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Nell'Oasi faunistica ''La Badia''

Nell'Oasi faunistica ''La Badia''1-URBINO_RESORT_Abbazia_Notturno_ph_Silvano_Bacciardi.jpg1-caccia_fagiano.jpg1-URBINO_DEI_LAGHI_2_-_Esterno_notturno_ph_Silvano_Bacciardi.jpg1-TENUTA_Santi_Giacomo_e_Filippo_7b.jpg1-TENUTA_Santi_Giacomo_e_Filippo_10b.jpgURBINO_DEI_LAGHI_8__-_Stefano_Ciotti_ph_Silvano_Bacciardi.jpeg1-grigio-dida.jpg1-URBINO_RESORT_ESTERNI_10-Dimora_I_FRUTTI_DIMENTICATI.jpg
di Corona Perer

Un colpo di fucile risuona da lontano ed una lepre sguscia furtiva. Veloce ed impaurita, scompare tra le querce mentre il silenzio torna a farsi totale. Non è un incontro raro nella campagna che circonda la trecentesca Abbazia dei Santi Giacomo e Filippo incastonata in Urbino Resort e querce antiche che le fanno compagnia da secoli.

Passeggiando nella tenuta, segnata a valle dal corso del Foglia, può capitarti un incontro ravvicinato anche con un fagiano, un germano, dei caprioli o una volpe. Segno di una terra ricca, ancora integra e popolosa.

All’Archivio di Stato di Urbino, atti storici attestano che una parte di queste terre apparteneva alla nonna paterna di Raffaello Sanzio, Isabecta De Lominis, madre di Giovanni Santi, ed è certa è la frequentazione di questi luoghi da parte del Duca di Montefeltro, che qui aveva il suo casino di Caccia nei pressi di Ca’ Pagnoni, attuale casa padronale della famiglia Bruscoli, attuale proprietaria dell'area.

Siamo nell'Urbinate, terra dolce, quieta, piena di storia. La natura è prodiga in questo angolo di mondo dove le nebbie frequenti rendono il Montefeltro ancor più magico e intimo. Qui il patto tra uomo e natura sembra non essersi mai interrotto. Il saliscendi continuo che si osserva tra le colline di terra argillosa, con le stradine che conducono a solitari casali, sono lo scenario che poi si ritrova tra gli sfondi delle opere rinascimentali custodite al palazzo ducale di Urbino, una tra le candidate eccellenti a prendersi lo scettro di capitale europea della cultura nel 2019 (si saprà tra pochi mesi chi lo merita tra Venezia, Siena e Ravenna).

Il territorio e l'armonia del paesaggio sono il must del Montefeltro: va dato atto ai suoi abitanti di non averne fatto scempio. E ne è una riprova anche l’intervento progettuale che ha portato alla nascita di una azienda bio adagiata su 360 ettari di terra dove il patto uomo-natura trova degna realizzazione nella biodiversità e nella ecosostenibilità, dove albergano anche due opere d'arte una delle quali disegnate nella terra (> clicca qui)

Le coltivazioni tradizionali della vigna e degli ulivi si alternano alla rotazione degli appezzamenti destinati a seminativo. La tradizione rinascimentale delle colture del contado urbinate annovera, vite e ulivo, mandorli e castagni, meli e fichi, melaranci, noci, peri, ciliegi, susini e melograni. Nelle pianure orzo, avena e frumento ed erbe mediche si danno turnazione. Il re-impianto di essenze tipiche per sostenere i calanchi di arenaria e il recupero attento e rispettoso degli edifici rurali esistenti attuato dall'architetto Massimo Bottini ha portato alla nascita di "Urbino Resort".

La sobrietà del luogo è la cifra dell'eleganza. Così i vialetti che accostano l'antica Abbazia o l'orto botanico collocato con le stesse regole del giardino all'italiana, diventano potente linguaggio che dice il culto agricolo di generazioni e usa una sola grammatica: quella del rispetto per l'ambiente.

L'area è da tempo un “sic” (sito di importanza comunitaria) all’interno del bacino idrografico del fiume Foglia e ciò implica precise prescrizioni di salvaguardia e conservazione del suolo.

La famiglia Bruscoli li ha accolti e osservati  con generosità restituendo all'ambiente uno spazio sul quale sono stati fatti cospicui interventi idraulico-agrari, silvo-pastorali, di forestazione e faunistici. Quelli che erano ruderi di case-torri, o colombaie per piccioni da posta che con il loro guano fertilizzavano la terra, sono oggi i satelliti di un hotel diffuso che su 32 unità abitative, costituenti l'antico borgo, arriva ad offrire 85 posti letto molto raffinati.

“E' accertato che qui si vivesse dal 1300” spiega Marianna Bruscoli giovane e dinamica manager agricola che si occupa della gestione di questo immento patrimonio naturale grazie alla sua spiccata sensibilità per il biologico e l'ecosostenibile.

“Tra XV e XVI secolo si era affermata una società mezzadrile, quando gradualmente abbiamo acquisito i lotti c'erano casali ancora abitati” aggiunge. Le dimore coloniche sin dalla fine del 1500 erano parte integrante della nuova politica agraria e dei nuovi piani di insediamento voluti dal Duca Federico. Nuova vita e funzione è stata loro conferita dal Resort dopo un attento restauro filologico che consente di rileggere l’intera storia del luogo.

Addossata all'Abbazia c'è naturalmente anche la Canonica. La famiglia Bruscoli ne ha fatto un piccolo ed esclusivo ristorante sul quali intende puntare grazie allo Chef Stefano Ciotti, stellato Michelin ( < nella foto tra i suoi mestoli) che da sempre coniuga cultura e territorio con la sua cucina in grado di tramandare tradizione e sapori autentici.

Più a valle - in prossimità di due laghetti parte integrante della tenuta - Ciotti è già operativo nel ristorante dove grazie a farine selezionate e ad un lievito madre di 65 anni si coltiva anche il culto della pizza gourmet incastonata in un menù esclusivo (...ed esplosivo nella potenza del gusto) che incorpora i prodotti tipici del luogo: dal prelibato Ciauscolo (salame tipico dell'urbinate) alla caciotta di Urbino.

Olio, miele e vino sono prodotti direttamente dall’azienda agricola, mentre frutta e verdura fresche vengono raccolte quotidianamente dall’Orto dei Laghi per essere impiegati in cucina, così come le erbe aromatiche vengono dall’Orto botanico, magnifico nella sua geometrica armonia: un giardino pieno di amore per la Terra. Regalarsi una vacanza da queste parti è...volersi bene.
(C.Perer)




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TENUTA Ss. Giacomo e Filippo
URBINO RESORT
Via San Giacomo in Foglia 7 - Urbino
per saperne di più: info@urbinoresort.it

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