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"Ghriba" blindata e affollata

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Reportages - Tunisia

(Erriadh 25 maggio 2016) -  Secondo le stime fornite da fonte governativa erano almeno 2.500 i visitatori del tradizionale pellegrinaggio degli ebrei all'antica sinagoga di Ghriba. Tra loro almeno 600 stranieri giunti sull'isola di Djerba per la ricorrenza ebraica del Lag ba-Omer.

Renè Trabelsi che l'organizza ogni anno ha commentato sulla stampa tunisina con soddisfazione l'afflueza superiore a quella del 2015. Eppure dopo l'attacco terroristico di Ben Guerdane del 7 marzo scorso si temeva il peggio ma il consistente impiego di forze dell'ordine ha consentito un regolare svolgimento della manifestazione che è il cuore delle tradizioni della comunità ebraica tunisina, una componente che pur piccola è ben integrata nell'isola. In Tunisia ci sono almeno 3.000 ebrei, un migliaio nella sola isola di Djerba, dove giunsero in fuga dalla Palestina, fondando subito a Erriadh la sinagoga della Ghriba. Le fonti storiche fanno risalire il primo insediamento ebraico di Erriadh al 586 a.C. Arrivarono cioè dopo la distruzione del grande Tempio di Gerusalemme (la Sinagoga sarebbe stata costruita utilizzando proprio le pietre delle rovine del Tempio). Fu la decima tribù d' Israele, fuggita da Nabucodonosor che aveva distrutto il tempio di Salomone, ad erigerla.

Ogni primavera il cortile della sinagoga si trasforma in una grande festa con banchetti dove si mangia il cibo Kosher, seguendo la legge ebraica che vieta di consumare pietanze a base di carne e di latte. E' la Lag Ba’Omer festa particolarmente sentita dalla comunità ebraica. Bambini e ragazzi cercano piccoli pezzi di legno per accendere a sera un grande falò per cuocere patate e  cipolle. Nella cripta della sinagoga vengono poste uova, sulle quali le donne scrivono un desiderio assieme al proprio nome, accendendo piccole candele. Lentamente il calore delle candele rende le uova sode e pronte per essere mangiate, affidando al rituale i propri desideri di pace, guarigione e fertilità. Secondo la tradizione le donne sterili la ritrovano.

Lag Ba'omer (in ebraico: ל"ג בעומר) è situata tra Pesach e Shavuot; più precisamente il 33º giorno dell'Omer, ossia il 34º giorno a partire dalla prima sera di Pesach; quindi nel periodo aprile - maggio del calendario gregoriano. Quest'anno cadeva il 25 e 26 maggio 2016.


< targhe ed ex-voto  testimoniano che le comunità della diaspora
hanno compiuto il loro pellegrinaggio devozionale



Gli abitanti di Erriadh si vantano di avere una delle Torah più antiche e preziose del mondo che la sinagoga Ghriba custodisce tra archi blu, vetri colorati, pareti tappezzate di splendide maioliche e argenti donati come ex-voto da ebrei di tutto il mondo. Qui si trova davvero dentro un pezzo di Israele.
Migliaia di pellegrini vengono da Tunisia, Algeria, Marocco, Stati Uniti, Italia e Francia e naturalmente Israele: il rito sacro che vi compiono è importantissimo.
La "Ghriba" è certamente la più antica di tutta l'Africa e tra le più antiche del mondo. "Ghriba" vuol dire «isolata, solitaria», sia in arabo che in ebraico.

Di fronte alla sinagoga, rivestita all' interno con maioliche policrome, si trova un grande edificio che si snoda attorno a cortili quadrati, costruiti all'inizio del secolo per ospitare i pellegrini. Nel cortile da cui si accede alla sinagoga, dove un tempo sostavano le carovane in arrivo dal deserto, si acquista con un dinaro il tradizionale cappellino maschile (kippah) e il sottile velo femminile per coprire capo e spalle. Solo chi li indossa, dimostra la propria umiltà davanti a Dio, perciò può essere ammesso all’interno delle stanze di preghiera.
Tra Pesach e Shevuot non si possono celebrare matrimoni e quindi la festa spezza il rigore dei mesi che la precedono, sette settimane post-Pasqua ebraica che finiscono nel 33° giorno. Questa tradizione popolare del nord Africa, non prevista dai sacri testi.


Lag Ba’Omer è una festa allegra, attesa ed amata. La festa prevede alcuni riti specifici: un candelabro a 7 braccia bardato di antiche vesti e omaggiato di fiori, viene trasportato per le vie di Hara Sghira mentre i fedeli, uniti in un corteo, pregano cantando e ballando.
 

< fotoservizio: C.Perer (maggio 2016)

 

Nella sinagoga si entra scalzi e tra le colonne targhe in argento (simili ai nostri  ex-voto) provenienti da tutto il mondo stanno a dire che le comunità che le hanno donate hanno compiuto il loro atto di venerazione. In una cripta c'è quella che è considerata la prima pietra delle rovine del Tempio.

E in preghiera quest'anno è arrivato anche il Rabbi di Gerusalemme Raphael Cohen tra imponente dispegamento di uomini e mezzi in special equipaggiamento PHP ovvero Protection High Personality.
(www.giornalesentire.it - Djerba)





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