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Segni del sacro

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Storia e devozione

Le foto  provengono da tre generazioni di Rensi: Rodolfo, fu il fondatore (dal 1946) dello studio Rensi rimasto - fino alla morte prematura a soli 62 anni nel 1975 - presso il Castello del Buonconsiglio. Rodolfo era il fotografo ufficiale della Sovrintendenza ai beni artistici della PAT.

Alla sua morte il figlio Claudio ereditò lo studiò spostandolo in via S. Marco (di fronte al Castello). Ora lo gestisce assieme al figlio Matteo, fotografo del Corriere del Trentino.

Studio Rensi racconta i segni del sacro individuabili nella terra del Concilio attraverso opere d’arte pittoriche e sculture oltre ad una interessante selezione fotografica che è stata curata del prof. Massimo Parolini che bene intercetta “I Segni del Sacro” nella cultura trentina.

Parolini spiega: "...Dal cippo del Lapis Niger (sito archeologico romano del VI a.C.) in cui, per noi occidentali, trova la sua prima iscrizione –finora ritrovata- il termine sakros ci reinvia a qualcosa che vale, ha validità, un’ alterità, un essere "altro" e "diverso" rispetto all'ordinario, al profano".

In Trentino, con la predicazione di S. Vigilio e dei martiri Anauniensi  chiese, eremi e santuari si sostituirono –pur con qualche resistenza- ai simboli del sacro “pagano”. Dal Duomo di Trento all’eremo di San Romedio dalla chiesa di S. Vigilio a Pinzolo alle innumerevoli chiesette delle Pievi nelle varie valli in cui si ramifica come un mosaico il Trentino, l’arte degli artisti ha lasciato testimonianza della devozione popolare lungo tutto il medioevo e l’età moderna (basti ricordare l’azione dei Baschenis, ma anche la realtà degli ex-voto).

"Dalla metà dell’Ottocento a tutto il Novecento, l’arte sacra (in certi casi colta nel quotidiano rito della giornata contadina)  ha continuato ad ispirare vari artisti del nostro territorio, ovviamente spesso in base ad una committenza religiosa" prosegue Parolini. "Ecco emergere capolavori come Ave Maria a trasbordo o L’angelo della vita di Giovanni Segantini, Il suono dell’Angelus, Il presepio, Poesia della montagna di Eugenio Prati,  La Madonna della pace o   Il miracolo della mula (fra i tanti) di Tullio Garbari, le varie opere religiose di Carlo Bonacina e Giorgio Wenter Marini nei santuari e nelle chiesette o le incisioni di  Carlo Cainelli e di Remo Wolf".

Dalla metà degli anni ’50, in parte anche in seguito alla nascita dell’Ucai (l'Associazione degli Artisti Cattolici), la tematica cristiana ha interessato vari altri artisti da Marco Bertoldi a Bruno Colorio, da  Eraldo Fozzer a Mariano Fracalossi, da Cirillo Grott a Guido Polo, da Luigi Senesi a Cesarina Seppi , da Ernesto Giuliano Armani  a Lino Lorenzin, da Martin Demetz a Gino Novello, da Othmar Winkler a Mauro De Carli, da  Carlo Sartori a Bruno Lunz.

Tra i viventi van citati Marco Berlanda e Gino Castelli, Bruno Degasperi e Carlo Girardi, Annamaria Rossi Zen e Pietro Verdini,  Gelsomina Bassetti e Paolo Tartarotti, Piermario Dorigatti e Paolo Dolzan,  Mastro 7 (Settimo Tamanini), Marco Morelli e Livio Conta.

pagina aggiornata: agosto 2014






< foto Archivio Rensi

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