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Ambiente

Scie chimiche: innocue velature?

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di Manuel D'Elia

Negli ultimi anni, sempre più persone si stanno accorgendo di uno strano fenomeno che accade nei nostri cieli.Chi ha più di tren'anni, ricorderà sicuramente quando, da piccolo, scorgeva una scia bianca nel cielo. Era un aereo di passaggio, ma lo si poteva solo intuire: la scia era infatti l'unico indizio della sua presenza: l'aereo era troppo alto per vederlo e a maggior ragione sentirlo.

L'evento era raro, ed ogni avvistamento era quasi paragonabile ad una stella cadente. E durava quasi lo stesso tempo: la scia era corta e spariva nell'arco di pochi secondi.

La sitazione è ora radicalmente cambiata. Ad ogni ora del giorno e della notte, un rombo ci avvisa che un aereo sta passando sopra la nostra testa. Se si alza lo sguardo, è facile distinguere i particolari dell'apparecchio (ali, coda...). E si può notare la scia. Lunga, bianca, che spesso si incrocia con altre le scie lasciate in precedenza. E il reticolo che formano non sparisce subito, rimane visibile anche per diverse ore, con le scie che si allargano, si fondono una con l'altra. E il cielo, da blu che era, diventa bianchiccio.

Il traffico aereo negli ultimi anni è sicuramente aumentato, ma sono in molti (ricercatori indipendenti e persone comuni) a ritenere che questo fenomeno presenti delle sfumature poco chiare.

In particolare, alcune delle anomalie riscontrate riguardano la frequenza del fenomeno. La formazione di una normale scia di condensazione richiede caratteristiche peculiari dell'atmosfera (temperatura, altitudine, umidità relativa) ma, nonostante questo, è facile imbattersi in un cielo a strisce tanto in estate quanto in inverno, in Danimarca quanto in Egitto.

Desta sospetti anche la bassa quota di sorvolo. Se veramente gli aerei che rilasciano queste scie fossero normali aerei di linea, transiterebbero indicativamente sopra i 10.000 metri, e sarebbe quindi impossibile scorgerne i dettagli o avvertire così chiaramente il rombo dei motori.

E poi le rotte seguite. Capita spesso di osservare aerei che sorvolano non in linea retta, ma con percorsi curvi e virate che poco si conciliano con quelle che dovrebbero essere normali rotte di linea.

La questione dell'aumento del cosidetto "traffico sconosciuto" è stato denunciato senza esito dagli stessi controllori di volo.

Ci sono poi dei precedenti storici. Il governo britannico ha dovuto desecretare informazioni relative ad esperimenti sulla propria popolazione durati almeno 40 anni, anche attraverso la dispersione di sostanze nocive con aerei opportunamente modificati.

Va detto che esistono un gran numero di brevetti depositati per il controllo del clima e/o il rilascio di sostanze nell'atmosfera.

Di fronte a tutto questo assistiamo al grande aumento di fenomeni metereologici intensi (alluvioni, trombe d'aria, siccità, bombe d'acqua, nevicate...). Ci si chiede ovviamente quali sarebbero gli obiettivi e gli effetti di queste attività.

Senza essere esaustivi, si possono segnalare varie ipotesi. Anzitutto: il  controllo del clima a scopi bellici. Documenti ufficiali militari "auspicano" il controllo del clima quale arma entro il 2025.

Si ipotizza il condizionamento degli strati alti dell'atmosfera per renderla adatta quale mezzo di propagazione di nuovi sistemi di comunicazione militari. L' inaridimento dei terreni imporrebbe la conseguente necessità di utilizzo di piante resistenti alle sostanze irrorate (OGM).

Il peggioramento dello stato di salute della popolazione, sarebbe la prima conseguenza, perché quello che si irrora in alto prima o poi si respira in basso. In quest'ottica, si teme che l'allarmismo per il cosiddetto riscaldamento globale sia in realtà un modo per mascherare gli effetti della geoingegneria già in atto (e degli sconvolgimenti che produce quale effetto diretto o indiretto), accusando l'aumento di CO2.

I ricercatori indipendenti che denunciano il fenomeno ritengono altresì che il prossimo passo sarà addirittura proporre la geoingegneria quale rimedio ai cambiamenti climatici. In tal modo, se i timori sono fondati, il mezzo stesso (ora negato) che causa gli sconvolgimenti verrà sdoganato e suggerito come rimedio per i danni che esso stesso produce.

Un ultimo appunto sulle previsioni meteo. Queste ultime, che siano pubblicate sui giornali, su siti internet o diffuse alla televisione e alla radio, si basano solitamente sui dati forniti dall'aeronautica militare, ente eventualmente coinvolto nelle irrorazioni. Si spiegherebbero così previsioni "tranquillizzanti" relative alle giornate di maggiore intensità del fenomeno, con diciture fuorvianti quali "innocue velature" e "nubi alte in transito".

Come riprova, è sufficiente tenere d'occhio il meteo della propria città e verificare che, quando ricorre una di queste previsioni, la giornata sarà caratterizzata da un gran numero di passaggi aerei con scia a seguito.


L'autore segnala alcune fonti di documentazione e approfondimento
> L'analisi sui filamenti caduti dal cielo
> Copertura artificiale del cielo e rotte atipiche
> Traffico sconosciuto
> Gli esperimenti britannici
> Lista dei brevetti
> La truffa del riscaldamento globale
> Controllo del clima a scopi bellici

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