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Salute

Salute a ritmo Shaolin - di Mariella Morosi

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Culture millenarie

(Roma, 30 ottobre 2014) - Cade un tabu della medicina occidentale ufficiale con l’apertura alla millenaria cultura cinese.  Lo ha fatto a Roma la Fondazione Santa Lucia, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, all’avanguardia nel settore delle neuroscienze e nella riabilitazione neuromotoria, stipulando un accordo di collaborazione con il maestro cinese Shi Yan Hui, monaco di 34ma generazione del Tempio Shaolin della provincia di Henan. E' l'unico rappresentante in Italia della millenaria cultura, Patrimonio dell'Umanità Unesco, volta al benessere e alla salute dell''Uomo.

Possono trovare un punto di incontro la medicina moderna occidentale e quella d'Oriente, basate su metodica distinte e parallele e spesso agli opposti in termini di concezioni salutistiche? Può aiutare un viaggio al nostro interno, attingendo a noi stessi per conoscere la propria  interiorità, veicolando .la nostra energia positiva dove serve. L'Oriente ci dice che il nostro è un organismo autoregolatore, capace di prevenire o sbarazzarsi della  malattia, e che siamo ben consapevoli di averla prodotta nel nostro intimo.

E’ una cultura  sorprendentemente attuale, perché pone l’uomo al centro della propria riflessione. E' il punto di partenza perché l'antico e il nuovo possono interagire: una filosofia millenaria e la pratica scientifica d’avanguardia hanno molti punti in comune, finalizzati al raggiungimento del benessere che non può essere solo fisico, indotto da pratiche e da protocolli codificati. Ed è tempo che il mondo si apre alle altre culture, non solo nei modi della comunicazione.

Resta una scelta coraggiosa quelle di aprire le corsie di un ospedale a un monaco cinese che insegna ad un paziente a recuperare le proprie energie vitali con la meditazione e la conoscenza del proprio corpo. Del resto la Fondazione Santa Lucia non fa solo assistenza, ricerca innovativa, didattica e formazione nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, ma è in prima linea in attività parallele  in ambito culturale, sociale e sportivo.

In una affollata conferenza stampa l’intesa di collaborazione con la cultura Shaolin è stata illustrata dal direttore dell’Istituto Luigi Amadio, dal suo direttore scientifico Carlo Caltagirone e dal monaco Shi Yan Hui che ha cercato di spiegare con semplicità i vantaggi per tutti e per tutte le età offerti da questa disciplina “naturale”.

Prima di proporre ai suoi pazienti questa cultura venuta da lontano, come integrazione dei normali protocolli di cura, il direttore Luigi Amadio ha detto di averla sperimentata personalmente con grande beneficio, dopo stressanti anni difficili a causa dell'inadeguato sostegno alla struttura da parte delle istituzioni regionali. Già in passato diffidenze iniziali non avevano impedito alla Fondazione Santa Lucia di aprirsi a nuove visoni d'avanguardia, come quelle, allora considerate fantascentifiche, del trasferimento in computer delle onde cerebrali oppure  lo studio degli effetti della musica sul cervello, entrambe oggi divenute pratiche normali osannate dai media.

Di questo Luigi Amadio ha ringraziato in particolare il prof.Carlo Caltagirone. “Abbiamo il dovere di studiare qualsasi  opportunità che ci pemetta di migliorare la vita dei nostri pazienti o di chi potrebbe diventarlo –ha detto il direttore scientifico dell'Istituto- e dobbiamo ammettere che la nostra cultura tratta poco l’unità tra la mente e il corpo, o meglio, li tratta separatamente. Consideriamo quindi questa collaborazione un punto d’inizio. Bisogna avere il coraggio di percorrere strade nuove. Non diceva forse Steve Jobs, il cofondatore di Apple,  'Be foolish' (siate folli)?”

“Il punto fontamentale comune è l’unicità tra mente e corpo che si declina nelle nostre diverse tecniche. E’ un percorso comune, e  anche il nostro, ad esempio,  è un approccio  molto vicino alla meditazione” afferma Alberto Costa, psicologo e psicoterapeuta. Ed è proprio la meditazione (Chan, più  conosciuta come Zen, ) insieme alle arti marziali  (Wu) e ai principi della medicina tradizionale cinese (Yi) a distinguere l’esperienza del Tempio di Shaolin da quella di altri templi buddisti.

Su questi i tre pilastri  su cui si basa la cultura Shaolin. Anche per un occidentale  non è difficile comprendere  come meditando e attingendo a se stessi si possa conoscere a fondo la propria  interiorità, il nucleo inesauribile del proprio essere, la potenza della propria energia vitale chi realizza il massimo rendimento compiendo le sue funzioni. Dicono i testi buddisti: “La scoperta di se stessi  fa conoscere il mondo senza uscire dalla porta,  fa scorgere la via del cielo senza guardare dalla finestra: il saggio osserva il mondo disinteressatamente, eppure lo possiede”. Le tecniche meditative portano inoltre a sperimentare sentimenti come pace, armonia e misericordia.  

Tutt’altro effetto può fare una conoscenza superficiale delle arti marziali, come vengono intese da noi occidentali, influenzati dalla rumorosa violenza propostaci negli anni Ottanta dalla filmografia  di Bruce Lee. Lo Shaolin Kung Fu è invece un particolare aspetto del buddisno Chan, che lo ha elevato da metodo di combattimento ad arte, per la ricerca della perfezione fisica e spirituale, senza emozioni negative. Consente di acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza sulel proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti. Le arti marziali Shaolin creano un metodo unico di meditazione dinamica.

Più conosciuta in Occidente è la teoria dello yin (negativo, umido,freddo,notte..) e  dello yang, (positivo,secco,caldo,giorno…) e l’importanza dell’equilibrio di queste due energie, che permette al corpo malato persino di ristabilirsi automaticamente.  Sono tutti principi interessanti in cui dovremmo credere di piu’, riavvicinandoci all’armonia della natura.

Qualche consiglio pratico per avvicinarsi a principi vecchi di 1500 anni  e che possono aiutarci a controllare, se non eliminare,  stress,rabbia, tristezza, depressione,  emicrania, insonnia, vertigini, o problemi circolatori? Eccoli:  tenere allenati il corpo e la mente, battere i denti, deglutire, ruotare gli occhi, toccarsi il naso, alzare le mani. Sono movimenti che tutta la platea ha eseguito sotto la guida del maestro Shi Yan Hui durante la presentazione dell'accordo, forse per curiosità ma certamente senza sforzo (foto). Ma bisogna anche tenere allenato il cervello e la mente giovane, equilibrare l’alimentazione ,vivere in modo civile, avere sempre un buon umore.

Quindi niente da superuomini, né da filosofi, né da asceti. Shaolin è un pensiero pratico che non perde mai di vista la vita quotidiana, non ha bisogno di molte parole per essere compreso da noi, ma è da tradurre in pratica senza sforzi e privazioni, guardandoci dentro, cercando di affrontare con naturalezza gli enigmi della vita.
Info: www.shaolinquanfa.it

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