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Vaste, tesoretto di Puglia

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Nella terra dei Messapi

La pianura ondulata della Serra di Poggiardo offre sorprese paesaggistiche di notevole interesse come l'area faunistica venatoria della Falca, le immense distese di ulivo, i lecci di Reali e la pineta dei Mari Rossi. Poco più in là lo stupendo mare di Castro e Santa Cesarea. Siamo a Poggiardo, nel  Salento, nell'antica Apulia. Qui un tempo dominava Bastae o Baxta, vera dominatrice dell'area.

Arrivando a Poggiardo sentirete spesso parlare del  "tesoretto". Capirete subito che - però - ce ne sono due.

Uno è l'hotel quattro stelle all'entrata dell'abitato, che Tripadvisor giustamente segnala per la qualità dei suoi servizi e la bontà della cucina tipica salentina (assolutamente imperdibile). La struttura a gestione famigliare - e in fase di ampliamento - si distingue proprio per la qualità della ristorazione.
L'altro è ancor più prezioso ed è costituito dai 150 stateri d'argento fior di conio e dalle 17  "tesserae lusoriae" in avorio, che sono un rarissimo esempio di gioco romano rinvenuto grazie agli scavi archeologici che han permesso di dire con certezza come questa fosse la terra dei Messapi, un popolo che Erodoto vuole originario di Creta ma che studi recenti fanno risalire all'Illiria.

"Il nome di Messapi indicava un popolo posto tra i due mari" spiega il professor Giovanni Mastronutti dell'Università di Lecce. Il Salento è terra fortunata: da madre Natura ha ricevuto sia lo Ionio che l'Adriatico. E a Vaste i Messapi han lasciato tracce evidenti. 

Si può camminare sui loro passi visitando il Parco dei Guerrieri, dove è possibile vedere la ricostruzione di uno dei loro insediamenti, una necropoli annessa ad una basilica paleocristiana e una magnifica chiesa rupestre risalente all'anno 1000.

L'antica Basta era così fiorente che è nominata  nelle opere di Plinio e di Tolomeo. Proprio qui fu rinvenuto il primo esempio di scrittura messapica, su un blocco lapideo poi andato perduto, ma in seguito comparato con altri rinvenimenti sucessivi che han permesso di de-codificare quella iscrizione. La vita e la cultura di questo popolo antico pur nella scarsità di reperti, viene fatta risalire in realtà all'Età del Ferro come attesta un nucleo abitativo costituito da capanne rinvenuto nella zona e ricostruito nel "Parco dei Guerrieri".

I Messapi colonizzarono la penisola Salentina a partire dal IV secolo A.C lasciando segni di un'architettura con molte similitudini a quella greca di epoca micenea.

L'imponente cinta muraria  circoscriveva una superficie di più di 77 ettari.La cinta muraria si allungava per 3 chilometri. Al suo interno c'erano strade e luoghi di culto.

"Campagne di scavo hanno permesso di scoprire il monumentale Ipogeo delle Cariatidi, un ingresso a camere funerarie dotato di un architrave decorato e sostenuto da quattro magnifiche cariatidi" aggiunge Mastronutti. Oggi sono conservate tra i musei di Lecce e Taranto.

Nel 1156 (ma la data pare ancora incerta) l'orologio si fermò:  Guglielmo il Malo rase al suolo l'abitato e le mura furono abbattute. Ma restano i reperti nel  Museo Archeologico della Civiltà Messapica .

Il percorso espositivo ospita ricchi corredi delle tombe a sarcofago, vasellame decorato, fibbie, colonna funerarie dall'età arcaica ed ellenistica fino al medioevo. I reperti della ricca collezione, fruibili al momento, sono interessanti e di inestimabile valore: fibule, corredi funerari, cinte, due scheletri (l'atleta e il guerriero) ritrovati integri tra le sepolture della necropoli.


< la necropoli (le foto di questa pagina: C.Perer)


"Il museo nel 2015 sarà ampliato e dotato di nuove sale e servizi per poter esporre la ricchissima collezione del Comune" anticipa il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati. Si tratta di almeno 1000 reperti alcuni dei quali (i più preziosi) prestati ad importanti raccolte. E' il caso delle cariatidi, come detto, mentre altri sono purtroppo "scivolati" in mano altrui: è il caso del bellissimo vaso in bronzo oggi a Boston a seguito di una regolare vendita d'asta.


< l'abitato odierno con la magnifica piazza


Il cinquecentesco Palazzo Baronale, che ospita tanta storia è posto al centro del paese e si affaccia su una piazza che colpisce per la bellezza omogenea delle case circostanti e per il "caldo colore" della pietra salentina.
L'età recente di Vaste è quella che parte dalla ricostruzione dopo la devastante azione del "Malo". Vaste seguì le sorti del Principato di Taranto, sotto la signoria degli Orsini Del Balzo. Finchè a detenere il controllo non furono proprio i Guarini di Poggiardo. E anche oggi è Poggiardo a vigilare su di lei con l'area archeologica che ha assunto i connotati di un vero e proprio parco archeologico. Orgoglio e vanto di una terra che ha molto da offrire tra bellezze naturalistiche e patrimonio culturale.
(riproduzione riservata - luglio 2014 C.Perer)


< La chiesa rupestre dei Santi Stefani (foto C.Perer)
> Promozione del territorio (video)

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