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Staffetta generazionale: firmato l'accordo

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Proposta apripista in Italia

Lavorare meno, lavorare tutti diceva uno slogan rimasto inascoltato degli anni '80. Oggi si potrebbe dire "Fare posto per lavorare tutti". In una situazione demografica di progressivo invecchiamento e in un sistema del lavoro che ha procastinato l'età pensionabile, mentre al tempo stesso per causa della crisi veniva meno l'offerta di lavoro e cresceva la domanda, è evidente che dietro alla scrivania si trovino molti over '60.

Stamani in piazza Dante è stata siglata la convenzione fra la Provincia e l’Inps - presenti il
vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi e il direttore regionale dell'Istituto Marco Zanotelli - che consente alla Provincia di versare direttamente all’Istituto la contribuzione volontaria per conto dei lavoratori che aderiscono alla staffetta generazionale, evitando a questi ultimi di dover anticipare il versamento per poi richiedere il rimborso alla Provincia. In pratica si favorisce l'ingresso nel mondo del  lavoro dei giovani in quanto i lavoratori anziani o vicini alla pensione possono ridurre l'orario  lavorativo, passando dal full time al part time, così da generare  un risparmio che viene impiegato per l'assunzione di giovani: è la cosiddetta "staffetta generazionale".

Allo stato attuale i dipendenti con i requisiti necessari per presentare una domanda di riduzione dell'orario sono almeno tra 300 e 400 circa. Le vecchie generazioni  passano quindi il testimone alle nuove leve:  una formula innovativa, che ribalta la vecchia logica del rapporto fra le generazioni, per la quale erano i giovani ad aiutare i più anziani. 

"Siamo fra i primi in Italia - spiega Rossi - a sperimentare questo strumento semplice ed efficace  di ricambio generazionale. Abbiamo deciso di adottarlo all'interno della amministrazione, per il personale del comparto autonomie locali , compreso quello comandato o messo a disposizione di altri enti, consapevoli dell'importanza anche simbolica che un atto del genere riveste. La Provincia è infatti un datore di lavoro di primissimo piano: in questo modo potremo dare ad alcuni giovani la possibilità di mettere la loro energia e le loro competenze al servizio dell'amministrazione, cosa di cui abbiamo certamente bisogno, perché è normale che un'organizzazione complessa faccia entrare al suo interno nuova 'linfa', senza però accrescere i costi a carico dell'ente, e quindi della collettività".

Obiettivo, consentire l'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato senza accrescere i costi a carico della collettività  con un ricambio generazionale, che, oltre a creare nuovi posti di lavoro, consentirà di ringiovanire le fila dei dipendenti impiegati nei vari comparti dell'amministrazione e degli enti collegati (escluso il settore dirigenziale).

La riduzione, concessa previo parere positivo del dirigente al quale il lavoratore risponde, potrà essere a 18, 21, 24, 28 e 30 ore settimanali,  per il  personale che ha un rapporto di  lavoro a tempo pieno prestato in via continuativa da almeno tre anni, e a 18 o 21 ore settimanali per i  dipendenti che nell’anno di presentazione della domanda abbiano in corso un rapporto di lavoro a tempo parziale.

Tecnicamente l’amministrazione assume a proprio carico tutti i i contributi pensionistici e previdenziali del dipendente che si autoriduce l'orario, compresa la quota a suo carico. Inoltre quando questo terminerà di lavorare, avrà diritto al trattamento di quiescenza e previdenza, comprensivo del trattamento di fine rapporto,  che gli sarebbe spettato se fosse rimasto in servizio con l’articolazione oraria  precedente alla domanda di riduzione.

Per l’amministrazione il vantaggio è quello di realizzare delle economie di spesa  che saranno  impiegate per la copertura delle spese per l’assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato.

Si tratta indubbiamente di un intervento interessante che può produrre risultati concreti e che dimostra come la Provincia Autonoma di Trento sia in  grado di porre in atto politiche apripista anche per il resto del paese.
Corona P.  16 gennaio 2015

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