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La Terra Santa inizia in Giordania

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di Corona Perer

Tell a-Kharrar (Giordania)  23 marzo 2015 - Nelle sinuose anse del fiume Giordano, che bagna e segna uno dei confini più pericolosi e unici di tutta la terra, predicò il Battista che gli studiosi riconducono al gruppo degli Esseni.
Ed è in questa periferia che Gesù inizierà le sue predicazioni dopo i 40 giorni di deserto, presentandosi proprio a Giovanni per il rito battesimale.
Quel luogo si chiama oggi Tell a-Kharrar e poco lontano da qui ci sarebbe il Colle da dove Elia salì in cielo.

La località - già nota in testi bizantini e medievali - è chiamata "Betania oltre il Giordano".  Campagne di scavo hanno portato alla luce un edificio dell'inizio del III Secolo mosaicato, una sorta di  "stanza della preghiera" cristiana. Nel 1996 il luogo è stato definitivamente identificato come il punto in cui visse e operò il Battista.


< foto. Papa Bergoglio ha iniziato il suo
pellegrinaggio in Terra santa proprio
dalla Giordania (maggio 2014
)


La chiesa sarebbe stata costruita intorno alla grotta in cui ancor oggi si vede la fonte utilizzata da Giovanni per i battesimi. Il lavoro archeologico sia sul Monte Nebo che su Betania è stato portato  avanti da studiosi di prima grandezza fra questi il padre francescano Michele Piccirillo della Custodia di Terra Santa. Grazie a lui nel 1996 sono venuti alla luce vasellame, monete e resti architettonici di un monastero bizantino del V secolo.
Papa Francesco nel maggio dello scorso anno ha addirittura voluto iniziare qui il suo tour in Terra Santa perchè è vero: la Terra Santa inizia proprio in Giordania.

Anche se solitamente è tra Israele e Palestina che si tende a configurarla, è proprio su suolo giordano che si svolsero eventi cruciali narrati sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. A partire da quello sguardo - che possiamo immaginare carico di sogno - che Mosè ebbe il bene di gettare sulla Terra Promessa contemplandola proprio dalle  alture giordane del Monte Nebo.
La storicità di Mosè è questione sulla quale si sono interrogati schiere di studiosi ed esegeti del testo biblico. La Bibbia narra che prima di chiudere gli occhi per sempre  -  e prima di affidare a Giosuè il compito di proseguire il cammino verso la Terra Promessa - Mosè vide la valle del Giordano, il luogo che ospiterà la Rivelazione Cristiana.


< foto: Betania oltre il Giordano, qui battezzava il
Giovanni Battista e su questa roccia si presentò Gesù




Si deve certamente a padre Piccirillo se - incrociando il diario della pellegrina Egeria che rendicontò un suo pellegrinaggio effettuato nel 394 d.C. - si arrivò ad individuare in base alle distanze annotate che da lì si proseguiva al monte da cui Mosè vide la terra promessa e dove sarebbe stato sepolto: il villaggio di Faysaliyya sul monte Nebo. Sulla vetta della montagna, nota come Siyagha, sono stati scoperti i resti di una chiesa e monastero e sei tombe scavate nella roccia. Qui Piccirillo ha chiesto di essere sepolto dopo una vita interamente dedicata alla ricerca e alla storia per conto della Custodia di Terra Santa.


< La vista dal Monte Nebo
FOTOSERVIZIO: www.giornalesentire.it



Con lo sguardo si possono accarezzare le terre che anche Mosè avrebbe visto, abbracciando in un solo colpo d'occhio le alture di Gerusalemme che in linea d'aria si trova a poco più di 46 km., Gerico, il regno dei moabiti, nonchè la profondità del Mar Morto con le grotte di Qumran che sarebbero state destinate a svelare i loro tesori solo 3000 anni dopo (ritenendo valida la datazione di Giuseppe Flavio ed Erodoto che fissa il periodo di Mosè al 1550 avanti Cristo) e cioè nel 1950 quando vennero rinvenuti i famosi rotoli del Mar Morto.

E' una grande emozione poterne ammirare una parte nel nuovissimo Museo Nazionale Giordano della capitale Amman. I rotoli sono un insieme di manoscritti: circa 900 documenti relativi alla Bibbia ebraica, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte a Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. Comprendono le più antiche copie superstiti dei libri biblici con relativi commenti di epoca Tardo Giudaica. Scritti in ebraico, aramaico e greco, per lo più su pergamena, altri su papiro, sono databili tra il 150 a.C. e il 70 d.C. Grazie ad essi si è potuta comprendere meglio anche la genesi del Nuovo Testamento. Uno tra i principali studiosi è stato il Cardinale Carlo Maria Martini.

