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Giuseppe Mestrangelo ''Come ho dato luce al Tesoro di Napoli''

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parola di lightdesigner

Una bella sfida illuminare le pietre preziose per far sì che senza riflessi risplendano di luce propria. Un light deigner come Giuseppe Mestrangelo ha dovuto confrontarsi con il santo più popolare al mondo: con venticinque milioni di devoti San Gennaro è il santo più famoso. Il Tesoro a lui dedicato è unico nel suo genere: formatosi lungo settecento anni di storia, grazie alle numerose donazioni, si è mantenuto intatto da allora, senza mai subire spoliazioni e senza che i suoi preziosi fossero venduti.

Ora si trova a Roma a Palazzo Sciarra. Non era mai accaduto: è infatti la prima volta che il Tesoro esce da Napoli. Promossa da Fondazione Roma e organizzata da Fondazione Roma – Arte – Musei, in collaborazione con il Museo del Tesoro di San Gennaro, l'esposizione è curata da Paolo Jorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, e Ciro Paolillo, esperto gemmologo e docente presso l'Università La Sapienza di Roma.

Con il Tesoro del Santo, ci sono documenti originali, dipinti, sculture, disegni e arredi sacri, che restituiscono la straordinaria storia di un culto, una città, un popolo. In tutto 7 secoli di storia, un viaggio attraverso donazioni di papi, imperatori, re, uomini illustri e persone comuni, per ricostruire uno dei più importanti e ricchi tesori d’arte orafa al mondo, il leggendario Tesoro di San Gennaro.

Light Studio di Milano ha firmato un aspetto importante di questa mostra inaugurata lo scorso 29 ottobre a Palazzo Sciarra (fino al 16 febbraio 2014).

La mostra offre l'occasione per approfondire dal punto di vista scientifico l'inestimabile valore artistico e culturale del Tesoro. Il percorso espositivo analizza il culto di San Gennaro, dalle sue origini, allo splendore dei due capolavori più straordinari della collezione: la Collana di San Gennaro, in oro, argento e pietre preziose, realizzata da Michele Dato nel 1679 e la Mitra, in argento dorato con diamanti, rubini, smeraldi e due granati, creata da Matteo Treglia nel 1713, e della quale ricorre quest'anno il terzo centenario.

Il Light Designer  Giuseppe Mestrangelo spiega che è una mostra particolarmente carica di luce e complessa.

“Se la luce è intesa come divinazione degli eventi, come manifestazione dell'anima vorticosa e inquieta di un Popolo, qui c'è il Santo, il fuoco, l'oro, l'argento, tutte emanazioni di luce visibile o metafisica, luce che investe ogni cosa circostante interiore o esterna alle dinamiche dell'uomo Partenopeo, riflettendosi oltre confine nel mondo, tra cultura, tradizione e magia del divenire”.

Da questa premessa Mestrangelo ha immaginato un allestimento dove la luce dell'intero percorso della Mostra si evoca il mistero non solo liturgico, ma anche la bellezza della visione, sia essa reale e miracolosa o semplicemente intrisa di folclore autentico.

“E' stato un privilegio per me illuminare questa mostra che apre ad uno dei più importanti e ricchi tesori d’arte orafa al mondo formatosi attraverso settecento anni di donazioni di papi, imperatori, re e anche di ex-voto di gente comune, un tesoro legato strettamente alla città' di Napoli con devozione e pregiudizio, fede e incredulità”.

E i tesori risplendono sotto un sistema di luci particolarmente sofisticato, rispetto a ciò che il settore dell'illuminazione offre, che non si concentra solo sugli oggetti esposti, ma che tiene conto anche dello spazio che li contiene e li circonda.

“La luce propria emanata dalle gemme preziose è stata enfatizzata con la creazione di specifici flussi luminosi che non negano l'enfasi del buio che li circonda e che permettono agli oggetti di trasmettere tutta la loro carica emozionale”.

Entrare in un luogo dove tutto emana un significato, liturgico o popolare, dove i nobili metalli preziosi irradiano lo spazio, una luce verso la quale istintivamente noi tutti tendiamo, riempie il cuore e l'anima e che, in questa mostra, è resa protagonista assoluta.

A febbraio 2014 il tesoro tornerà al suo posto. A proteggerlo è la Deputazione della Real Cappella del Tesoro, organizzazione laica voluta da un voto della Città di Napoli il 13 gennaio 1527 deputata prima alla sovrintendenza sulla costruzione della Cappella dedicata al Santo nel Duomo di Napoli, poi alla difesa della collezione da minacce esterne. Ancora oggi formata da dodici famiglie che rappresentano gli antichi "seggi" di Napoli.


< L'allestimento a Palazzo Sciarra
> Giuseppe Mestrangelo su Giornale SENTIRE

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