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Ci vuole coraggio per fare la pace

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Giorni lontani

Questa foto si riferisce alle ispezioni notturne a Beit Jala. Vivere così è vivere nella normalità?
"Ci vuole coraggio per fare la pace, molto più coraggio che per fare la guerra". Il Papa con la sua semplicità lo aveva detto nel suo pellegrinaggio in Terra Santa.
In Palestina i giorni della visita del Papa gioiosi e pieni di speranza e quelli dell'incontro in Vaticano sembrano già lontanissimi. 

La preoccupazione però c'era già nei giorni della gioia. "Dopo ogni visita di un Papa c'è stata una Intifada" si mormorava perchè i sabotatori della pace agiscono ovunque e tempestivamente, soprattutto quando si aprono spiragli di pace. Non per questo però i costruttori di Pace devono abbandonare il loro compito e tentare anche l'intentabile. L'esempio del Papa andava letto in questo modo.

Se storica era stata la visita in Terra Santa, altrettanto e molto più lo lo era stata la giornata vissuta  in Vaticano, con un Papa che in semplicità cercava almeno di favorire sul piano umano quell'incontro che è fondamentale perchè almeno ci si parli.

"...Il mondo che abbiamo è un'eredità dei nostri antenati, è vero, ma anche un prestito per i nostri figli che sono stanchi: troppe piante strappate, troppi morti. Che la loro memoria ci dia il coraggio della pace, da tessere giorno per giorno... Sì al negoziato e no alle ostilità..." ha detto Papa Francesco al termine delle tre preghiere (ebraica, cristiana e musulmana) che si sono alzate nei giardini Vaticani, con l'incontro di preghiera tra Abu Mazen e Shimon Peres alla presenza del Patriarca Bartolomeo.

Il Pontefice lo aveva più volte sottolineato: la sua non era una mediazione, ma di un incontro di comune preghiera: da qualche parte - del resto - bisogna pur cominciare per trovarsi. E' insomma il punto di partenza per un incontro sul piano umano, primo passo per qualsiasi possibilità di dialogo.

Nessuno si attendeva frutti politici, e del resto non discutere di insediamenti, di uso dell'acqua, di muri, di giurisdizioni facilita di certo il compito. Ma questo nulla toglie al colpo di genio di Papa Francesco che vuole in questo modo riportare con semplicità, dentro un conflitto complesso e ultradecennale, l'attenzione sulla possibilità di superare steccati su piani più alti.






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