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Viaggi

Viaggiare con Ryanair, campione di antipatia

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(s)consigli per gli acquisti

27.10.2014 - Vietato appisolarsi e riposare un poco, tra una offerta e l'altra non ce la farete: prima il bar, poi i profumi, poi il gratta e vinci, poi lo steward che passa e dice "rifiuti prego, rifiuti prego" e con una borsa li ritira con l'altra recupera le riviste.

Ma è all'imbarco che si nota lo stile: perentoriamente caldeggiato aiutare la crew. Quindi mai arrivare al desk col foglio del ceck-in on line obbligatorio ripiegato, lo steward si innervosisce e a voce alta reguardisce la plebe: lo vuole steso ed aperto, possibilmente con carta d'identità altrettanto aperta. E' d'obbligo non far spazientire il personale Ryan in manovre inutili e dispendiose.

Ryanair ha un primato: è certamente la compagnia più usata ma anche la peggio digerita. Diciamolo subito: si vola con Ryanair perché i treni hanno ancora costi nettamente superiori e servizio spesso carente - a meno che non si viaggi con una costosa freccia argento e si possa usufruire del più conveniente e accattivante Italo.

È insomma la politica dei prezzi - nonché l'alto numero di tratte servite - a spingere il consumatore verso il sempre più fastidioso abbraccio con gli irlandesi,  ma se dovessimo guardare a comfort di volo, simpatia e rapporto con la clientela, Ryanair sarebbe l'ultima compagnia  a ricevere la nostra  preferenza.

La customer care per una compagnia che ha nel marketing la sua più cospicua attività é infatti assai carente. Al desk imbarco inizia la sciocca e ancora incomprensibile prassi della separazione tra i viaggiatori priority (che poi attendono quanto e come i comuni mortali) e i basic. Si arriva al parossismo che se i priority sono pochi, per non far viaggiare a vuoto il bus-shuttle verso l'aeromobile, si caricano anche tutti gli altri. Ma attenzione come non far perdere loro la percezione di essere viaggiatori speciali? Basta una corda per separare gli uni dagli altri: lo abbiamo visto nel volo Bergamo-Palermo dello scorso 9 settembre.

La corda serve a garantire a chi ha pagato il supplemento (per cosa non si capisce), di avere il privilegio di scendere per primi dalla navetta e salire per primi sull' aeromobile. E il posto riservato l'hanno come tutti gli altri.

Tutta da bocciare - sul piano della trasparenza e della comunicazione - la vendita della lotteria 'gratta e vinci' a favore di non meglio precisate "associazioni benefiche" come la voce della hostess annuncia prima di passare col carrello. Nel volo Bari-Bergamo dello scorso 26 ottobre ci siamo presi la briga (e di certo il gusto) di domandare allo steward quali sono. Ci ha mostrato il gratta e vinci dove - in piccolo-piccolo - si  cita "un ospedale di Firenze", ma se si consulta la rivista di bordo - che viene solo data in visione -   l'ospedale beneficiario è il Noemi Hospital. Di dove? Non si sa.

Quanto al sevizio a bordo é un continuo andirivieni: prima per il bar (a prezzi non proprio low cost), poi il carrellino di profumi con cosmetici a prezzi pressochè "normali". Alla fine la trombetta all'arrivo con applauso immancabile dei passeggeri  anche quando l'atterraggio non è proprio lineare per una consuetudine tutta italiana, sembra il degno suggello ad un volo pieno di offerte speciali che ha trasformato la professione dello steward e della hostess, un tempo ammirata e sognata da molti, in un banalissimo ruolo di venditori: seat-by-seat (sedile-a-sedile).

c.perer
 

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