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Sergio Mattarella ''De Gasperi assicur˛ la continuitÓ dello stato''

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Pieve Tesino (Tn)

(Pieve Tesino - Corona Perer 18.8.2016) - Un uomo lungimirante, consapevole, sobriamente patriottico. Un tenace che assicurò continuità all'Italia e le costruì intorno una dimensione internazionale.

Sono alcuni dei tratti messi in luce dal Capo dello Stato al termine della sua giornata a Pieve Tesino, dopo una visita a Casa De Gasperi con la giovane sindachessa di Pieve Tesino Carola Gioseffi, le tre figlie dello statista, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e il presidente della Fondazione De Gasperi, Giuseppe Tognon salutato dall'inno nazionale suonato dalla banda sociale di Pieve Tesino e dal calore autentico di tanta gente.

Poi l'ingresso preceduto da due corazzieri nell'affollatissima palestra dove c'era tutto il Trentino che conta e dove il Capo dello Stato ha tenuto la sua lectio degasperiana 2016. Qui il Coro Valsella ha intonato per lui l'Inno alla Gioia che è l'inno dell'Europa. Ieri Pieve Tesino ha vissuto una giornata certamente storica.

Sergio Mattarella ha ricordato e ripercorso i 70 anni della nostra Repubblica ripercorrendoli alla luce della visione di Alcide De Gasperi e del suo coraggio.

In platea ad ascoltarlo tutto il Trentino che conta, con il Presidente Ugo Rossi, le tre figlie Maria Romana, Cecilia e Paola, l'arcivescovo di Trento Mons. Tisi, per il Governo il sottosegretario Bressa.

Il Presidente della Fondazione Giuseppe Tognon, in un sintetico ma intenso discorso di accoglienza aveva citato l'amore per il Canto di De Gasperi e la sua sobrietà di politico. “Non amava i politici che si piacciono e si compiacciono” ricordando che molta della sua eredità spirituale verrà dalla pubblicazione integrale del suo epistolario, dove emerge l'uomo prima ancora che il politico. Poco prima di dare la parola al Capo dello Stato, il governatore Ugo Rossi aveva ricordato la necessità di ridare dignità alla Politica. “Nel nome di De Gasperi dovremo ridarle la dignità che ha avuto per lui” richiamando poi il concetto della Responsabilità (della politica) e la sostanza dell'autonomia trentina.

Alcuni passaggi del discorso di Mattarella sono di particolare importanza. “Guai a mettere in dubbio lo storico risultato di Shenghen” ha detto il Presidente che poco prima aveva citato en passant il Brennero. Dunque implicito richiamo alla necessità di restare popoli aperti.
Di De Gasperi definito costruttore tenace ha definito la particolarità dello spirito patriottico che lo animava: “sobrio e solido, autentico e sentito, non declamato, rispettoso delle minoranze, conscio del valore del sacrificio e quindi non superficiale ed effimero: “seppe dare al Paese una collocazione internazionale e una prospettiva europea”.
Sul referendum che nel 1946 sanciva la Repubblica ha detto. “...sono passati solo 70 anni e non sono molti per un Paese, ma se guardiamo all'Italia del '46 la strada è stata tanta. La Repubblica è sorta, con un voto che ricomponeva il Paese. Il Referendum la trasforma in una nazione in cui tutti i cittadini concorrono al suo sviluppo”.
Sull'eredità di De Gasperi Mattarella ha sottolineato che sotto la sua guida è stata garantita la continuità dello stato italiano. Citando a più riprese brani dai suoi scritti ne ha ricordato la consapevolezza di una svolta “...senza che il carro si rovesci” e la tensione morale, o meglio quella integralità che è per lui sinonimo di “integrità morale”.
Ha poi colto la dimensione spirituale della sua opera che lo porta ad immaginare un mondo democratico non basato su risposte tecnocratiche e quella democrazia come “metodo” che va praticata con ottimismo.
“La sua forza d'animo, la sua forza intellettuale emergerà dalle lettere, dalla sua prosa sempre efficace dove emerge il pensiero di un'Europa come prospettiva non per tempi ordinari, ma per tempi straordinari. C'è il rammarico che la costituzione Europea non sia andata avanti per i veti posti da alcuni paesi mentre altri accordi meno lungimiranti sono progrediti”. E quindi un passaggio decisivo: “L'Europa non può sottrarsi alle sue responsabilità, tanto meno dopo la Brexit, che chiede semmai un rilancio dell'Europa. Sia il terrorismo, sia la crisi economica, sia le migrazioni: nessun paese è in grado di affrontare da solo queste sfide”. E più avanti “...la virtù principale della democrazia è la pazienza” occorre dunque lavorare con speranza che certo animò lo statista trentino.


