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Persone e idee

Sergio Romano, Italia in stato di sovranità dimezzata

Sergio Romano, Italia in stato di sovranità dimezzata
parole per il domani

L'avremmo visto bene al Quirinale. Ha classe da vendere, non è uomo divisivo, è preparato, un attento osservatore in politica estera, ha credibilità e autorevolezza. Sergio Romano al Festival dell'Economia parlò di un tema molto attuale: la sovranità di uno stato. Parole ancora di grande attualità.


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ITALIA IN STATO DI SOVRANITA' DIMEZZATA
 

La Cei? "Dico sempre che è la terza Camera del nostro stato". A parlare è Sergio Romano, già ambasciatore Nato, docente universitario, storico ed editorialista. "La Chiesa oggi è più forte di quanto non lo fosse un tempo" sostiene il professore recentemente intervenuto a Trento al Festival dell'Economia.

Questa forza è stata costruita...dai politici italiani, in tempi anche non sospetti. "Pochi sanno che dopo che alcuni articoli della Costituzione furono mostrati all'allora cardinal Montini prima di essere approvati dalla Costituente. A farlo fu Alcide De Gasperi che aveva deciso dunque un esame preventivo. Certo ci furono anche frizioni di non poco conto, ma la regola fu sempre di cercare l'intesa".

Altro dunque che sovranità: quella italiana è una sovranità dimezzata che ha consentito anche ingerenze, "inaccettabili" secondo Romano. Come quella del cardinal Ruini quando gli italiani dovevano votare al referendum sulla procreazione assistita. Ma che la Chiesa governi in qualche modo l'Italia non è un mistero.

"Nel Giubileo del 1950 pretese che night-club e cinema non esponessero manifesti in quanto Roma andava considerata città sacra". Quanto allo Ior, Romano è categorico: una gran brutta storia che la Chiesa ha dovuto mettere in piedi per poter incassare gli indennizzi italiani derivanti dalla legge sulle Guarantigie, un contenzioso creatosi ai tempi di Mussolini.

"Gestire il denaro porta fuori dalla dimensione religiosa e lo Ior pecca perchè non è mai stato trasparente". Interpellato sulle scuole paritarie, Romano ha invece affermato che non deve scandalizzare che esistano scuole diverse e che vi possa essere un aiuto verso le scuole che - secondo le leggi italiane - concorrono a migliorare i servizi dell'istruzione e l'offerta scolastica.

"Ma è invece inaccettabile che sia il vescovo a scegliere i docenti di religione. Qui si va oltre le norme che lo Stato deve tenere per sé. La sinistra è stata complice visto che fu Berlinguer a creare il binomio scuola privata e pubblica e le norme sulle quali si regolava. Entro un quadro normativo deciso però dallo Stato può anche starci. Forse la Sinistra avrà avuto i suoi opportunisti. Mi chiedo: non sarà che questa è una caratteristica nazionale?".

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