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Terza etą: l'unico fattore...in crescita

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Trentino: rete di servizi

Oggi gli ultrasessantacinquenni in Trentino sono centomila, ma saranno 150 mila nel 2030. Mentre cresce il numero degli anziani non più autosufficienti o in condizioni di fragilità, i tagli alla spesa pubblica interessano anche le risorse per la loro cura e assistenza.

Per offrire risposte ai bisogni di questa fascia debole di cittadini e alle loro famiglie, è nato in Trentino, per iniziativa di quattro cooperative sociali che coprono con i loro servizi l’intero territorio provinciale, “Trentino Cura”, la risposta cooperativa ai bisogni degli anziani. Si rafforza così il secondo polo del welfare, di matrice privato-sociale, che opera in sinergia con quello pubblico.

Le cooperative coinvolte sono: Fai di Trento, Vales di Rovereto, Antropos di Mezzocorona e Assistenza di Tione. Insieme costituiscono una realtà dai dati significativi: 555 dipendenti, oltre 3.500 utenti, un fatturato che supera i 16 milioni di euro (dato 2014).
La presentazione in anteprima del progetto “Trentino Cura” si è svolta alla Federazione Trentina della Cooperazione, a cui aderiscono le quattro cooperative.

Sono intervenuti Ermano Monari, presidente della Vales, Massimo Occello di Fai,  Germano Preghenella di Antropos, Carlo Lucchi in rappresentanza della Assistenza e Fabio Diana, direttore della Fondazione Easycare di Reggio Emilia. Tutti hanno sottolineato l’importanza della struttura a rete, molto radicata sul territorio, che offre servizi di qualità alla migliore tariffa possibile.


< foto: la conferenza stampa di presentazione
della nuova rete di servizi a Trento


Per regolare i loro rapporti e proporre congiuntamente i loro servizi le quattro cooperative sottoscriveranno il 25 febbraio un contratto di rete, aderendo formalmente al progetto “Pronto Serenità” della Fondazione Easycare di Reggio Emilia, che opera da dieci anni con l’obiettivo di affiancare le organizzazioni private e pubbliche, profit e non profit, nello sviluppo di politiche e modelli innovativi di welfare.

Pronto Serenità si configura come una centrale nazionale cui è demandato il monitoraggio e l’evoluzione del modello di servizio e comprende diverse sedi operative sul territorio (anche attraverso l’acquisizione di sub concessione del marchio) per il coordinamento, la costruzione della rete e l’erogazione dei servizi e delle attività all’utente secondo standard definiti.
La rete prenderà il nome di “Trentino Cura”. I servizi saranno assicurati dal personale dipendente delle cooperative integrato all’occorrenza da specialisti esterni, e partiranno l’1 marzo.

Essi riguarderanno una vasta gamma di proposte che interessano la famiglia, tra cui: l’assistenza domiciliare o in strutture di cura anche semi residenziali; la selezione, formazione e gestione amministrativa degli assistenti familiari (badanti); l’intervento infermieristico; la fisioterapia, il telesoccorso, il trasporto, i pasti a domicilio, le pulizie, la spesa, la gestione delle chiavi di casa, ecc.

Trentino Cura non si pone in concorrenza con il pubblico, ma lo affianca, offrendo un pacchetto di servizi sicuri e certificati e riducendo con la propria presenza la pressione sul pubblico. I servizi sono rivolti in particolare a quella fascia di utenti che avendo un reddito di una certa entità, sulla base dei parametri Icef si trovano in una zona di “scopertura” per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni del servizio pubblico.

La proposta di Trentino Cura è indirizzata anche alle aziende e al mondo dell’associazionismo che possono essere interessati a potenziare il welfare con l’offerta di servizi privati ai propri dipendenti e associati.

Oltre alla qualità dei servizi prestati, le quattro cooperative assicurano una gestione rispettosa delle regole e dei contratti e trasparente del rapporto con i propri addetti in un settore, quello dell’assistenza, dove le situazioni di nero o di “grigio” sono ancora frequenti.
Inizialmente gli sportelli “Pronto Serenità” di Trentino Cura saranno reperibili presso gli uffici delle quattro cooperative: a Trento (Fai), Rovereto e Pergine (Vales), Mezzocorona (Antropos), Cavalese e Tione (Assistenza). Nei sei centri saranno organizzati nelle prossime settimane degli incontri pubblici per l’illustrazione del progetto. Primo appuntamento il 10 marzo a Rovereto.
 

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