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Mai pił spose-bambine

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Campagna Amnesty

Isolate, tagliate fuori da famiglia e amicizie e da qualsiasi altra forma di sostegno, perdono la libertà e sono sottoposte a violenze e abusi. Molte di loro rimangono incinte immediatamente o poco dopo il matrimonio, quando sono ancora delle bambine. Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa), 13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro: 37 mila bambine ogni giorno alle quali, di fatto, viene negata l’infanzia.

Per bandire la pratica dei matrimoni forzati nel mondo, prevenire e proteggere le bambine e le ragazze sopravvissute alle violenza, e garantire maggiore accesso ai servizi sanitari e alle scelte rispetto al proprio corpo, dal 23 ottobre al 12 novembre, Amnesty International Italia ha lanciato MAI PIÙ SPOSE BAMBINE la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite numero solidale al 45523 online sul sito www.amnesty.it/sms

Giovedì 27 ottobre alle 12 in piazza di S. Maria in Trastevere a Roma è stato inscenato un banchetto nuziale per denunciare la pratica dei matrimoni precoci e forzati. Gli invitati alle nozze, attivisti di Amnesty International Italia e partecipanti in abiti da cerimonia, si sono raccolti festosi attorno agli sposi, Giorgia 10 anni e Paolo 47 anni, per il taglio della torta e il brindisi finché non hanno scoperto perché alla sposa è stata sottratta l’infanzia. Ha presentato la campagna Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Milioni di donne e bambine nel mondo subiscono violenza domestica, sono ridotte in schiavitù attraverso matrimoni forzati, vengono comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, poste in stato di detenzione vengono violentate o torturate.


 

 

< Giovedì 27 ottobre a Roma, Amnesty ha inscenato
un banchetto nuziale per denunciare la pratica

dei matrimoni precoci e forzati.






Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa) al 2015, 13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro. Oltre 37 mila bambine che ogni giorno si vedono negare l’infanzia, un’istruzione, vanno in contro a ripetute gravidanze precoci e sono vittime di violenza domestica.

Contribuire alla campagna MAI PIÙ SPOSE BAMBINE significa aiutare Amnesty International Italia a realizzare un cambiamento positivo nella vita di queste donne e bambine per cui non c’è libertà, non c’è giustizia, non ci sono diritti umani.

Numero solidale: 45523
Periodo: 23 ottobre – 12 novembre 2016
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da TIM, Vodafone, Wind, 3, Tiscali e Coopvoce. Sarà di 2 euro per chiamate allo stesso numero da rete fissa TWT e 5 da Vodafone e di 2 o 5 euro per chiamate da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb, Tiscali.

Amnesty International Italia intende così sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno che si radica nella povertà, nella discriminazione e nell’arretratezza culturale; incrementare l’attenzione dei governi nei paesi in cui è presente questa pratica affinché sia bandita; favorire l’avvio di indagini imparziali, tempestive ed esaurienti su ogni denuncia di violazione dei diritti umani basata sulla discriminazione; contribuire a far sì che le bambine non subiscano decisioni riguardanti il loro corpo che siano causa di violazioni dei diritti umani e vivano la propria vita senza interferenze da parte di altri.

Grazie ai fondi raccolti Amnesty International potrà proseguire nel suo lavoro sul territorio per quanto riguarda i matrimoni forzati e precoci. In particolare, grazie all’invio di esperti sul campo attiverà le missioni di ricerca in Burkina Faso, Mali, Niger e Costa d’Avorio, paesi in cui questa pratica è ancora diffusa. 

In Burkina Faso, ad esempio, Amnesty International ha avviato nel luglio 2015 una campagna per porre fine ai matrimoni forzati e precoci. Grazie alla visibilità ottenuta a livello globale e anche in Italia e alla pressione esercitata da tutto il movimento per i diritti umani, nel dicembre 2015 il governo di questo paese ha adottato una strategia nazionale (2016-2025) e un piano d'azione triennale (2016-2018) per prevenire ed eliminare i matrimoni forzati e precoci.

Nel febbraio 2016, inoltre, il governo ha annunciato la fornitura di cure gratuite a tutte le donne in stato di gravidanza. Il lavoro di sensibilizzazione e mobilitazione di Amnesty International non si fermerà fino a quando questi impegni non si tradurranno in atti concreti in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze.

Oltre ai positivi passi intrapresi a livello politico, è necessario che vengano assicurate le risorse necessarie per la pronta attuazione del piano e per la realizzazione di un cambiamento culturale che sradichi la prassi dei matrimoni tradizionali e religiosi delle bambine e delle ragazze.

E in Iran succede anche questo: che una bambina si stanchi e uccida il marito per le continue violenze. Cosa rischia? L'esecuzione. Amnesty ha ovviamente fatto sentire la sua voce, ma l'esecuzione era in programma lo scorso 13 ottobre.

www.giornalesentire.it - 31 ottobre 2016
 

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