Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Commenti

Solisti Veneti nel vento: della pace

Solisti Veneti nel vento: della pacesolisti_veneti_campana_sentire.jpgsolisti_veneti_sentire_giornale.jpgsolisti_veneti_campana_caduti.jpgIMG-20150718-WA0020.jpggiornale_sentire_solisti_veneti.jpg
Solisti Veneti alla Campana

di Massimo Occello

(Rovereto 17 luglio 2015) - Concerto con vento, si potrebbe dire. L'esibizione dei Solisti Veneti offerta alla cittadinanza di Rovereto dalla Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto, e tenutasi alla Campana dei Caduti,  ha avuto un vincitore: il vento, che ha accompagnato da protagonista capriccioso gran parte dell'Inno alla Pace, quasi volesse portare via grappoli di note e spartiti, e mandarli nei 19 Paesi dai cui cannoni è stato ricavato il bronzo per fondere Maria Dolens che da Rovereto ricorda al mondo i Caduti della grande guerra e di tutte le guerre.

Dunque ha vinto il vento. Quasi volesse spazzare via tutto quel male e pulire i cuori che l'hanno pensato e prodotto. Quasi volesse mettere nei nostri il lievito di un Rinascimento etico.
Il Maestro sorride mite ed intenso, un pò fragile nel corpo con il quale festeggia i 55 anni di attività dei suoi Solisti Veneti, ma forte e chiaro nello spirito appassionato. Gli fanno da specchio, riflettendo rispetto e mitezza e gioia, i suoi ragazzi diventati maturi. Professionisti da urlo, di fronte a Lui giovani come allora. E Lui li accarezza con gli occhi e con la mano che porta lieve la sua felice bacchetta.

Maria Dolens, la grande campana solenne e silenziosa che presiede l'evento, di anni ne fa 90, ma i due s'intendono e si parlano nel linguaggio della musica, capace di superare la Babele dei popoli e portare a tutti, come Claudio Scimone ci dice, "la bellezza, l'armonia e la pace".

"E' stata una grande emozione suonare oggi nella sua presenza" -continua il Maestro- "Il luogo è solenne, bellissimo, accogliente, magico. Adatto a tutta la musica. Ma è il posto ideale per suonare Bach: di fronte al profilo delle montagne e ai paesi illumunati della Val Lagarina! Una fortuna davvero rara".

Perchè Bach? gli chiedo: abbiamo sentito Antonio Vivaldi,  Alessandro Marcello, Niccolò Paganini, musiche ugualmente belle, suonate da strumentisti unici al mondo.

"Perchè Bach richiede questo largo, questo respiro, questo vuoto. Bach gradisce questo luogo alto".

E infatti l'evento si concude alla grande proprio con i cinque movimenti della Terza Suite in re maggiore BWV 1068 per tre trombe e orchestra di Johann Sebastian Bach (superba la "Gavotta"), suonata da tutto l'insieme dei concertisti ed a lungo applaudita da un pubblico molto passionale, cui Scimone dedica garbatamente un momento formativo, spiegando che si applaude solo alla fine.

Dopo, solo l'inno nazionale. Tutti in piedi con la pelle d'oca, mentre Maria Dolens -fin lì immobile nel vento- comincia  piano a suonare i suoi 100 rintocchi in si bemolle grave, per la pace nostra e di tutti quei morti, lì ben presenti.  E imperiosamente nega la follia di tutte le guerre. Mentre Rovereto ascolta, messaggera al mondo, e l'ultima luce ormai scolora al colmo del monte.

Chiedo al Maestro come fa a portare sempre sul volto quel largo, quieto sorriso. Mi risponde che "è la gioia della musica, ed è l'unico modo che conosco per suonarla bene. Altrimenti proprio non posso!".

E' anche il valore di questa serata per noi. Andiamo via con un pezzo del suo sorriso e di quella pace nuova nel cuore. "Mentre che 'l vento, come fa, ci tace". (Divina Commedia, inferno, V°, 96)



> I Solisti Veneti su Giornale SENTIRE     

Commenti

Commenti

OS_5xmille_185x190.gif colore_rosso.jpg banner_gusti.jpg banner_hotel.jpg Pubblicit_progresso.jpg