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Matmata, sorrisi Berberi

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Viaggiare in Tunisia

(di Corona Perer) - In cucina c'è tutto. Magari non c'è il frigorifero: non serve, visto che questa casa è pensata per stare al fresco.
Inoltre si fa magazzino di alimenti liquidi e secchi, mentre si è parsimoniosi su carne (si acquista il quantitativo necessario) e verdura, che si mangia soprattutto cotta.
Ma la scorta c'è: la cassettina delle uova, quella dei peperoni per la salsa piccante che domina su ogni tavola tunisina, la menta fresca che serve per il tè.

La cucina berbera appare un affresco - stampato sul muro - di otri e giare, con il miele, l'olio, la semola di frumento per il cuscus, l'orzo (che viene raccolto ancora verde e poi tostato), il fieno greco, le lenticchie, il cumino, i datteri.

La casa è scavata nella roccia: l'abitazione tipica dei "trogloditi" termine che sembra stridere con il termine più corretto di "Berberi" ha una sua tradizione architettonica. Prima si scava il patio e poi le celle interne: la cucina, il soggiorno, la camera da letto con rudimentale doccia, la stanza per i giochi dei bambini, la stanza per il forno e quella per la macina. Sulla porta c'è la coda di un pesce: portafortuna e scaccia-malocchio.

Nel magazzino c'è qualche corda, della legna per il forno, una pelle di cinghiale (animale che non si mangia e serve solo come pellame) e lo stomaco di un dromedario che diventa una stupenda borraccia per l'acqua.
Siamo infatti nel deserto a Matmata dove ci riceve una famiglia sorridente e ospitale di Berberi. Il capofamiglia è il figlio maggiore, l'anziana madre è intenta a macinare, la figlia prepara immediatamente il tè alla menta e corre a servirlo nell'aia: sul vassoio piccoli bicchierini da bere in un sorso e degustare insieme a mandorle di una croccantezza e sapore memorabili.

Poi c'è la zia, che taciturna presidia l'uscio e si offre alle foto come se pagasse un fastiodioso pedaggio: sa che questa etnia è un prezioso vanto dei patrimoni tunisini. E' antica ed è la popolazione autoctona che da sempre abita le regioni desertiche.
Hanno carnagione scura, mulatta. Ritenuti come una popolazione di origine del Nordafrica, esterna gli Arabi, sarebbero giunti in queste regioni solo a partire dal VII secolo.
In realtà per quanto si risalga indietro nel tempo i Berberi sembrano avere popolato il Nordafrica fin dal Neolitico. Questo popolo è entrato nella storia già 5000 anni fa: popolazioni berbere sono infatti citate nei testi egiziani fin dal 3000 a.C.

Il deserto che abitano è "loro proprietà" e quindi rappresentano il cuore del popolo tunisino.
Berberi significa "uomini liberi" parlano il tamazight. Il termine 'berbero' deriva dal termine francese berbère, a sua volta derivato dal vocabolo arabo barbar, il quale, probabilmente, non fa che riprodurre la parola greco-romana barbaro (che designava chi non parlava il latino o il greco).
Intorno al III secolo a.C. si creano veri e propri stati berberi, con re e dinastie. Vengono da questi gruppi etnici i regni di Numidia e di Mauritania. A quest'epoca risalgono alcune figure celebri come Massinissa, Giugurta, Giuba II.

Dopo diverse vicende che li videro sempre meno autonomi, i regni berberi persero definitivamente la loro indipendenza nel 40 d.C., sotto Caligola.
Ma durante la dominazione romana molti Berberi emersero nelle arti, nella politica e nella religione, esprimendosi nella lingua scritta del tempo: il latino.


< la borraccia è lo stomaco di dromedario


Erano Berberi scrittori  come Terenzio, Apuleio, e Tertulliano. Berberi erano anche santi cristiani come San Cipriano, San Vittore, Sant'Agostino e sua madre Santa Monica. Berberi anche alcuni papi che provenivano dalle prime aree della cristianizzazione nord-africana come Vittore I, Melchiade, Gelasio I. Perfino alcuni imperatori erano di origine berbera. Uno per tutti: il libico-punico Settimio Severo.

La lingua berbera o tamazight appartiene alla famiglia linguistica afroasiatica o camito-semitica. La sua estensione copre tutta l'Africa del Nord, dall'Oceano Atlantico fino all'Egitto occidentale.
La lingua tamazight è stata duramente repressa negli anni passati dai paesi del Nordafrica che si proclamano "arabi" e procedono a sistematiche campagne di arabizzazione e ancora oggi, in tali paesi, non esistono canali di diffusione scritta od orale prettamente berberi o reti televisive berbere.
Ma una rete televisiva satellitare in berbero è stata invece realizzata in Francia ("Berber TV"). Ultimamente sono nati due canali televisivi in lingua berbera rispettivamente in Marocco (Canale Tamazight) e Algeria (Tamazight TV).

Molte associazioni culturali, in Nordafrica e nei paesi di emigrazione, sono sorte per rappresentare le istanze dei Berberi e per difendere i loro interessi e i loro diritti negati.
Dal 1997 esiste un'organizzazione sovrannazionale indipendente. il Congresso Mondiale Amazigh, che mira a rappresentare con una voce unica a livello internazionale le associazioni culturali berbere di ogni parte del mondo.
(C.Perer - Matmata 16 novembre 2013)
 

< il capofamiglia: fotoservizio Corona Perer
   riproduzione vietata

 

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