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Le porte di Sidi Bou Said

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magica Tunisia

Portoncini, griglie, infissi: tutto blu, come il mare.

E' una tappa obbligata per chi visita i dintorni di Tunisi. Con le sue porte colorate, azzurre come il mare che le sta di fronte, Sidi Bou Said è un angolo di mondo allegro e pieno di mediterraneo.

Fu il barone Rodolphe d’Erlanger nei primi anni del Novecento ad emanare la regola del bianco-blu. Oggi per gli abitanti si tratta di una norma urbanistica da osservare e difendere.

La località, alle porte della capitale, deve il nome a un santo. Tra il XII e il XIII sec. d.C. Abou Said ibn Khalef ibn Yahia Ettamini el Beji giunse qui per costruirvi un villaggio: per la sua vita di contemplazione aveva scelto una collina alla periferia di Tunisi (la capitale dista solo 20 chilometri) dal quale il Mediterraneo è più splendido che altrove.

Nel punto più alto del villaggio dove si trova un piccolo cimitero islamico, si osserva tutto il golfo e al largo emergono Zambra e Zambretta, due delle tante piccole isole tunisine.

La passeggiata tra i viottoli lastricati regala il bianco esplosivo e quasi accecante delle case e il blu deciso di portoni e finestre tra i quali si infila una natura lussureggiante: gelsomino, buganville, ibiscus. Tra una casa e l'altra il Mediterraneo si infila con il Blu delle sue onde.

Tra le vedute panoramiche spicca la r...


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