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Calabria, nella terra di Epeo, il genio che sfidò Troia

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Alto Cosentino

Francavilla Marittima, Rocca Imperiale, Trebisacce, Cerchiara, Roseto Capo Spulico. Fare una vacanza da queste parti offre occasioni culturali, la scoperta di tradizioni antiche e un ambiente straordinario a partire dal sito di Francavilla Marittima che permette di leggere la storia dai resti dell’imponente tempio alla dea Atena. Qui si suppone ci sia la tomba di Epeo, uno degli eroi greci che approdò sulle coste della Calabria e decise di fermarsi fondando la città di Lagaria. Epeo è stato il costruttore del cavallo di Troia. E in una tomba monumentale e tumulo sono stati ritrovati gli attrezzi da falegname: tutti elementi che riconducono a lui. Un'importante iniziativa vedrà presto la luce: sarà costruito il Cavallo di Troia a grandezza naturale da un falegname del luogo per ricordare il mito di Epeo e legare ancora di più il parco archeologico a questa importante figura.

Salire fin sull’Acropoli per ved della collina, l’antica Acropoli, ha conservato intatta tutta la sua magnetica bellezza. Per le visite guidate nel parco e nei beni monumentali e archeologici c’è l’Associazione Itineraria Bruttii, presieduta da Paolo Gallo, che ha sottoscritto anche un accordo di rete con altre associazioni per valorizzare i beni culturali della Calabria, della Puglia e della Basilicata (www.itinerariabruttii.it tel. 328 37 15 348).

Merita una visita Rocca Imperiale, dominata dal castello costruito nel 1225 da Federico II.
Rocca è un delizioso paesino in collina intorno all’antico maniero. Si può passeggiare per le viuzze, tra panni stesi al sole e anziani che guardano lo scorrere del tempo.
Il castello federiciano incastonato nel borgo medievale ha conservato intatto tutto il suo fascino. Rocca è poi la città della Poesia e dei Limoni. A fine agosto si svolge un importante premio letterario che vede la partecipazione di tantissimi poeti. La città è circondata dai limoneti ed aziende di eccellenza esportano i limoni igp in tutta Italia e in Europa.

I limoni crescono a valle “respirando” aria di mare, protetti dalle montagne. Vengono esportati in tutta Italia e nel mondo da imprenditori capaci, che hanno creato le loro aziende dal nulla come Imperial Frutta, l’azienda agricola Fortunato Ruggero e L’oro della Calabria di Daniele Gallotta. Cinquanta aziende hanno costituito il Consorzio per la tutela e la valorizzazione del limone igp di Rocca Imperiale, presieduto dall’agronoma Marianna Latricchia.

A poca distanza cè Trebisacce paese che sembra un presepe sul mare, impreziosito dalla chiesa di San Nicola di Mira, dove l’Oriente incontra l’Occidente. Allo studio dei fregi e dei documenti storici si dedica da tempo con competenza e passione il professore Piero De Vita. Anche quest’anno, Trebisacce si è confermata Bandiera Blu, l’importante riconoscimento che il Fondo sociale europeo per lo sviluppo e per l’ambiente riconosce a quelle località che non solo hanno un mare pulito, ma anche servizi di eccellenza.
Agricolutura e turismo sono i settori nei quali la Regione intende investire maggiormente: i Comuni che hanno ottenuto la bandiera blu avranno fondi per rendere le loro marine ancora più belle e attraenti.

A Cerchiara, imperdibile il pane dop, cotto nei forni del paese, gestiti interamente da donne. Ma Cerchiara è anche famosa per il Santuario della Madonna delle Armi, che viene festeggiata da migliaia di pellegrini il 25 aprile di ogni anno. Il Santuario offre una vista mozzafiato tra mare e montagna, ma è importante anche perché custodisce affreschi di origine bizantina, realizzati dai monaci in fuga dall’Oriente per le lotte iconoclaste. Recenti restauri hanno rivelato nuovi affreschi ancora più antichi di quelli che si conoscevano fino ad oggi.

La vacanza nell'Alto Jonio Cosentino non può non considerare il castello templare a Roseto Capo Spulico, di proprietà della famiglia Cosentino, costruito su una rocca a picco sul mare, il castello ha una storia molto intrigante: tutto lascia pensare che veniva frequentato dai Templari prima che partissero in Terra Santa. C’è la cappella dove i cavalieri trascorrevano lunghe notti di meditazione e di preghiera, le due porte iniziatiche per i riti e persino la Rosa di Gerusalemme, riprodotta in pietra sul pavimento, discretamente nascosta da un tappeto. Una pietra ovale potrebbe custodire il Santo Graal… Intorno al castello i templari riprodussero la piana di Gerusalemme con Monte Giordano.

A Roseto il turista può vistare il museo etnografico, pazientemente costruito negli anni dall’appassionato fondatore, Leonardo Salamone (per visite guidate tel. 0981 91 30 85; cell. 340 64 76 151). E tra le viuzze del paese spunta la strettarella dell’amore.  E’ una via così stretta, che secondo una leggenda, i fidanzati che riescono ad attraversarla fianco a fianco, trascorreranno il resto della loro vita per sempre insieme, felici e contenti.

Da queste parti c’è anche la maggiore concentrazione di prodotti deco (denominazione comunale di origine) in tutto l’Alto Jonio: l’olio extravergine di oliva, alimento base nella Dieta Mediterranea, prodotto con la varietà dell’oliva Nostrana, le ciliegie, di cui si producono circa mille quintali delle varietà Ferrovia, Lapis, Bigarreau…, i salumi come il Filettuccio, dal gusto delicato e un odore intenso, tipico degli insaccati stagionali e una colorazione con sfumature di rosso,  la soppressata, un insaccato il cui nome deriva dal verbo soppressare: stringere con soppressa, azione compiuta mentre il salume è in fase di essiccazione, la salsiccia, dal gusto particolarmente inteso e una colorazione rossa. Se i salumi venivano preparati a febbraio, quando le famiglie uccidevano il maiale, la pitta liscia, il prodotto deco più famoso, era pane di tutti i giorni. E’ una ciambella morbida e veniva considerata quasi un pane di scarto perché le massaie utilizzavano quell’impasto per provare il forno: per capire se era arrivato alla giusta temperatura. La pitta liscia è vuota all’interno, pronta per essere farcita con verdure o meglio ancora la buona ricotta.
 

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