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Marocco, il Festival Internazionale dei Nomadi

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M’hamid El Ghizlane

Se volete andare in Marocco, marzo è il mese più particolare. Ogni anno si festeggia simbolicamente l’arrivo della primavera con un festival che incendia il deserto con la musica, elemento principale della cultura nomade.

Tre giorni di amicizia e condivisione, di festa e di riflessione, a cui sono invitati a contribuire con il loro talento e le loro specificità gli abitanti del luogo, artigiani di vario mestiere, artisti locali, nazionali ed internazionali organizzati da l’Association Nomades du Monde, con il patrocinio della Provincia di Zagora e del Ministero della Cultura del Marocco,  a M’hamid El Ghizlane cittadina in prossimità del deserto ad un centinaio di chilometri a sud di Zagora.

Tribù provenienti da tutto il mondo si riuniranno per rappresentare l’arte in tutte le sue forme: poesia, canti, danze, musica con spettacoli, attività tradizionali e tavole rotonde. Un ricco programma che include una quindicina di concerti tra cui quelli di Terakaft, famoso gruppo blues touareg, e del cantante e chitarrista maliano Afel Bocoum. In una crescente varietà di generi, altri artisti si uniranno alla festa, come La Nati che danzeranno “Yalil Flamenca”, i cantanti norvegesi Sapmi che si esibiranno nel tradizionale “Joïk”, i marocchini Mnat Azawan, Said Senhaji, Farid Ghannam, Said Charaadi, Kel Tamasheq Oued Noun, Dakat Sif, e giovani gruppi emergenti di M'hamid.

Ma il festival oltre al divertimento pone l'accento anche sulla discussione e l'approfondimento con conferenze e dibattiti su argomenti relativi all’eco-sostenibilità e alla valorizzazione della cultura locale come la “Diffusione e promozione del patrimonio culturale dell'oasi di M'hamid” a cura dell'associazione spagnola Terrachidia e “L'agricoltura nelle oasi al servizio dei nomadi” di Georges Toutin.

Nel corso delle giornate della manifestazione sono di scena gli usi e costumi tradizionali dei nomadi, quali corse dei cammelli (Ellaz), partite di hockey sulla sabbia (Mokhach) e dimostrazione di una delle attività essenziali del deserto: la preparazione del pane di sabbia (Mella).

Di risonanza mondiale, il Festival Internazionale dei Nomadi contribuisce allo sviluppo socio-economico di M'hamid - comunità rurale di 8.000 abitanti alle porte del deserto - e ha reso la regione una delle mete preferite dal turismo sostenibile e culturale.
M’hamid El Ghizlane, che significa “la piana delle gazzelle” e che in tempi passati era un’oasi per i nomadi che vi trovavano rifugio dalle intemperie e dalle tempeste di sabbia, può essere considerato il punto di partenza per visitare il territorio e le sue bellezze. Un modo più autentico per avvicinarsi al patrimonio naturale e storico che non solo è parte integrante dei paesaggi rurali ma anche tutelato dal programma Patrimonio e Eredità, il piano strategico che il Marocco ha avviato nell’ultimo decennio proprio per far emergere l’identità culturale del Paese con progetti di ristrutturazione secondo le tecniche originali.

Nell’incantevole scenario davanti all’immensità delle dune il Festival è quindi una forma di scoperta genuina della cultura nomade e l’occasione per esplorare un itinerario semplice ma di straordinaria bellezza: dalle dune di Erg Chigaga fino a Ouarzazate lungo la valle del Drâa, oasi lussureggiante ed incontaminata che si snoda sotto le mura e le torri delle kasbah e ksour che mantengono ancora intatto il fascino e l’architettura di un tempo.


Per maggiori informazioni:
https://nomadsfestival.wordpress.com/
 

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