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Salute

Terme del Trentino, lavoro unitario

Terme del Trentino, lavoro unitarioPiscina_Pejo_giornale_sentire.jpgRelax-alle-Terme-di-Comano.jpgvita-nova-trentino-wellness.jpgterme_levico_giornale_sentire.jpg
Obiettivo: brand unico

Un’unica associazione tra gli stabilimenti termali trentini, un nuovo soggetto per condividere buone pratiche e servizi, avviare progetti comuni di innovazione e razionalizzare i costi di gestione.
Per la valorizzazione delle peculiarità delle singole località termali si prevede la creazione di un unico marchio, denominato "Terme del Trentino".

Dopo la pubblicazione delle linee guida da parte della Giunta provinciale che individuano Trentino Sviluppo come soggetto strategico-operativo per facilitare la messa a sistema di competenze, processi e risorse - grazie anche all’azione di coordinamento svolta da Confindustria Trento - le sei aziende termali convenzionate con il Servizio sanitario nazionale stanno concretizzando una serie di azioni unitarie di comparto che porteranno alla realizzazione di diverse azioni comuni, tra le quali la costituzioni di un’associazione delle terme trentine.

Le aziende interessate a questo processo sono le Terme di Levico e Vetriolo, Comano, Pejo, Rabbi, Dolomia e Val Rendena. Un comparto, quello termale, che conta circa 400 addetti, ospita 27 mila persone in cura di cui 20 mila provenienti da fuori regione, con una ricaduta economica territoriale elevata ed un giro d’affari pari a 15 milioni di euro. Il settore termale trentino è un importante fattore di attrattività all’interno del territorio, che vede storicamente una presenza importante della Provincia di Trento sia con investimenti diretti sia come supporto allo sviluppo delle singole aree termali.

Si punta a valorizzare le otto stazioni termali esistenti in Trentino: a Garniga (il cui futuro dipenderà dal soggetto imprenditoriale che Patrimonio del Trentino, che ne è proprietaria, è stata incaricata dalla Giunta di individuare), Rabbi, Pejo, Caderzone, Comano, Dolomia, Roncegno e Levico. Si tratta di siti termali completamente diversi tra loro (alcune si caratterizzano come "terme salute", altre come "terme medical wellness" mentre altre ancora si qualificano per essere motore di sviluppo locale) ma che hanno però in comune un'esigenza di promozione e integrazione sia reciproca sia con il territorio.

Il lavoro muove da una attenta analisi dei principali punti di debolezza e di forza del settore termale. Tra i primi vanno ricordati la scarsa disponibilità finanziaria con la quale le stazioni termali di casa nostra sono nate e che ne ha frenato la competitività in campo internazionale, la mancanza di una strategia complessiva e di un coordinamento con il territorio e le Apt, e infine la stagionalità della fruizione legata solo alle località turistiche di riferimento.
 

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