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Arte e cultura

Teatro Zandonai, festa per un ritorno

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spettacolo dentro e fuori

E' il gioiello di Rovereto e per la sua riapertura sono intervenuti artisti, musicisti e gli attori del Teatro Tascabile di Bergamo.Un corteo di almeno 500 tra figuranti, ballerini, cantanti, trampolieri per un gioioso spettacolo che ha voluto dare risalto a tutte le arti e con il teatro a fare da quinta e parte recitante.
Uno sforzo corale di tante realtà artistiche cittadine ha dato corpo allo show di strada: grandi e piccini, professionisti e dilettanti, tutti insieme hanno portato la passione e la propria gioia per il ritorno del tanto atteso teatro Zandonai dopo 15 anni di chiusura e 12 di restauro.

E' stata davvero una grande festa e uno spettacolo globale: in alto, sopra i tetti, a destra e sinistra, tra banda orchestrata e cori allargati e resi potenti dalla forza del volontariato: ognuno per vedere quel che accadeva doveva continuamente muovere testa ed occhi a nord e sud di corso Bettini. Il sindaco Andrea Miorandi ha poi spiegato il concept. "Tutta la città non avrebbe potuto entrare a teatro e allora abbiamo portato il teatro in strada" ha detto il primo cittadino emozionato e raggiante di poter essere il protagonista di questa "restituzione" che sta in realtà a cavallo di diverse amministrazioni prima della sua.

Dimenticati per un giorno i ritardi e anche gli errori, le sorprese in corso d'opera, qualche leggerezza e persino qualche vistosa dimenticanza (per il teatro non è stata prevista la conchiglia), la città ha gioito tutta.



> dalla dance al walzer viennese, dai trampolieri
alla danza del ventre, dalla danza classica alla
performance: tutte le arti al cospetto del teatro

(foto servizio www.giornalesentire.it)


E' stata quindi la grande musica - con una straordinaria esecuzione della 9^ Sinfonia di Beethoven - a riempire e collaudare lo storico teatro. Acustica perfetta e potente, formidabile l'esecuzione dell'Orchestra Haydn con i suoi 65 orchestrali diretti da Arvo Volmer, con l'altrettanto potente ausilio delle voci del Coro del teatro Municipale di Piacenza  diretto da Corrado Casati.

Un cast internazionale con il soprano Sabina Von Walther, la mezzosoprano Annely Peebo, il tenore Dominik Wortig, il basso baritono Sebastian Holecek e il corpus del Coro piacentino ha pernesso al pubblico di Rovereto di gustare una impeccabile esecuzione della Sinfonia che culmina nell'Inno alla Gioia alla quale il pubblico ha corrisposto quasi 10 minuti di convinti e scroscianti applausi.

Per la città una serata davvero memorabile. Del resto il Teatro Zandonai di Rovereto ha atteso 15 anni per rinascere, 12 dei quali di soli restauri: 25 milioni di costo, 500 posti a sedere. Tre le tinte che dominano gli arredi: arancione, azzurro e verde acqua. C'è grande attesa in città e non solo per “la restituzione” alla città del teatro Zandonai con nuova torre scenica e impianti tecnici all'avanguardia.

Per l'inaugurazione è arrivata anche una raffinata specchiera settecentesca dorata e finemente intagliata, appartenente alle collezioni del Castello del Buonconsiglio di Trento.
Acquisita   dalla Soprintendenza per i Beni Storico-artistici, librari e archivistici nel 2004 nell'ambito dell'azione di salvaguardia del patrimonio culturale del Trentino a rischio di dispersione,  la pregevole opera presenta tre lastre di specchio giustapposte e una sinuosa decorazione con sottili tralci floreali. Il manufatto, realizzato molto probabilmente da artigiani veneziani sul finire del Settecento per un salotto di Palazzo Crivelli a Pergine Valsugana, è stato prestaato per l'occasione e decora il foyer del settecentesco teatro.

L'inaugurazione/riapertura non termina con la prima di oggi ma prosegue fino a tutto novembre 2014, con una coda a ridosso del Natale con eventi di eccezionale qualità e risonanza potenziale, non solo locale. La stessa Haydn si esibirà anche il 14 novembre in un concerto interamente dedicato a Riccardo Zandonai.


Quando venne inaugurato, nel maggio del 1784 a due anni dalla posa della prima pietra, quale espressione del fermento culturale che permeava la Rovereto aristocratica e borghese del XVIII secolo, il Teatro era per il Trentino una novità assoluta. Fin dalla sua realizzazione, divenne il segno tangibile dell'incontro virtuoso fra le due anime della città: l'anima imprenditoriale, del “fare”; e l'anima formativo-culturale, del “sapere”.

E ha tutta l'intenzione di tornare a riprendersi quel ruolo.
18 ottobre 2014
 


LEGGI
> Su il sipario: con la Haydn per il primo concerto
> La storia del teatro in pillole
< L'Orchestra Haydn con il Coro del teatro
Municipale di Piacenza. Nelle foto sopra
l'apertura simbolica delle porte alla città
(foto servizio www.giornalesentire.it)

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