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Ambiente

Urogallo, il signore dei boschi

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Convegno di studio

14-6-2016 - Gallo cedrone una rara specie che, scomparsa in gran parte dalle foreste delle Alpi, vive nei boschi diel Paneveggio protetta della quale ne è diventata un po' il simbolo.
In autunno il Parco promuoverà un convegno internazionale dedicato al Gallo cedrone che, analogamente ad altri momenti di studio promossi in questi anni, vuole fare il punto sui risultati emersi nel corso di una approfondita ricerca, sulla situazione della specie a livello alpino e sulle misure di conservazione messe in atto nei vari contesti territoriali.

Il Gallo cedrone rientra nell'elenco delle specie tutelate dalla normativa europea, la cosiddetta “Direttiva Uccelli” ed è anche per questo che la sua presenza all'interno dell'area protetta rappresenta una bandiera per il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. L'Urogallo è un rappresentante della famiglia dei tetraonidi, a cui appartengono specie perfettamente adattate al rigido clima invernale tipico degli ambienti freddi, sulle Alpi italiane essa annovera specie come il Fagiano di monte, la Pernice bianca ed il Francolino di monte. Di tutte le 18 specie di tetraonidi che vivono nel mondo, il Gallo cedrone è la specie di più grosse dimensioni. Come abitatore originario delle regioni del Nord Europa ha bisogno di boschi radi, ben strutturati ed indisturbati, con un buon grado di sviluppo della vegetazione arbustiva ed erbacea.
Maschi e femmine utilizzano nel corso dell’anno territori individuali di alcuni chilometri quadrati, così che soltanto vasti complessi forestali in continuità tra loro sono in grado di ospitare popolazioni vitali.

Nel corso degli ultimi decenni, tuttavia, sulle Alpi l’utilizzo forestale dei boschi, l’agricoltura e l’allevamento nelle zone di montagna sono cambiate radicalmente. Contemporaneamente lo sviluppo delle attività turistiche, (piste da sci, impianti, strade), hanno avuto un incremento considerevole, a tutto svantaggio del Gallo cedrone. Queste tendenze hanno portato ad un peggioramento generale della qualità degli ambienti frequentati da questa specie. Le popolazioni di Gallo cedrone sono andate così incontro ad evidenti riduzioni numeriche, accompagnate anche dalla contrazione dell’areale di distribuzione, senza tuttavia che i motivi di questa regressione siano stati pienamente compresi.

Per questa ragione il Parco ha in corso da alcuni anni una ricerca scientifica, in collaborazione con l'Università di Friburgo, su questo tetraonide, con l’obiettivo di conoscere meglio le sue esigenze ecologiche.

"Possiamo affermare - spiega il direttore del Parco, Vittorio Ducoli - che la popolazione di Gallo cedrone presente nel territorio del Parco sta abbastanza bene: stimiamo che la popolazione sia di 300-400 esemplari, con circa 200 femmine riproduttive. Il problema è che la specie ha un successo riproduttivo molto basso, in media 0,75 nuovi nati ogni 5-6 uova, anche se in compenso gli animali vivono piuttosto a lungo. Le minacce vere alla sua sopravvivenza derivano però da altri fattori, quali la presenza di strade forestali e impianti di risalita, ma anche il cambiamento climatico e la crescita numerica dei predatori opportunisti".
All'interno della mostra, che è stata aggiornata nei contenuti, attraverso testi, immagini, disegni e filmati in collaborazione con LungheFocali della Val di Fiemme, grandi e piccini saranno accompagnati nel mondo affascinante e in gran parte ancora sconosciuto di una delle più rare specie d’uccelli presenti sulle Alpi.

Come affronta i rigori dell’inverno, di che cosa si nutre, quali sono i suoi predatori naturali, quali caratteristiche devono avere i boschi perché la specie vi possa vivere, perché i pulcini sono così delicati nelle prime settimane di vita, come si deve comportare l’uomo quando frequenta i suoi habitat. Sono tutte domande, insieme a tante altre, a cui la mostra darà una risposta. "L'obiettivo - spiega il presidente del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, Giacobbe Zortea - è dunque quello di sensibilizzare una frequentazione più consapevole degli ambienti dove è ancor oggi presente il Gallo Cedrone, così che tutti possano contribuire, con un comportamento più attento alla sua conservazione."

Info: www.parcopan.org     
 

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