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Europa, utopia e scelta obbligata

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di Massimo Occello*

L’Europa non è solo libertà (di viaggiare, lavorare, intraprendere, investire, studiare), ma è anche vincoli ( rigore, rispetto, puntualità, trasparenza, pulizia). Occorre saperlo. E “sentirlo”.
Se con la memoria si ripercorre da dove siamo partiti nel dopoguerra si riconoscono i risultati straordinari che abbiamo raggiunto: economici, culturali e civili. Soprattutto la caduta delle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Si è realizzato un pezzo di un sogno grande.

Tsipras ha vacillato di fronte alla prospettiva della solitudine e del balzo indietro del suo Popolo. L’Italia è separata dalla situazione greca da un velo sottile, checchè ne dicano politici, tecnici e soloni vari. E credo sia utile, bello e persino doveroso andare avanti sulla strada europea che abbiamo percorso fin qui, verso un’Unione più forte, che prepari quella politica.

Stare fermi non si può, e tornare indietro è una follia populista e demagogica. Piuttosto occorre contare di più: e per questo bisogna pulire non solo l’economia, ridurre il debito, ed essere tutti più seri. Occorre un Rinascimento etico che parta dal basso.

Vedere - come è accaduto - che il Parlamento di Atene si trova costretto ad approvare di corsa e senza alcuna discrezionalità leggi scritte altrove, urta in qualche modo contro la nostra cultura dello stare insieme in una Comunità, e ci mette improvvisamente di fronte ad una realtà che non conoscevamo così bene, e che i nostri Governanti e i nostri sistemi informativi hanno fatto di tutto per velare: la politica economica, finanziaria, fiscale e, di conseguenza, parte di quella interna ed estera, vengono decise formalmente nelle Sedi comunitarie deputate. Sostanzialmente a Berlino con il paravento di Parigi e il placet di Londra, non senza qualche consultazione atlantica.

Certo la Grecia, con Tsipras e Varoufakis, hanno commesso tutti gli errori possibili nell’approccio alla trattativa sul debito e gli aiuti, e hanno ereditato una situazione davvero insostenibile. Ma ciò non attenua l’evidenza del cambio e la sorpresa di saperci così.

Gli Stati Uniti d’Europa (USE), che sembrano un’utopia, sono anche l’unica via che l’Europa ha per contare nel mondo e per dare un futuro certo, prospero e sovrano ai suoi Popoli. Siamo costretti dalla Storia a stare insieme meglio di quanto abbiamo fatto fin qui.
Per assurdo il vecchio falco Wolfgang Schäuble e il giovane romantico Alexis Tsipras ci hanno fatto fare un passo verso un’Europa più coesa e più grande.

* direttore responsabile






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< FOTO: Massimo Occello

    
                                                                                         
 

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