Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Persone e idee

Paolo dall'Oglio, sarebbe vivo

Paolo dall'Oglio, sarebbe vivo1-deir.jpgpaolo_dall_oglio2.jpg
Nuove rivelazioni

3 giugno 2016 - Lo dice un terrorista di Bruxelles e lo rivela Le Monde: Paolo Dall'Oglio sarebbe vivo e lo dimostra un video. Saleh A., il jihadista pentito che ha permesso di sventare attacchi in Germania, voleva recarsi a Roma per trattare con un certo "Carlos" la vendita al Vaticano, per 10.000 euro, di un video che dimostrerebbe che Padre Paolo dall'Oglio è vivo. Lo rivela Le Monde sottolineando che Saleh A. si è consegnato spontaneamente alla polizia parigina il primo febbraio, dichiarandosi membro di una cellula dormiente composta da una ventina di persone, tra Dusseldorf ed un campo rifugiati olandese, che pianificava attacchi.

Un accorato e pressante appello per la liberazione di padre Paolo Dall'Oglio, aveva spezzato il silenzio la scorsa estate. A luglio il Papa a due anni dal rapimento in Siria aveva ricordato anche i due vescovi ortodossi e tutti i sequestrati a causa di una guerra per la quale Papa Francesco auspica "il rinnovato impegno delle autorità locali e internazionali alla soluzione". 

Il Pontefice all'Angelus aveva detto: "Rivolgo un accorato e pressante appello per la liberazione di questo stimato religioso. Non posso dimenticare anche i Vescovi Ortodossi rapiti in Siria - ha aggiunto Bergoglio - e tutte le altre persone che, nelle zone di conflitto, sono state sequestrate". "Auspico il rinnovato impegno delle competenti Autorità locali e internazionali, affinché a questi nostri fratelli venga presto restituita la libertà. Con affetto e partecipazione alle loro sofferenze, vogliamo ricordarli nella preghiera. E preghiamo tutti insieme la Madonna", ha concluso, recitando con i fedeli un'Ave Maria.

La famiglia aveva rivolto un appello nel luglio 2014. Paolo Dall'Oglio, gesuita, era scomparso in Siria il 29 luglio 2013. Un uomo buono, un uomo di fede e di pace. "Vorremo riabbracciarlo ma siamo anche pronti a piangerlo. Il, 29 luglio, ad un anno dalla sua scomparsa, in tanti pregheremo e saremo vicino a lui, a tutti i rapiti, agli ingiustamente imprigionati e alle tante persone che soffrono a causa di questa guerra" disse la famiglia..

Nel messaggio che il presidente siriano Assad aveva inviato al Papa, consegnato il 28 dicembre al segretario di Stato Pietro Parolin da una delegazione del governo siriano, ci sarebbero state informazioni confortanti su padre Dall'Oglio che sapeva di essere nel mirino per essere stato impegnato per decenni nel dialogo tra cristiani e musulmani quando era in Siria e ora apertamente schierato su posizioni anti-regime.


***


QUANDO INCONTRAMMO PADRE DALL'OGLIO

di Corona Perer - agosto 2012

Sulle soluzioni del conflitto Abuna Paolo era stato chiaro a Rovereto dove abbiamo avuto modo di ascoltarlo un anno fa. "Servono i caschi Blu, ne servono almeno 50.000 operatori di pace e serve dialogo: organizzate un evento di confronto tra sciiti e sunniti e dimostrate al mondo che si può vivere insieme questo si può fare" aveva detto aggiungendo la sua personale visione di uomo religioso.

"La mistica che non diventa politica mi fa schifo" aveva detto Paolo Dall'Oglio fin dalle sue prime battute.  "Bisogna fermare il massacro ma non si può usare la Siria o strumentalizzarla per blocchi contrapposti Est-Ovest".
La storia di Paolo Dall'Oglio (nato a Roma nel 1954) è fortemente desertica. Nel 1975 entra nella Compagnia di Gesù e tre lustri dopo (era il 1991) fonda a Deir Mar Musa (Siria) un monastero dentro una rocca che verrà restaurato grazie alla sua tenacia.

Il priore del monastero di Mar Mousa, diceva: "Amo i ruderi. Per me un rudere è un progetto". Fu guardando il rudere di Mar Musa a sentire l'urgenza di fare. "Ci voleva un trattore che macinasse spirito" racconta. Lui pensa  una comunità monastica autonoma, maschile e femminile, dedita all'accoglienza e al dialogo interreligioso. Così è stato.

L'esperienza della comunità, imperniata su vita spirituale, lavoro manuale e ospitalità, ha trovato il suo punto di forza nel dialogo con la religione maggioritaria, l'Islam. Il monastero, inserito in un ambiente fondamentalmente arabo, è stato ristrutturato grazie alla cooperazione tra lo Stato italiano e quello siriano, avviata negli anni Ottanta, e al più recente aiuto dell'Unione europea, con il contributo essenziale dei tanti volontari che si sono avvicendati nei campi di lavoro organizzati presso il monastero.

Paolo Dell'Oglio è rimasto - in quanto uomo di fede - animato da una speranza incrollabile. "Credo che accanto ad una storia di fallimento c'è sempre una crescita di fondo, e ci sono catene di anime che tirano la storia al suo fine spirituale" ha detto il monaco "I siriani sono stati incredibilmente pazienti e hanno sperato che alle timide aperture di Assad padre, il figlio avrebbe risposto con riforme e non con una dittatura feroce. Che va fermata con l'invio dei Caschi Blu, subito!"

Era l'agosto 2012. E da allora nulla è successo su questo fronte.
(CP)

Persone e idee

Persone e idee

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif