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Emirati Arabi, nuovi mercati crescono

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Emilio Luzza

Uno dei mercati turistici in costante crescita è quello verso i paesi degli Emirati Arabi. Abu Dhabi tra tradizione e innovazione è la perla d'Oriente, un angolo di mondo che però sa amare anche la cultura occidentale. Ne è riprova la grande attenzione ai musei che vede tra le presenze anche quella del Guggenheim Abu Dhabi Museum. La domanda di viaggi verso Abu Dhabi è in costante crescita.

Dopo che gli Emirati ottennero l'indipendenza (nel 1971) la ricchezza derivante dal petrolio ha continuato a fluire verso l'area e le tradizionali capanne di mattoni e fango sono state rapidamente sostituite da banche, boutique e grattacieli moderni.

Abu Dhabi è la città più moderna dell'emirato. Abu Dhabi o, più correttamente, Abu Ẓaby (in arabo Abū Ẓabī, letteralmente "il padre della gazzella"), è uno dei sette emirati che compongono dal 1971 gli Emirati Arabi Uniti, nel sud-est del Golfo Persico.

È il più grande emirato per superficie con i suoi 73.548 km² (che rappresentano circa l'86% della superficie totale degli Emirati Arabi Uniti), e il secondo per popolazione, dopo Dubai. Quì hanno sede le compagnie petrolifere, molte ambasciate straniere e il governo federale. I ricavi principali dell'emirato provngono dall'industria e dall'edilizia. Questi ricavi hanno contribuito al 65,5% dell'economia degli Emirati Arabi Uniti nel 2008. Abu Dhabi è anche il nome della città capitale dell'emirato e degli Emirati Arabi Uniti.

Altri centri urbani importanti sono Al 'Ain (un agglomerato di diversi villaggi sparsi intorno ad un'oasi nel deserto. Viene chiamata anche la "Città Giardino" degli Emirati Arabi Uniti), Baniyas e Ruwais.

Antichi resti archeologici ritrovati in Abu Dhabi testimoniano che già nel III millennio a.C. la regione era abitata da pastori nomadi e da pescatori. La moderna Abu Dhabi affonda le sue origini al sorgere di un importante confederazione tribale, i Bani Yas, nel tardo XVIII secolo, che assunsero anche il controllo di Dubai. Nel XIX secolo questa confederazione si spezzò in due rami: quello di Dubai e quello di Abu Dhabi.

Nella metà del XX secolo, l'economia di Abu Dhabi ha continuato ad essere sostenuta principalmente dall'allevamento del cammello, dalla produzione di datteri e verdura nelle oasi nell'entroterra di Al Ain e Liwa, dalla pesca e dalla raccolta delle perle al largo della costa di Abu Dhabi. La maggior parte delle abitazioni ad Abu Dhabi erano costruite con foglie di palma, con le famiglie più ricche che occupano capanne di fango. La caduta del settore delle perle avvenuta nella prima metà del XX secolo, ha creato disagi per i residenti di Abu Dhabi, visto che il settore delle perle rappresentava la fonte principale delle esportazioni e degli utili in contanti.

Nel 1958, sotto il regno dello sceicco Shakhbut Bin-Sultan Al Nahyan furono trovati i giacimenti di petrolio. In un primo momento, i ricavi del petrolio hanno avuto un impatto marginale. Furono costruiti alcuni edifici in cemento armato e la prima strada lastricata fu completata nel 1961, ma lo sceicco Shakbut, adottò un approccio prudente, preferendo salvare le entrate del petrolio piuttosto che investire nello sviluppo. Suo fratello, lo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, vista la ricchezza derivante dal petrolio aveva il potenziale per trasformare Abu Dhabi. La famiglia regnante decise che Sheikh Zayed doveva sostituire il fratello come governante e realizzare la sua visione di sviluppo del paese. Il 6 agosto 1966, con l'aiuto degli inglesi, lo sceicco Zayed diventò il nuovo sovrano.

Nel 2 dicembre 1971 ottenne piena sovranità dal britannico. E da allora lo splendore è cresciuto fino al fasto odierno.

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