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Arte e cultura

Stefano Tonelli, calligrafie d'autunno

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A Bolgheri Art

"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" scrisse Ungaretti alludendo alla precarietà della vita e a quella - del tutto specifica - del soldato in guerra.

Una dimensione antropologica che però viviamo tutti e che in questi versi eterni assume il valore del monito e dell'amara constatazione. Questi sentimenti riecheggiano anche nell'ultimo lavoro di Stefano Tonelli incentrato proprio sulle  foglie che cadono.

Con loro cade una "calligrafia a perdere" come la definisce l'artista-poeta. Ma questo cadere (che è a tutti gli effetti un morire) è allo stesso tempo un 'riattivare' quella dimensione umana che ci porta a riflettere il senso del tempo e  dello spazio. Il primo che ineluttabilmente scorre, il secondo che ineluttabilmente cambia secondo il mutare delle stagioni.

Dentro  questo ritmico ed eterno "cadenzare" (e la radice guarda caso è ancora quella del verbo 'cadere') sta il senso del vivere. Stefano Tonelli cerca di coglierlo e trasferirlo, perchè è questo il senso ultimo del suo fare arte, quasi sempre un invito a cogliere la poesia della vita e a farci poeti della nostra vita.

Dopo aver creato l'albero dei libri silenziosi,  Tonelli  inaugura le sue "Calligrafie d'autunno"  nello studio di Bolgheri dove l'artista vive e  lavora. "Bolgheri Art, Microcantiere di idee" l'ha chiamato. Oggi l'inaugurazione che da il via ad una serie di incontri.

L'artista sarà a disposizione per coloro i quali vorranno visitarlo dal venerdì alla domenica dalle 15 alle 17. Sarà bene che chi gli è prossimo colga l'occasione per incontrare un uomo ispirato dalla vita, dai suoi pesanti silenzi come dalle sue esplosioni di allegria.

E l'installazione-poetica che vediamo in queste immagini prende lo spunto da dei versi che Tonelli ha vergato nella genesi di questo lavoro.

"...Su queste foglie che cadono / Incido la mia calligrafia a perdere /scrivo le lettere del ‘900 / che noi del 900 dovevamo ancora scrivere /Cadono talvolta / Senza che il vento le chiami/ Senza un segnale d’avviso / Eppure cadono come sono sempre cadute /Anno dopo anno, secolo dopo secolo / Cadono come noi cadiamo / Appena abbiamo imparato a stare in piedi / E sono loro a farsi vedere / A farsi calpestare restando mute / Ognuna di loro è un segno / Un gesto d’amore struggente / Trapunto di una malinconia zigana / Cadono e ci invitano ad esser poeti / A solcare lo spazio e il tempo / Di quella poca vita che abbiamo / Finalmente evoluti e certi / Di essere come foglie dello stesso albero."

E torna alla mente anche il Vangelo. Perchè il cadere e morire (che sia un seme o una foglia fa lo stesso) è davvero l'unica vera dinamica che rigenera vita. Si muore cambiando, si cambia anche un po' morendo.
Corona Perer - 19 ottobre 2013



> L'intervista a Stefano Tonelli - di Corona Perer
> L'albero dei libri parlanti
 

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