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Santuario San Romedio, tra ex-voto e trippa

Santuario San Romedio, tra ex-voto e trippaPasseggiataSanRomedio.jpggiornale_sentire_san_romedio.jpggiornale_sentire_santuario_san_romedio.jpegSantuario-di-San-Romedio_www.giornalesentire.it.jpg
Sentieri di devozione

La trippa e la zuppa del pellegrino sono i dettagli pagani di una festa devozionale che ogni 15 gennaio, ricorrenza di San Romedio, porta nel santuario trentino, posto in Val di Non migliaia di pellegrini.

Si sale a piedi verso il luogo costruito dal santo eremita. E i 130 gradini che conducono alla cappella sono l'ultima fatica. San Romedio, è luogo di culto da attestarsi secondo gli studi più aggiornati, intorno all’anno 1000.

L’architettura del santuario si è evoluta in tempi diversi e con una modalità particolare, quasi dall’alto verso il basso. Artisticamente è un mix di architetture. Il complesso di San Romedio si compone di 5 piccole chiese, spazi di raccordo, appartamenti tra dipinti, altari e opere di inestimabile valore.

Nella parte estrema più alta, dove c’è la grotta dove il santo si riparava e una cappella dove sono conservate le sue reliquie, antichissimo luogo di culto. Il culto del santo venne riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa intorno al 1300 e dal secolo successivo divenne molto importante infatti, da questo periodo inizia la costruzione delle altre 4 chiese-cappelle. Delle edicole votive di cui oggi non c’è traccia e nella parte più bassa (l’odierno ingresso), dove doveva esserci un modesto ricovero per pellegrini.

 

< una magnifica passeggiata consente
di arrivare in sicurezza al santuario anche
alle famiglie con bambini



La più antica delle chiese è quella intitolata a San Giorgio che è datata intorno agli anni ‘80 del Quattrocento, la prima che si incontra salendo le ripide scale. La cappella è detta anche Clesiana perchè pare voluta dal barone Cles, nonno di Bernardo Clesio. Nel 1514 fu costruita la chiesetta di San Michele o del Santissimo Sacramento, voluta pare dai conti Thun e dai baroni Spaur. La chiesa Maggiore del 1536 è quella costruita nel punto più in alto, accanto al luogo originario dell’eremo e della stessa epoca è anche il piccolo campanile. La chiesa dell’Addolorata è la più recente: risale alla fine della prima guerra mondiale come ex voto alla Madonna per la pace ritrovata dopo la tragedia del devastante conflitto.

Nel corso del XVIII secolo il pellegrinaggio evolve e muta anche il luogo: si aggiungono ambienti per accogliere i pellegrini, stalle, fienili e depositi, si costruiscono gli appartamenti al primo piano e il ballatoio, la sacrestia e la biblioteca. Sempre nel XVIII secolo la seconda parte della scalinata fu coperta e arricchita con delle edicole con la rappresentazione della passione di Cristo, un intervento questo, che dà al santuario un aspetto simile a quello di un sacro monte. Da vedere.

 

< il luogo scelto per il suo eremitaggio
da San Romedio


 

Grazie ad investimenti della provincia Autonoma di Trento è stato realizzato un  nuovo spazio espositivo permanente presso il Santuario di San Romedio. Sono esposti una selezione di ex voto, nonché stacchi d'affresco e altre opere d'arte rappresentative delle trasformazioni subite dal complesso, e ne illustrerà gli aspetti storici, artistici, iconografici, religiosi e devozionali. Il progetto è già stato valutato positivamente dall'Ufficio Arte Sacra dell'Arcidiocesi di Trento.

Questa impresa ha concluso la campagna di restauri del Santuario e la serie di interventi di riqualificazione delle aree adiacenti (sorto su uno sperone di roccia di 90 metri, nel suo piazzale confluiscono percorsi trekking e sentieri che attraversano il bosco). Un programma di opere che è frutto del protocollo d'intesa siglato nell'ottobre 2011 tra la Provincia autonoma di Trento, l’Arcidiocesi di Trento, la Comunità Val di Non e i Comuni di Coredo, Romeno e Sanzeno.

www.giornalesentire.it - gennaio 2017

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