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Ambiente

Disastro ambientale in Vietnam

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Sguardi sul mondo

di Luca Penasa - Da un mese circa il Vietnam e' scosso da un grosso caso ambientale. Alcune settimane fa, tonnellate (si dice un centinaio) di pesci morti si sono arenati sulle coste delle province di Ha Tinh, Quang Binh, Hue e Quang Nam, nel Vietnam centrale. Subito si e' partiti alla ricerca della causa e le prime indagini hanno puntato il dito contro Formosa, un'acciaieria cino-taiwanese che si trova in una Zona Economica Speciale nella provincia di Ha Tinh. L'acciaieria ha una grossa tubatura di scarico di reflui che termina nel mare. A quanto parrebbe, il sistema di depurazione dell'impresa sarebbe in regola; cio' che avrebbe potuto portare alla morte dei pesci e' una sostanza chimica che l'acciaieria ha utilizzato per pulire il tubo, senza previa informazione e consenso del Dipartimento dell'Ambiente.

Si usa il condizionale, perche' l'inchiesta del governo ha indicato come causa della morte dei pesci in delle risorgenze di alghe dovute a eutrofizzazione dell'acqua (la perdita di ossigeno dovuta alla crescita eccessiva di alghe, causata da alte quantita' di sostanza nutritive, come residui di fertilizzanti) e altre sostanze tossiche. La spiegazione ha lasciato molti perplessi e dubbiosi sulla sua validita'. A far crescere i dubbi ha contribuito la morte per avvelenamento di un sub che lavorava all'interno della zona incriminata. Non ha aiutato la situazione il commento di uno dei dirigenti dell'acciaieria che in una conferenza stampa ha detto: "volete pesci o acciaio? Dovete scegliere", salvo poi fare ammenda piu' tardi. Nel frattempo, la gente e' scesa in piazza a protestare ad Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang, e le manifestazioni sono sfociate anche nell'arresto di alcuni manifestanti. Dei sub hanno effettuato immersioni nella zona, trovando il fondale privo di vita.

La primavera non sta portando bene; dopo lo scoppio del caso di Ha Tinh, numerosi altri stanno venendo alla luce: una serie di balene morte nelle zone centrali del Vietnam, 17 tonnellate di pesci morti nella provincia di Thanh Hoa, un altro numero imprecisato di tonnellate morto in diverse fattorie nel fiume Dong Nai, vicino ad Ho Chi Minh city, e tutto punta a contaminazioni dell'acqua di origine industriale.

Oltre all'inquinamento, il delta del Mekong, ossia la risaia del paese, e' vittima del peggiore caso di siccita' di sempre. Da un anno il fenomeno metereologico noto come El Nino ha portato siccita' su tutto il Sud-Est asiatico, ed il Vietnam e' stato uno dei paesi piu' colpiti. Alla mancanza di acqua ha anche contribuito il grande numero di dighe che ha limitato la portata dei corsi d'acqua; questo ha portato all'intrusione di acqua marina verso l'interno per decine di chilometri, un fenomeno che mette ancora piu' a repentaglio l'agricoltura. 18.000 famiglie sono senz'acqua potabile e in molti comuni migliaia di persone hanno iniziato a migrare alla ricerca di lavoro per mantenere la loro famiglia.

Il Vietnam e' uno dei paesi maggiormente a rischio in caso di innalzamento del livello del mare causato dallo scioglimento dei ghiacci; una percentuale consistente del suo territorio finirebbe sott'acqua, e soprattutto le sue zone agricole piu' fertili e produttive. Se ai problemi di origine globale si aggiungono quelli locali le prospettive per il futuro non sembrano troppo rosee.
 

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