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Salute

Il business dei vaccini

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di Manuel D'Elia

Il vaccino H1N1 era una bufala che ha prodotto un sacco di soldi all'azienda produttrice del vaccino. Il tutto sulle spalle dei bilanci sanitari italiani. L'allarme influenza sarebbe stato montato ad arte.

L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui è obbligatoria la vaccinazione pediatrica contro l'epatite B. E' stata introdotta nel 1992 (quando in Italia l'epatite B stava già scomparendo) dietro forti pressioni dell'allora ministro alla Sanità De Lorenzo. La magistratura ha appurato in seguito che, per questo grosso favore a Big Pharma, l'ex ministro si è intascato una tangente da 600 milioni di lire. La vaccinazione, però, è ancora obbligatoria.

E la domanda resta sempre la stessa: i vaccini servono sì o no? O servono solo all'industria farmaceutica? Una domanda sorgeva spontanea già leggendo questo flash di agenzia: "L'Italia è il paese europeo dove il morbillo colpisce di più, con quasi un caso su tre tra quelli che si verificano in Ue che viene identificato nel nostro paese. Lo afferma l'ultimo rapporto dell'European Center for Diseases Control (Ecdc)" (> clicca qui). Ma: non ci siamo sempre vaccinati in questi ultimi 30 anni? Dovremmo averlo debellato...

Ed ancora: "Il vaccino [antinfuenzale] è sicuro, ben tollerato e solo raramente provoca effetti collaterali severi".Ed ancora: "Il vaccino [contro il papillomavirus] è stato sperimentato su migliaia di donne e si è dimostrato sicuro". Sono le rassicuranti dichiarazioni sono estratte dai volantini informativi dell'APSS Trento per le campagne di vaccinazione contro l'influenza stagionale e contro il papillomavirus (HPV).

Ma sono profilassi veramente sicure? Buona norma vorrebbe che la decisione di assumere un farmaco sia presa in libertà dopo un'attenta valutazione di rischi e benefici, ma in tema di vaccinazione si può certamente dire che non funzioni così. L'esempio più estremo che si può fare riguarda le campagne vaccinali nei paesi del Terzo Mondo. Come è possibile pensare che i destinatari (o i loro genitori, quando si tratta di vaccinazioni pediatriche) siano informati su quello a cui li stanno sottoponendo?

In quanti possono leggere e capire un bugiardino (nel remoto caso caso in cui fosse a disposizione), quando è scritto in una lingua a loro sconosciuta e in termini che non può capire nemmeno un occidentale "scolarizzato"? Ci laviamo la coscienza dicendo che lo facciamo per il loro bene, ma è un fatto che li trattiamo ne più ne meno come i nostri animali dal veterinario.

Ma senza arrivare a questo caso limite, quanto siamo informati noi stessi dei rischi ai quali andiamo incontro con quella che sembra una semplice iniezione? Quanto sappiamo dell'effettiva efficacia dei vaccini che ci vengono inoculati?

L'antinfluenzale è sicuro, ci viene detto. Ma Renzo Massa, 66 anni di Genova, è da due anni in stato vegetale in seguito alla vaccinazione. Come riporta l'edizione online de Il Secolo XIX di Genova, la sua famiglia da allora deve anche accollarsi le non indifferenti spese sanitarie, in quanto la richiesta di indennizzo è stata respinta dall'ASL poiché il vaccino antinfluenzale non è trattamento obbligatorio ma facoltativo.

Ci si chiede se la ASL di Genova ora segnali il caso del sig. Massa, almeno a scopo cautelativo, a chi chiede di vaccinarsi.

E il vaccino contro il papillomavirus? Lo stesso depliant dell'APSS Trento riporta, a proposito del virus, che "in molti casi l'infezione [...] si risolve da sola. La maggior parte delle infezioni [...] guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. [...] In una minoranza dei casi l'infezione [...] provoca delle lesioni a livello del collo dell'utero [...] che guariscono spontaneamente, ma alcune possono progredire molto lentamente verso forme tumorali. Fortunatamente quindi solo in poche donne con infezione [...] si può sviluppare un tumore della cervice uterina".