I reperti sono oggi conservati in parte ad Amman al Museo Nazionale Giordano, in un'ala emozionante e di grande suggestione, ed altri alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Altri ancora si trovano  nel Museo d'Israele e nel Museo Rockefeller, entrambi a Gerusalemme. Vari frammenti sono poi in possesso di istituzioni o di privati.


< foto: i Rotoli del Mar Morto al
Museo Nazionale Giordano

FOTOSERVIZIO: www.giornalesentire.it



Le ricerche archeologiche sui primi siti dell'antica cristianità in terra di Giordania, hanno poi trovato ulteriore conferme nell'antichissima Madaba situata ad appena 36 chilometri a sud-est di Amman. Abitata da almeno 4.500 anni e menzionata nella Bibbia con il nome di Medeba, la città faceva parte del regno moabita, passato poi ai Nabatei e quindi incorporato nella Provincia romana dell'Arabia nel 106 d.C. (quando il regno nabateo viene conquistato dall'imperatore Traiano).

A Madaba si trova uno straordinario mosaico ( < foto a fianco) che è la fotografia del mondo cristiano dell'epoca. Conservato nella chiesa ortodossa di San Giorgio, narra grazie a due milioni di tessere colorate, la mappa di villaggi e città dove il messaggio cristiano era arrivato. E' la  famosa mappa-mosaico di Madaba che rappresenta 27 città della Terra Santa, menzionate nell'Antico e Nuovo Testamento, a est e a ovest del fiume Giordano. Risalente al 560 d.C. raffigura la cristianità dell'epoca: dalle città fenicie di Tiro e Sidone a nord nell'odierno Libano, all'Egitto a sud e dal Mar Mediterraneo a ovest al Deserto Arabo a est.

La Terra Santa è riprodotta con molti interessanti dettagli. Gerusalemme compare al centro perchè era la città più importante: si riconoscono la Chiesa del Santo Sepolcro e il Cardo Maximus, un'ampia strada fiancheggiata da colonne e ci sono pure 157 didascalie in lingua greca. Tra le città della Terra Santa dell'epoca ci sono le giordane  Karak e Madaba. Il mosaico è stato scoperto nel 1897 per caso: si voleva costruire una chiesa e si trovò invece la mappa di tutte le chiese antiche. E' un capolavoro di straordinaria bellezza ed importanza che testimonia anche la prima sede vescovile (dal V secolo in avanti Madaba ebbe un proprio vescovo) e l'abilità dei mosaicisti del tempo che lavoravano per le varie chiese del territorio circostante.
Certamente i ceramisti e i mosaicisti di Madaba (dove tuttora continua una scuola molto qualificata) ebbero un ruolo anche nella realizzazione dei mosaici di Umm Ar-Rasas, proclamata patrimonio dell'umanità dall'Unesco.


< foto: Umm Ar-Rasas patrimonio dell'umanità
per il suo magnifici mosaici



Il sito oggi coperto da una tettoia (non proprio suggestiva), racconta di una città, cinta da mura e menzionata nella Bibbia, fortificata dai romani, della quale restano oggi diversi edifici, tra cui chiese, un pozzo, scale e archi di pietra, oggetto di scavi e restauri. A vista si intravvede anche la più alta torre antica della Giordania (15 metri senza porte e scale interne) usata come luogo di eremitaggio dai primi monaci cristiani, oggi ricovero per stormi di uccelli.

Nella zona i turisti arrivano, ma non come questi luoghi meriterebbero. Incrementare il flusso è una delle intenzioni programmatiche del Ministero del Turismo giordano, nella consapevolezza di poter giocare un ruolo importante nel turismo religioso con siti che chiedono soste meditate e regalano emozioni per lo Spirito.
Antico e Nuovo Testamento si danno la mano sul Monte Nebo e il visitatore prova la grande emozione che fu anche dei tre Papi: Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger  e lo stesso Papa Bergoglio sono saliti da pellegrini.
La Croce intrecciata col serpente collocata in cima al Monte Nebo è stata creata dall'artista italiano Giovanni Fantoni. L'artista coglie felicemente due simboli: il serpente di bronzo forgiato da Mosè nel deserto e la crocefissione di Gesù.
Due epoche e un'unico sogno: la Terra Promessa.
*riproduzione riservata
 

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