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Trento, the best city

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Si vive bene, si fan figli

Nel 2014, per il quinto anno consecutivo, la provincia di Trento registra i livelli più elevati di qualità della vita. Lo dice la 16^ indagine annuale sulla qualità della vita nelle province italiane di Italia Oggi. In 55 su 110 province la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 59 su 110 della passata edizione. Il 52,6% degli italiani, contro il 48,4% del 2013, vive in province caratterizzate da una qualità della vita scarsa.

Che in Trentino si viva bene non è un ritornello autoreferenziale. Lo dicono anche le dinamiche demografiche: questa è una delle poche aree del paese i cui si cresce, si nasce. La popolazione residente è di 536.237 unità ha registrato un incremento dell’11,2 per mille tra 2013 e 2014 (+ 5929 unità). Il tasso di natalità si è attestato sul valore di 9,6 nati per mille abitanti, che è lievemente inferiore a quello dell’anno precedente (9,8 per mille) ma decisamente superiore rispetto alla media nazionale, pari all’8,5 per mille.

La provincia di Bolzano e la provincia di Trento sono le aree con il tasso di natalità più elevato a livello italiano. Si vive anche più a lungo: il tasso di mortalità è del 9,1 per mille molto al di sotto della media nazionale, pari al 10,0 per mille. Nel 2013 la provincia di Bolzano, la provincia di Trento e la regione Campania sono le uniche aree in cui si è registrato un saldo naturale positivo.

Il Trentino è arrivato ai primi posti fra le regioni europee sia per ricchezza pro-capite che qualità della vita.

"Monocle" il mensile britannico di affari internazionali, economia e cultura, letto dalle élite imprenditoriali di tutto il mondo - nell'ambito di un servizio pubblicato a marzo interamente dedicato al Made in Italy - ha scritto che  Trento è la miglior città di montagna d'Italia e fra le sei con più fascino dell'intera Penisola. “Un fiorente centro di istruzione e business con una rispettata università che eccelle nelle neuroscienze e nella biologia dei sistemi” ha scritto "Monocle" secondo cui il capoluogo non avrebbe eguali.

"Trento non è solo ricerca, università e innovazione. Forte dei suoi vigneti e dei suoi frutteti, produce buona birra e buon vino ed è una città d’arte ben preservata, con uno scintillante nuovo museo della scienza” aveva già sentenziato il Sole 24 ore che l'ha messa in vetta nel 2014. La città quest'anno ha scalzato anche la gemella Bolzano (che era prima lo scorso anno e diventa seconda). Un primato a cui contribuiscono le performance nei parametri economici, del tempo libero e della sicurezza.

Un primato a cui contribuiscono le performance nei parametri economici, del tempo libero e della sicurezza che hanno fatto coniare il termine di “Silicon Valley delle Alpi” grazie ai centri di ricerca e alle innovative start-up.

A luglio di quest'anno Trento città è stata anche  dichiarata “smart” cioè una delle dieci città del mondo considerate intelligenti e selezionate per diventare un laboratorio dove si applicano tecnologie per individuare soluzioni ai problemi quotidiani dei cittadini, dal traffico all'inquinamento, dallo sviluppo economico a una gestione sostenibile delle risorse naturali.

L'annuncio è stato dato  dall' Institute of Electrical and Electronic Engineers, una realtà mondiale nell'ambito dell'ingegneria elettrica ed elettronica e delle tecnologie dell'informazione, cui aderiscono oltre 330 mila ricercatori e professionisti di oltre 150 Paesi. L'intelligenza di una città si manifesta nella sua capacità di risolvere in modo sostenibile i problemi della comunità.

Le realtà che compongono questo sistema “intelligente” operano nel campo dell'alta formazione e della ricerca: l'Università di Trento, Trento Rise, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, i centri di ricerca sul territorio, tra cui Dolomiti Energia, Engineering Ingegneria Informatica, Trentino Network, e persino il sistema museale forte di due eccellenze: Mart e Muse.

A quest'ultimo la Provincia ha assegnato 2 milioni e mezzo per la ricerca.


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