< il discorso al termine di un denso pomeriggio
Il Capo dello Stato con la visita al Museo
e la calorosa accoglienza della gente di Pieve Tesino e
delle autorità locali e provinciali




"Dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, un'Italia sconfitta riusciva ad entrare a far parte delle nazioni libere e democratiche. Ritrovata la libertà, con la partecipazione al voto di tutti, donne e uomini, si realizzava una piena democrazia, imperniata sul Parlamento. Non sarebbe stato possibile senza il coraggio e la visione da statista di Alcide De Gasperi che, più delle difficoltà materiali, temeva quelle morali e spirituali di un popolo oppresso, economicamente e socialmente prostrato, dalla sofferta esperienza democratica", ha aggiunto Mattarella.

"Sotto la guida dello statista trentino - ha proseguito - è stata garantita la continuità dello Stato italiano, sancendo contemporaneamente la discontinuità rispetto alla monarchia e al regime fascista e poggiando la nuova costruzione democratica su basi diverse da quelle incerte ereditate dallo Stato liberale. Abbiamo resistito a difesa dell'unità di un Paese che era uscito sconfitto dalla guerra. Basta ricordare che le popolazioni di Trieste e Bolzano non poterono prendere parte al referendum. Si sono riconosciute - ha aggiunto - le aspirazioni all'autonomia di singole Regioni".

Mattarella ha avuto parole anche per l'Autonomia trentina. “Non è un fatto contabile o uno scudo, né un privilegio immeritato, ma un investimento. De Gasperi seppe cogliere il ruolo e l'importanza delle minoranze. Abbiamo il dovere di guardare a questa esperienza e trovare il coraggio per trarne ispirazione”.


Al termine del lungo intervento e del caloroso applauso con il quale è stato ringraziato e salutato (il Presidente è immediatamente ripartito in elicottero) i commenti.
"Il presidente del Repubblica Sergio Mattarella ha detto chiaramente che l'Autonomia speciale del Trentino Alto Adige non è un privilegio immeritato ma un'esperienza preziosa per il Paese e per l'Europa, che dobbiamo continuare a coltivare. Ciò rappresenta per noi un importante incoraggiamento in questa fase che ci vede impegnati in un processo di riforma che porterà alla revisione dello statuto. Dal presidente Mattarella sono giunte parole importanti anche sull'Europa: non può essere basata solo sulle banche, ha detto, ma su comuni valori, che i popoli le nazioni devono costruire e condividere. Noi trentini stiamo cercando di farlo, superando le frontiere, in particolare con l'Euregio. Grazie all'Autonomia, qui sul Brennero si è realizzato un percorso esemplare, ha ricordato il capo dello Stato. Dobbiamo esserne consapevoli, con il giusto orgoglio e con l'ambizione di fare sempre meglio, nel solco dell'insegnamento di De Gasperi". Così il governatore del Trentino Ugo Rossi, nel commentare alcuni dei passaggi più significativi della lectio degasperiana pronunciata oggi dal presidente Mattarella a Pieve Tesino.

Dopo il Capo dello Stato sono attese in Trentino altre importanti personalità ed eventi . Il 5 settembre la Giornata dell'Autonomia a Trento che ricorda l'accordo italo-austriaco sottoscritto a Parigi del 5 settembre del 1946 dall'allora presidente del Consiglio italiano e Ministro degli Esteri Alcide Degasperi e dal Ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber. Il 13 settembre il Premio internazionale “Alcide Degasperi – Costruttori d’Europa”, che sarà consegnato a Trento a Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, già governatore della Banca d'Italia, il Premio internazionale “Alcide Degasperi – Costruttori d’Europa”, istituito nel 2004 nell’ambito della Giornata dell’Autonomia.
La Giuria del Premio che, con cadenza biennale, conferisce un riconoscimento a chi ha raccolto il testimone dei primi europeisti nel secondo Dopoguerra, ha inteso premiare l’impegno di Draghi sia all’interno del Governo italiano, sia alla guida della Banca d’Italia, sia infine come presidente della Bce. In questa veste, in particolare, Draghi si è distinto, come sottolineato nelle motivazioni, per la sua decisione di intervenire nella gestione della crisi economica “senza fermarsi di fronte ad alcuna ortodossia di scuola, agendo invece, come avrà a dichiarare, con tutti i mezzi che si trovano a disposizione della creatività responsabile di un uomo delle istituzioni”.
www.giornalesentire.it - 2015

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