Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Arte e cultura

Nel 2019 saranno 500 anni dalla morte di Da Vinci

Nel 2019 saranno 500 anni dalla morte di Da VinciLATO_Puer_bb.jpgoriginale_disegno_donna_velata_bb.jpgLATO_Senex_bb.jpg
Anteprime

"Il Paesaggio con fiume", conservato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, per motivi di conservazione non può essere esposto, se non per breve spazio di tempo, ogni cinque anni. Ma nel 2019 sarà protagonista a Vinci, per la durata di cinque settimane, di una mostra, che avrà il suo evocativo inizio il 5 agosto 2019.
Il Direttore degli Uffizi Eike Schmidt, ha annunciato la programmazione delle due importanti tappe espositive del disegno leonardesco nel quadro delle manifestazioni per il Cinquecentesimo anniversario della morte del genio toscano, che coincide esattamente con quella indicata sul foglio, dove Leonardo ricorda pure la consacrazione a Santa Maria della Neve. Un’occasione unica, che vedrà nel comune di Vinci, dove Leonardo nacque nel 1452, una sede di forte valenza simbolica, ma di cui beneficerà anche la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, nella quale il disegno verrà nuovamente esposto, per un periodo altrettanto limitato, nel 2020.
www.giornalesentire.it - gennaio 2017

***

 

Scoperti due inediti Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci fu anche scultore. Lo assicurano i contemporanei e diversi documenti del tempo. Ernesto Solari, artista e studioso esperto di Leonardo, ha scoperto due inediti leonardeschi. La prima opera è un curioso e anomalo disegno che Solari ritiene di poter considerare l’originale leonardesco di un’opera già conosciuta, che si conserva agli Uffizi, ed è attribuita ad un allievo. Secondo Solari questo disegno è certamente di scuola leonardesca ma, visti gli indizi emersi e i risultati degli esami effettuati, egli ritiene possa trattarsi di opera attribuibile a Leonardo e scuola.

La seconda opera è un capolavoro assoluto, la cui attribuzione a Leonardo è pressoché certa per la sua bellezza, per il fascino che sa suscitare, per l’esito coerente degli esami effettuati e per il carattere molto privato, quasi familiare, che l’opera evidenzia. Si tratta di una splendida terracotta, probabilmente la prima ed unica a poter essere attribuita al Maestro. Questa certezza deriva dagli esami effettuati, dal periodo d’esecuzione che coinciderebbe con l’età del Salaì in esso raffigurato.
E’ stata ritrovata anche una descrizione dell’epoca di un’opera che presenterebbe le stesse caratteristiche fisionomiche ed espressive, nonché tecniche, secondo la visione piuttosto classicheggiante del “puer et senex” alla quale Leonardo era particolarmente legato.Sembra che la testa in terracotta (< nella foto), raffigurante un Cristo fanciullo, di cui ha fatto, in più occasioni, una precisa descrizione colui che ne era venuto in possesso, il pittore Paolo Lomazzo, possa avere avuto come modello proprio lo stesso Salaì, il figlioccio adottivo del Vinciano.

"Per stabilire se l’opera è realmente di Leonardo è stata sottoposta anche all’esame dei cinque requisiti suggeriti dallo studioso Edoardo Villata in un convegno sulla terracotta lombarda del rinascimento tenutosi a Pavia nel 2011. Il risultato emerso, confortato anche dalla termoluminescenza, è stato completamente positivo" racconta lo studioso.La caccia a una scultura di Leonardo dura da tempo e ha visto impegnati diversi studiosi.
"Le fonti antiche su Leonardo scultore ricordano «teste di femmine che ridono», «teste di putti», un Bambino Gesù in creta che fu di proprietà del cardinale Federigo Borromeo, per alcuni studiosi un probabile modello per la testa di Gesù nel quadro di Sant'Anna" aggiunge Solari, il quale evidenzia come questa scultura potrebbe costituire la materializzazione di una particolare sensibilità del vinciano verso quell’ambiguità che si ritrova in molte sue opere riconosciute come la Gioconda, il San Giovanni, la Sant’Anna.

Il prof. Ernesto Solari già nel 2009 aveva reso noto il ritrovamento di un cartone, appartenuto alla collezione del famoso storico dell’arte settecentesco Padre Luigi Lanzi, che riprende il disegno del volto della Sant’Anna del Vinciano che si trova al Museo del Louvre.Il disegno, realizzato a carbone, su tipica carta di fine 1400 e inizi 1500, utilizzata più volte da Leonardo, raggiunge una grande somiglianza espressiva col dipinto originale del Louvre, rivelando una morbidezza molto vicina alle opere del Maestro e del più valido e attivo dei suoi allievi, Bernardino Luini.
Questo nuovo disegno è stato eseguito da mano mancina al contrario di quello degli Uffizi.  Escluso che si possa trattare di un falso moderno, grazie agli esami effettuati, la prima ipotesi è stata una realizzazione da parte di un allievo che poteva essere anch’egli di mano mancina o un abile imitatore del Maestro. In ultima ipotesi si è pensato potesse trattarsi dell’originale eseguito dallo stesso Leonardo.

Le indagini effettuate su ciascuna di queste ipotesi hanno portato a trovare risposte concrete e comunque plausibili con alcune apparenze non trascurabili quali, in primis, lo status di grande conservazione del foglio in oggetto che aveva fatto pensare alla prima idea di falso. L’esame al Radio Carbonio 14 ha escluso che il foglio fosse moderno, anzi ha confermato la contemporaneità rinascimentale dello stesso col suo probabile autore. Si tratta quindi di un foglio appartenente ad un periodo vicino al 1500.  
Chi poteva essere l’allievo in questione? Potrebbe trattarsi di Francesco Melzi o Salaì poiché entrambi, sapevano usare la mano sinistra (Salaì, in particolare, che conosceva bene Leonardo, aveva più volte cercato di imitarlo utilizzando gli stessi suoi strumenti e copiandone lo stile). Riguardo all’identità della donna ritratta, sono emerse interessanti ipotesi: Isabella d’Aragona, Bianca Sforza, lo stesso Salai o sua madre Caterina Scotti.

www.giornalesentire.it - 2015

Arte e cultura

Arte e cultura

DECENNALE.jpg banner.jpg colore_rosso.jpg apivita.jpg 1OS_5xmille_185x190.jpg