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Arte e cultura

Miroslav Kraljevic, modernista croato

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Storie d'arte

Nato a Gospić 1885  e morto a Zagabria nel 1913 è stato una delle personalità chiave della pittura croata della prima metà del XX secolo. Il suo destino era fare un capolavoro di...se stesso. Lo fece nell'arco di due anni  Miroslav Kraljević, considerato il primo pittore croato del modernismo, dipinse il suo primo e il suo ultimo capolavoro "Autoritratto con cane" a Monaco di Baviera, nel 1910, alla fine della sua formazione accademica. Subito accolto con grande favore dalla critica anticipava l'altro evento della sua vita: sei mesi dopo moriva.

Lasciata la città di Po×ega, attraverso Vienna e Monaco di Baviera, Kraljević arriva a Parigi, dove sperimenta l’attrattiva del flaneurismo e si appropria dei valori dell’arte pittorica pura. Un nuovo stato d’animo con inediti potenziali contenutistici e formali, nonché la vita scapigliata e briosa della scena artistica della capitale francese del primo decennio del XX secolo, gli offrono una fonte inesauribile di temi, fornendogli le basi per una nuova sensibilità espressiva e facendogli scoprire il fascino di una vita senza freni. Accanto ai migliori autoritratti realizzati dall’artista, la mostra affianca di questo periodo anche alcune altre fondamentali composizioni – come Vive la joie, In una caffetteria di Parigi e Golgota – che contribuirono a proiettarlo al centro della scena artistica europea. Miroslav Kraljević si spegne nell’aprile del 1913 a Zagabria a soli 27 anni, minato dagli effetti della lunga malattia, lasciando un’opera che oggi, a più di un secolo di distanza, si presenta ancora perfettamente attuale e carica di un ineguagliabile tratto distintivo e forza interpretativa.

Alla sua morte prematura - avvenuta a soli 27 anni a causa di una grave forma di tisi - si devono sia il numero relativamente esiguo di opere realizzate, sia la fascinazione che il suo lavoro ha avuto sull’arte moderna croata. Kraljević orientò la bussola degli artisti croati da Vienna e Monaco di Baviera - frequentate entrambe per perfezionare la propria educazione artistica - a Parigi, dove ricavò un nuovo potenziale iconografico e, così facendo, portò le correnti moderne e avanguardiste a Zagabria già all’alba del XX secolo.

Poco più di settant’anni fa le sue opere venivano esposte per la prima volta a Venezia: era il 1942, un evento poco ricordato, nonostante Kraljević si collochi tra quei particolari modernisti, dalle spiccate qualità pittoriche, che si spinsero al di fuori dei confini della terra natia.

Risulta infatti decisivo per il pittore il soggiorno parigino avvenuto a cavallo tra il 1911 e il 1912 quando, in soli tredici mesi, si svolse probabilmente una delle trasformazioni più complesse dell’arte croata di quell’epoca: un mutamento che getterà le basi per i passi in avanti succedutisi immediatamente subito la sua morte e riscontrabili soprattutto nelle opere dei pittori che segneranno il secondo e gli inizi del terzo decennio del Novecento.

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, nel 2014 ha reso omaggio alla figura di Miroslav Kraljević con una mostra nata da un progetto di Äiva Kraus, in stretta sinergia tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e la Moderna Galerija di Zagabria, in occasione del centenario della morte dell’artista.

La retrospettiva ha avuto carattere itinerante attraverso i più importanti centri culturali  della Croazia. La curatela vede a capo Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, Biserka Rauter Planćić, direttrice della Moderna Galerija di Zagabria e la collaborazione di Cristiano Sant, della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, l’esposizione mira ad esplorare un momento della creatività artistica europea pressoché inedito per l'Italia (se si esclude il passaggio alla Biennale veneziana del 1942).

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