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Pedofilia: ''cari giornalisti...''

Pedofilia: ''cari giornalisti...''
di Don Fortunato Di Noto

Cari giornalisti,

leggo sui giornali titoli del tipo: Pedofilia, per un italiano su tre è accettabile il sesso tra adulti e adolescenti. Non c’è quotidiano italiano che oggi in prima pagina non titola così un sondaggio commissionato da una organizzazione che tutela l’infanzia. Qualcuno si è spinto anche oltre: Sesso con i minori? Tre siciliani su dieci dicono: “si può”, come anche 4 veneti o i laziali che si mostrano più tolleranti.

Come Associazione Meter potremmo continuare in questa lunga e distorta presentazione di un sondaggio che di fatto, come gli stessi dichiarano, non parla o tratta di pedofilia, tematica che - ricordiamo a tutti - è alquanto complessa e delicata.

A mio avviso certamente, la pedofilia è un crimine contro l’infanzia. Credo che soltanto i pedofili possono accettarla e considerarla normale. Il sondaggio si occupa delle interazioni sessuali tra adulti e adolescenti (fisiche ma anche virtuali) su un campione (questi dicono sono i criteri) di 1000 + 1 intervistati (500 maschi e 500 femmine) non su tutto il territorio nazionale ma solo in 8 regioni (su 20 !). Stiamo parlando di ben altra cosa. Quindi a scanso di equivoci non si parla mai di pedofilia.

In altre parole: l’italiano di buon senso, anche alla luce delle forti campagne nazionali, delle meritevoli associazioni impegnate nel campo, di sensibilizzazioni nelle scuole e tra gli adulti sa che una relazione tra adulto e minore è reato anche se l’erotizzazione dei minori è in alcuni casi è social-evidente. Voglio dire, cioè, che spesso la spersonalizzazione in rete è frequente sia per minori che per adulti, e per i minori è molto facile cadere in queste trappole. Non credo  che ci sia un italiano su 3 cui piaccia la pedofilia. Ci aspetteremmo una reazione forte e opposta dalle donne e dagli uomini e  anche dai minori che si incontrano quotidianamente nelle scuole per formarli ad un uso corretto della rete  e del loro corpo.

Insomma, non sembra ci sia stata una corretta informazione sul contenuto del sondaggio; che invece esprime un messaggio chiaro e deve essere considerato come una lettura sociologica del mondo adulto (in età compresa tra 25 e 65 anni).

E’ da 20 anni che analizziamo il mondo dell’adulto nel web conoscendone a fondo l’evoluzione e le sue interazioni. Nel web la mercificazione dei minori è condannata, non solo eticamente e moralmente, ma anche dalle leggi che ritengono la pedopornografia e la pedofilia una forma di schiavitù. E quindi: permanere in questa comunicazione ambigua non aiuta la tutela dei minori e la serenità dei genitori attenti e premurosi della salute psichica e fisica dei loro figli. Non possiamo accettare da parte della stampa giochi di parole, corse a chi la spara più grossa e a chi mette in allarme e in agitazione (già lo siamo!) su un fronte che non può essere trattato come palcoscenico per chi la dice più grave o più pesante. Preoccupa pensare che accanto a noi uno su tre amici uno è perverso.

Insomma: informare va bene, ma  procurare confusione e generalizzazioni fa male e ci fa tornare indietro nel tempo del silenzio e della inconsapevolezza del crimine contro l’infanzia. E’ per questo che chiediamo ai giornalisti responsabilità, identità vera e certa nella rete. Ma soprattutto la distinzione tra un sondaggio di opinione, rispetto alla lotta e l’impegno contro la mercificazione del corpo dei minori.

Don Fortunato Di Noto

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