Michelangelo Lupo, è la seconda tappa di una doppia iniziativa espositiva “Affidarsi al cielo. Arte e devozione a Montagnaga di Piné”, organizzata in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino.

Dipinti, oreficerie, paramenti, documenti d’archivio, ma anche santini, fotografie e cartoline raccontano tre secoli di arte e devozione nella chiesa di Sant’Anna a Montagnaga, il principale santuario mariano della Diocesi di Trento. Fra i ‘tesori’ c'è la preziosa corona realizzata nel 1894 per l’immagine taumaturgica della Madonna di Caravaggio. Nel raccontare (quasi) tre secoli di arte e fede a Montagnaga, l’esposizione di Torre Vanga dà conto di nuove ricerche mirate ad approfondire sotto diversi aspetti e con contributi interdisciplinari la vicenda del santuario e del culto sull’altopiano di Piné.

Se ne ricostruisce anche la storia. L’afflusso dei fedeli che accorrevano alla chiesetta, attratti dalle notizie di molte grazie e miracoli attribuiti alla Madonna di Caravaggio, convinse la popolazione a far erigere un edificio più consono alle accresciute esigenze di culto, eretto su progetto dell’architetto trentino Antonio Brusinelli. Il culto mariano fu di fatto ‘importato’ a Montagnaga dalla lombarda Caravaggio. L’espansione del santuario si tradusse anche in un ambizioso programma di acquisto e rimodernamento di argenti e vesti sacre destinati ad un’importante funzione devozionale e simbolica. 

La mostra consente di ammirare da vicino alcuni pezzi del sontuoso paramento liturgico in seta ricamata, confezionato nel XVIII secolo e rinnovato nell’Ottocento, utilizzato in occasione delle celebrazioni più importanti; l’elegante piviale si distingue per il riquadro figurato con l’apparizione della Madonna di Caravaggio. In aggiunta ad una teca di ex voto in argento e a suppellettili che ripropongono, nel tempo, la medesima iconografia mariana, la mostra espone le preziose oreficerie di cui il santuario si dotò nel 1894 in occasione della cerimonia dell’incoronazione: dal reliquiario donato da papa Leone XIII alla stessa corona reale destinata al dipinto del 1729, preziosa per ricchezza di materiali e per l’impegno collettivo richiesto dalla sua realizzazione.

Accanto ad una decina di importanti ex voto in cui sono riconoscibili il paesaggio pinetano e la chiesa di Sant’Anna in diversi momenti della sua storia, è esposta la grande pala con l’Immacolata e l’immagine del santuario realizzata nel 1737 da Nicolò Dorigati “per voto fatto dalla magnifica Comunità di Pinè alla B.V. di Caravaggio in Montagnaga” in occasione di una “mortale infezione” del bestiame.

L'esposizione si allarga aI disegni dell'architetto Ignazio Liberi di Trento relativi al progetto di ampliamento della chiesa realizzato nel 1877-1880 e ai ritratti dei prelati coinvolti nelle solennità di fine Ottocento, culminanti nella incoronazione dell’immagine della Madonna di Caravaggio dipinta dalla Marchetti Zambaiti, officiata nel 1894 per concessione papale.
L’ultima sezione mette a fuoco il contributo dei fotografi trentini, a cominciare dal pioniere Giovanni Battista Unterveger, alla diffusione dell’immagine del santuario. A dieci anni dalla scomparsa di Flavio Faganello, il percorso si conclude idealmente con le suggestive immagini del maestro, il cui archivio, acquistato dalla Provincia autonoma di Trento, si segnala come la più capillare e personale interpretazione visiva del Trentino del secondo Novecento.



“Il santuario”
Torre Vanga - Trento
4 luglio – 27 settembre 2015

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