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Vent'annni fa l'odio tra hutu e tutsi

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Memorie orfane

Le "altre" shoah del '900 ? Basta guardare Hotel Rwanda,  dove va in scena la macelleria scaturita dall'odio tra hutu e tutsi? Chi lo alimentò? E a che scopo? Perché il mondo fu impotente di fronte a questo nuovo genocidio?

Il film è ambientato a Kigali, anno 1994: il Rwanda è scosso da violenze perpetrate dai membri dell'Interhamwe (la milizia hutu) verso la minoranza tutsi. Una prospettiva di pace viene dall'accordo che il presidente rwandese sta per firmare grazie ai negoziati ONU. Paul Rusesabagina, direttore dell'esclusivo Hotel Mille Collines, appartiene ai moderati, ha sposato una donna tutsi e la sua unica preoccupazione è accontentare (e magari prevenire) i capricci dei suoi facoltosi clienti.

L'omicidio del presidente, subito dopo la firma del trattato di pace, sprofonda il Rwanda in una spirale di odio e di terrore. I ribelli hutu attaccano con violenza, armati di machete. Gli occidentali si ritirano tutti. Le esigue forze ONU hanno l'ordine di non usare le armi. Molti profughi cercano riparo al Mille Collines: Paul Rusesabagina, sconvolto dall'orrore per tutti quei morti innocenti, si adopera con ogni mezzo per salvare la sua famiglia e aiutare oltre un migliaio di profughi, nascosti nell'hotel, a mettersi in salvo oltre il confine.

Il film di Terry George ha il merito di raccontare facendosi voce di testimonianza, e al tempo stesso, sa destare le coscienze. Raccontare, dunque: perché quello che è avvenuto non sia dimenticato. Perché il tempo non cancelli la memoria di un genocidio così crudele e assurdo.

Raccontare in modo pacato: senza mai indulgere nel mostrare il sangue e l'orrore, senza fermarsi solo sulle efferatezze compiute dagli africani, ma denunciando con lucidità anche le indifferenze perpetrate dai bianchi. Le radici dell'odio tra hutu e tutsi affondano nella storia del Rwanda e le responsabilità europeee non sono poche. La storia è sempre composta da memorie parziali, ma è noto che furono i belgi a creare la divisione. "Selezionavano le persone. Quelli con il naso più piccolo, la pelle più chiara… di solito misuravano l'ampiezza del naso. I belgi usarono i tutsi per governare il Paese e quando se ne andarono lasciarono il potere agli hutu che, ovviamente, si vendicarono per tutti gli anni di repressione” scrisse la stampa francese.

L'odio fratricida colpì con particolare veemenza proprio i più indifesi: i bambini. Come osserva Pat Archer, della Croce Rossa Internazionale: “Il bersaglio erano i bambini tutsi, per spazzare via la prossima generazione”. La sete di vendetta è viva ancora oggi. La memoria è invece orfana.

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