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Scienza e ricerca

Sprechi di cibo: una App per evitarli

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Uno scandalo da evitare

In occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, che si celebra il 16 ottobre, giova ricordare che nel mondo si spreca ogni anno una quantità di cibo pari a 750 miliardi di dollari. Per dare un'idea della portata del danno si calcola l'equivalente dei Pil di Turchia e Svizzera...nella spazzatura. Il "Rapporto sulle conseguenze ambientali dello spreco di prodotti alimentari" presentato dalla Fao afferma che si sprecano verdure (23%), carne (21%), frutta (19%) e cereali (18%).

Secondo gli studi della FAO, nel mondo circa un terzo di generi alimentari destinati al consumo viene sprecato nel percorso della catena alimentare, in Europa e nel Nordamerica la quantità media annuale oscilla tra i 95 e i 115 kg pro capite. Una stima dell'Ufficio provinciale gestione rifiuti ha fissato in 94 kg la quota di generi alimentari gettata ogni anno dal singolo nucleo familiare. Nella spazzatura finisce una quantità pari a circa 282 euro.

Curiosa la geografia dello spreco: le regioni in cui il fenomeno è più marcato sono l'Asia industrializzata e il Sud Est asiatico che buttano circa il 28 e il 22% di cibo prodotto, al terzo posto c'è l'Europa con circa il 15%, seguita da America Latina e Africa subsahariana. Le regioni più parsimoniose sono America del Nord, Oceania, Nord Africa e Asia centrale.

Ma i costi non sono solo economici. Anche l'ambiente risente dell'enorme mole di cibo che viene gettato nell'immondizia: stando ai dati del rapporto, ogni anno circa 3,3 miliardi di tonnellate di Co2 avvelenano l'atmosfera, una quantità che colloca lo stato "del cibo disperso" al terzo posto dopo le emissioni di gas serra prodotte da Usa e Cina.

Lo studio della Fao ha calcolato anche le conseguenze che lo spreco alimentare ha su acqua e biodiversità. Sulle cause molti fattori: nei paesi più ricchi, da un lato c'è un errato comportamento dei consumatori, dall'altro la mancanza di comunicazione nella catena di approvvigionamento. I compratori non pianificano correttamente la spesa, mentre i rivenditori spesso mandano indietro del cibo perfettamente commestibile per ragioni di qualità o estetica.

Per evitare lo spreco alimentare in Trentino è stata creata una APP: BringTheFood, progettata da un team guidato da Adolfo Villafiorita appartenente al Centro Information and Communication Technology della FBK.

In questi giorni la notizia che è stata selezionata fra i progetti meritevoli di rappresentare l’eccellenza italiana a Expo 2015.Il progetto sarà illustrato, insieme ad altri tre lavori italiani, giovedì 10 settembre dalle 16.00 alle 19.00 all’Expo di Milano (Lounge Mipaaf, Cardo Sud Est) nell’ambito del “Vivaio delle Idee”, l’iniziativa del Padiglione Italia, del Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali (Mipaaf) e della Fondazione ItaliaCamp dedicata alla capacità di innovazione dei giovani imprenditori italiani.

Con BringTheFood, gestori di ristoranti, servizi di catering, supermercati e singole persone possono segnalare le eccedenze di cibo e le organizzazioni umanitarie possono richiederle in tempo reale. Progettata dai ricercatori dell’Unità ICT4G della Fondazione Bruno Kessler di Trento, l’applicazione è utilizzabile su computer e smartphone connessi ad Internet. Ad oggi con l’aiuto di BringTheFood sono state recuperate e donate più di 380 tonnellate di cibo che hanno aiutato più di 17.000 persone.

La tecnologia di “BringTheFood” era stata messa a punto nel 2012 da Aaron Ciaghi e Pietro Benedetto Molini dell’Unità di ricerca ICT4G. “BringTheFood” è stata poi presentata alla conferenza di settore ad Atlanta negli U.S.A.
Nel 2012, grazie alla partnership sociale con Fondazione Banco Alimentare Onlus, è iniziata una fase di sperimentazione pratica sul territorio della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Banco Alimentare del Trentino Alto Adige Onlus, e poi nel Comune di Milano in collaborazione con l’Ass. Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus.

Nell’ottobre del 2013 “BringTheFood” è stata presentata nella sede della FAO a Roma nell’ambito delle iniziative del Ministero degli Affari Esteri per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Al termine del 2014, è partita una nuova sperimentazione con le ACLI di Padova grazie alla quale sono state aggiunte nuove funzioni per fare in modo che gli enti caritativi possano anche gestire grandi donazioni da mono-produttori.



 

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