Il rischio di sviluppare un tumore per questo virus sembra quindi decisamente basso. Ma, in effetti, si potrebbe pensare: perché rischiare? Se il vaccino è sicuro... facciamolo e non pensiamoci più, perché rischiare di ammalarsi. E poi, è gratis.
Ma Marie-Océane Bouguignon, una ragazza francese di 18 anni che come tante coetanee si è sottoposta alla vaccinazione sta affrontando un calvario fatto di continui ricoveri, attacchi violenti che in un caso particolarmente grave la lasciano cieca e quasi sorda, incapace di camminare e costretta all'uso della sedia a rotelle. Liberation e altre fonti ne hanno ampiamente scritto.

Se qualcuno pensa si tratti di casi isolati, è sufficiente che utilizzi ad esempio la chiave di ricerca "reazioni avverse gardasil" su Internet per scoprire un mondo che gli opuscoli informativi non raccontano.Ci si può domandare a questo punto per quale motivo delle vaccinazioni potenzialmente pericolose vengono promosse e incentivate in modo così pressante. C'è un libro che illustra bene la questione almeno per quanto riguarda le vaccinazioni veterinarie. Si intitola "Le vaccinazioni del cane e del gatto" ed è scritto dal dott. Stefano Gattinelli, medico veterinario. Il ragionamento in se è alquanto semplice.

Da una parte ci sono le aziende produttrici di vaccini, che hanno come interesse primario quello di vendere il loro prodotto. Queste aziende sono le uniche a fare ricerca sui vaccini che mettono sul mercato e va quindi da se che saranno molto restie a divulgare studi che testimoniano la eventuale pericolosità o l'effettiva copertura vaccinale (pare ad esempio che alcuni vaccini a richiamo annuale coprano in realtà un arco ben più ampio, pari a quasi tutta la vita dell'animale.

Poi ci sono i veterinari. Che, su ammissione dello stesso Gattinelli, hanno quale fonte di guadagno principale proprio le vaccinazioni annuali (l'unica sicura, quella che permette di fidelizzare il "cliente"). E anche quelli più attenti, come l'autore, non hanno la possibilità di informarsi a fondo perché, per le ragioni esposte sopra, gli studi sui vaccini sono introvabili, anche per gli addetti ai lavori.

Alla fine della catena si trova il proprietario dell'animale, che si trova a fare vaccinazioni annuali senza avere il più delle volte nemmeno idea delle malattie che va a coprire. Però è una prassi, si fa, e così tutti sono contenti: i produttori, i veterinari e anche il proprietario, che ha così la coscienza a posto. E' ipotizzabile che in qualche modo questo ragionamento si possa estendere alle vaccinazioni umane?

Gli interessi economici di Big Pharma non sono un segreto, così come non è un segreto che l'obiettivo di qualunque azienda è il profitto. E i medici? Alcuni articoli di giornale hanno evidenziato negli ultimi anni una pratica discutibile: incentivi economici ai pediatri in base al numero di bambini vaccinati. Gli articoli segnalati sotto tra le fonti cercano di spiegare, se non fosse già chiaro, perché non si tratta di una buona idea. Con questo articolo non vogliamo certo suggerire a nessuno di non vaccinarsi o di non vaccinare i propri figli. Speriamo però di aver acceso un campanello d'allarme, di aver stimolato l'inizio di una riflessione.
Fonti suggerite dall'autore:


< Anti-papilloma: i rischi da vaccino ci sono
< Pieghevole APSS vaccino antinfluenzale
< Pieghevole APSS vaccino contro papillomavirus
< Il Secolo XIX: In coma per un vaccino, la famiglia paga le spese
< Liberation: il caso di Marie-Océane
< E i nostri piccoli amici? Vaccinarli o no?
< Incentivi economici ai pediatri che fanno vaccinare
< Vaccinazioni a cottimo
< Premi ai pediatri che fanno vaccinare
< Epatite B: l'obbligo del vacino e gli interessi delle Case Farmaceutiche
< Eurosalus.com: danni da vaccinazione antinfluenzale
 

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