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Nigeria: paese che sprofonda nella violenza

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L'orrore abita qui

I miliziani di Boko Haram  hanno giurato fedeltà allo Stato islamico Da anni colpiscono senza sosta le terre del nordest della Nigeria ma hanno perso il loro capo: lo riferiscono fonti militari africane.
L'integralismo islamico non conosce limiti e spaventa il mondo anche a seguito dei tragici fatti di Bruxelles e Nizza che per certi versi hanno "oscurato" la tragicità di queste notizie.

Non fa meno paura la repressione delle forze di sicurezza della Nigeria, sotto il comando dall'esercito, che hanno condotto una spietata campagna di esecuzioni extragiudiziali e atti di violenza che, dall’agosto 2015, hanno causato la morte di almeno 150 attivisti pacifici pro-Biafra nel sud-est del paese.

Lo ha denunciato Amnesty International in un rapporto basato su 87 video, 122 fotografie e un totale di 193 interviste (146 delle quali a testimoni oculari) riguardanti manifestazioni e altre iniziative organizzate tra l'agosto 2015 e lo stesso mese del 2016. I militari - si legge nelle conclusioni del rapporto - hanno sparato proiettili veri con scarso o nullo preavviso dell'intenzione di disperdere la folla.

Le forze di sicurezza, inoltre, si sono rese responsabili di esecuzioni extragiudiziali di massa, tra cui l'uccisione di almeno 60 persone nel giro di due giorni in occasione della Giornata della memoria del Biafra.

"La repressione mortale degli attivisti pro-Biafra sta esasperando la tensione nel sud-est della Nigeria. La sconsiderata tattica del 'grilletto facile' per controllare la folla ha provocato almeno 150 morti e temiamo che il totale effettivo possa essere assai più alto" - ha dichiarato Makmid Kamara, direttore ad interim di Amnesty International Nigeria che aveva diffuso di recente anche una serie di immagini satellitari per fornire l'altra faccia della violenza in Nigeria, quella di Boko Haram. Nelle immagini la scioccante e inconfutabile prova della dimensione dell’attacco portato  sulle città di Baga, a 160 chilometri di distanza da Maiduguri, e Doron Baga (conosciuta anche come Doro Gowon, a due chilometri e mezzo da Baga).

Le immagini riprese rispettivamente il 2 e il 7 gennaio 2016, prima e dopo l’attacco, mostrano i terribili effetti dell’attacco di Boko haram, che ha danneggiato o completamente distrutto oltre 3700 strutture. Nello stesso periodo il gruppo armato ha attaccato altri centri abitati. 

Migliaia di persone sono scappate verso il confine col Ciad o in altre parti della Nigeria, come a Maiduguri, capitale dello stato di Borno, aggiungendosi così alle centinaia di migliaia di profughi interni e di rifugiati che stanno mettendo a dura prova le comunità e i governi che li hanno accolti. Amnesty International ha chiesto ai governi di Nigeria e Ciad di garantire protezione e adeguata assistenza umanitaria a queste persone. 

27 novembre 2016
editing: Emilio Luzza
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