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Tunisia, il recupero resta difficile

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Ripresa ancora lenta

Nel gennaio 2014 la Tunisia ha adottato una nuova Costituzione che contiene importanti garanzie per i diritti umani. Il conferimento del premio Nobel per la pace al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino, ricevuto nell'ottobre 2015 è stato un giusto tributo al lavoro dei suoi membri ed è stato anche un segno per tentare di rimuovere dalla memoria collettiva la strage del Bardo e quella di Sousse, nonchè i numerosi arresti di cellule terroristiche che soprattutto al sud della Tunisia hanno una facilissima penetrazione da e per la Libia.
Ma le conseguenze sono state terribili per la principale voce dell'economia tunisina: il turismo arranca e malgrado i ripetuti richiami ministeriali sulla "sicurezza", molti tour operator e molte agenzie continuano a testimoniare il crollo. Al tempo stesso chi si reca nelle mete classiche dopo esserci stato ai tempi d'oro non può non notare la decadance.

E a poco è servito lo stupefacente silenzio stampa italiano sulla battaglia di Ben Gardène del 7 marzo 2016 quando fu la popolazione civile a insorgere e a difendersi a mani nude contro un'infiltrazione di terroristi Isis: l'esercito tunisino intervenne subito e in forza, fu battaglia aspra, con morti sul campo, ma gli integralisti vennero fermati. "Furono ore di fuoco" testimoniano a Djerba dove si era sparsa la voce che fosse proprio l'isola il tentativo mediatico che i terroristi volevano raggiungere. La città venne paralizzata in poche ore dagli aggressori che dopo aver freddato un responsabile della sicurezza, avevano tentato un assalto alla caserma e alle strutture della polizia locale, prima di essere respinti dalla popolazione e poi dall'esercito. Fallito anche il loro tentativo di attaccare l'ospedale (venne presa un'ambulanza).

Degli eventi nella piccola città posta al confine con la Libya scrissero i media di tutto il mondo, soprattutto la stampa francese, pochissimo i giornali italiani. L'attacco jihadista causò 52 morti, dieci soldati e sette civili tra i quali una bambina di 12 anni oltre a 35 degli aggressori che si erano infiltrati dalla Libia. Il governo tunisino aveva decretato il coprifuoco nella città prossima al valico di frontiera di Ras Jedir lungo la strada principale che collega la città a Zarzis e al resto del Paese.
(maggio 2016 - Djerba C.Perer)

 

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