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Donne in guerra

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Memorie laterali

La figura femminile, tassello imprescindibile per comprendere la complessità della Prima guerra mondiale.

Le donne furono mobilitate per ricoprire i posti di lavoro lasciati dagli uomini partiti per la guerra, sostenere il morale dei soldati, oltreché gestire l’economia familiare. Una parte di loro accettò la guerra come una calamità, un’altra animò le manifestazioni di protesta ma non mancò chi si schierò a sostegno delle ragioni del conflitto.

Fotografie di vita “mutilata” (mogli o madri senza il sostegno del marito, profughe, vedove) all’interno di lavori nuovi o antichi, a volte mentre svolgono professioni difficili ma socialmente riconosciute come, ad esempio, quella dell’infermiera. In questo contesto, gli uomini compaiono quasi sempre in divisa, le donne “inquadrate” in ruoli prima mai ricoperti, altrettanto decisivi per la sorte della guerra.

“A cento anni da quegli eventi – commenta il direttore del Museo della Guerra Camillo Zadra – possiamo leggere nelle trasformazioni indotte dalla guerra una tappa del processo di emancipazione delle donne nella società italiana destinato a durare decenni e in queste foto un documento di quel percorso complesso e contrastato”.

“Donne in guerra. Immagini dall’archivio fotografico del Museo Storico Italiano della Guerra” è stata allestita nel Torrione Malipiero del Castello di Rovereto curata dal Museo della Guerra di Rovereto e sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento.


www.giornalesentire.it - gennaio 2016



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