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Arte e cultura

Sotto casa di Federico Fellini

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Omaggio al regista

Venezia - Era il 6 settembre 1954 quando, sempre qui, fu presentato il capolavoro "La strada", che lo confermò uno dei più grandi registi a livello internazionale. Al Festival fu accolto male dalla critica, ma il lungometraggio valse a Fellini un Oscar nel 1956. Sono passati 20 anni dalla morte del regista e  50 dalla vittoria dell’Oscar per 8 e ½. Omaggiare Federico Fellini con una mostra è più che giusto.

La Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1) dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia ha promosso il ri-allestimento della mostra "Sotto casa di Federico" curata da Francesca Barbi Marinetti e ideata da Tina Vannini nell’ambito della 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (27 agosto – 6 settembre 2014). Venti opere ad inchiostro di china di Roberto Di Costanzo sono dedicate all’immaginario di  Federico Fellini.

La mostra celebra il regista, vincitore di quattro premi Oscar al miglior film straniero e nel 1993 Oscar alla carriera, vincitore due volte del Festival di Mosca (1963 e 1987). Fellini ha inoltre ricevuto la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

Fellini era legato al disegno. Era per lui uno strumento d’indagine e consolazione, ironico e pungente, che lo ha accompagnato per tutta la vita. E proprio attraverso il disegno Roberto Di Costanzo lo ricorda, richiamando anche la Roma felliniana: da La dolce vita a Ginger e Fred, sino al recente richiamo di Paolo Sorrentino con La grande bellezza. Di Costanzo insegue così i momenti felliniani con raffinata attenzione. Lo appaga la bellezza onirica, lo irretisce la denuncia affabulata e giocosa. Resta in punta di china leggero sulla suggestione di un sogno che ancora ci parla.

“Un 'emozione grande la mia, oggi, nel volerlo tributare e ricordare nella formula del disegno a cui mi sento legato come lo era lui – dichiara l’artista Roberto Di Costanzo - I suoi personaggi erano anzitutto idee su tovaglie spiegazzate, carteggi e caricature. A tutto questo si aggiunge la magia di Venezia da sempre autonoma coraggiosa e progressista nel costume, nella politica e nell’arte. Un convivio che mi onora sostenuto fortemente dalla mia scuola di formazione Centro Sperimentale di Cinematografia e la Fondazione Ente dello Spettacolo”.

“Nei disegni a china di Roberto c’è la cucitura magica che Fellini operava tra libertà di immaginazione e la cognizione delle cose  – spiega Francesca Barbi Marinetti, curatrice della mostra - Con un omaggio ai luoghi e ai celebri personaggi del cinema felliniano, Di Costanzo ci racconta questo. Con garbo, eleganza e poesia coglie il senso leggero e acuto di uno stile che volteggia tra immaginazione e realtà e si sofferma a raccontare il mondo come dovrebbe essere piuttosto che come è”.

Ritrattista, illustratore, pittore; Roberto di Costanzo dopo l’ Accademia di Belle Arti di Roma, spinto dal grande amore per il cinema, accede al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove seguito dal maestro costumista Piero Tosi, suo mentore, e dallo scenografo Andrea Crisanti, si diploma in scenografia, costume ed arredamento per il cinema. Contemporaneamente cresce il suo interesse per l’illustrazione che lo porterà a lavorare su progetti editoriali di rilievo in Italia e Francia.

Dopo numerose mostre personali in Italia e l’interesse crescente nel collezionismo parigino, su invito del maestro Pierre Cardin espone presso l’Espace Cardin a Parigi, La Casa dell’Architettura di Roma, l’Istituto di cultura francese (Centre Saint-Louis). Le sue opere grafiche figurano in collezioni private tra Roma, Parigi, New York.

La mostra ha il patrocinio della Fondazione Ente dello Spettacolo, del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, della maison Pierre Cardin e delle Editions Nomades.
6 settembre 2014.

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