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I vini di Cipro

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Enologia nell'antichità

Il magnifico volto della fanciulla che al museo archeologico di Nicosia è esposta accanto ad Afrodite - ed è forse tra le prime tante rappresentazioni della dea - mostra un dettaglio interessante: i suoi orecchini sono...due grappoli d'uva.

E' provato che i ciprioti conoscevano il vino e lo producevano già 5000 anni fa e a dimostrarlo è stata l'archeologa italiana Maria Rosaria Belgiorno che ha rinvenuto tracce di vino rosso in una grotta del periodo calcolitico della stessa qualità di un residuo secco che si trovava all'interno di una brocca antica del 3000 a.C..

L’enologia a Cipro vanta quindi una lunga tradizione che risale ai tempi degli antichi Greci, Romani ed Egiziani. I vini di Cipro sono citati nella Bibbia e nei testi del nostro Rinascimento, erano però già molto apprezzati nell’antichità, ed  hanno sempre rivestito, nel corso del tempo, una grande importanza nella vita della gente del luogo.

Il recente ritrovamento a Pafos di antiche monete, che raffigurano, su un lato, una vite, costituisce una chiara prova del fatto che il vino era per l’isola una significativa fonte di ricchezza. Ulteriori elementi a sostegno di tale importanza si possono rinvenire nelle scene dei mosaici di Pafos, in particolare di quelli nella Casa di Dioniso, il Dio del vino, raffiguranti gli allegri festeggiamenti dei primi produttori di vino e gli effetti inebrianti prodotti dalla pregiata bevanda.

> Pafos: i mosaici e la prima rappresentazione
del consumo (inebriante) del vino cipriota



L’arte della produzione del vino era conosciuta a Cipro in epoca ben anteriore ai racconti del geografo greco Strabone, risalenti intorno all’epoca di Cristo. Nel Medio Evo i pellegrini che si recavano in Terra Santa bevevano con soddisfazione la Commandaria cipriota. Nel XIX secolo il vino si vendeva in otri di pelle di capra. Il proliferare di nuove cantine di produzione negli ultimi decenni, dimostra che i ciprioti sono rimasti fedeli, con grande orgoglio, alla loro tradizione vinicola.

> Omodos: un'antica pressa per pigiare
l'uva


La principale zona di produzione vitivinicola si trova oggi sui pendii meridionali dei monti Troodos. A Panaya vi è una fra le più dinamiche cantine del territorio. Nata nel 1987 ha portato la sua produzione da 10.000 a 300.000 bottiglie con 7 etichette ricavate da varietà autoctone: il Mavro, lo Xinisteri, l’Ophtalmo ed il Muscat.

Andar per cantine nell'isola di Cipro è concedersi a degustazioni slow accompagnate dai prodotti tipici locali. In genere viene offerto il formaggio dell'isola, l'allumi oppure il prosciutto di lonza molto simile al nostro speck. Oppure lo si degusta assaggiando carne di capra essiccata, salata e aromatizzata con il rosmarino che abbonda spontaneo.

Ad accompagnare la degustazione c'è sempre l'ottimo pane cipriota che è spesso prodotto con l'acqua di ceci e  farine integrali, quasi sempre rivestito di sesamo.

Nelle taverne tipiche, nelle vinerie e nei locali tiopici i vini locali sono serviti con orgoglio, ma una degustazione nei villaggi e  nei monasteri o in numerose piccole cantine disseminate sul territorio offre quel contatto con l'ospitale gente cipriota sempre pronta a condividere in ossequio alla tradizione orientale per cui il viaggiatore "deve" accettare quanto gli viene offerto. A Vouni al Centro Enologico Locale si promuovono e valorizzano ben 22 piccole cantine produttrici della zona.

Vino assolutamente biologico ricavato dai vitigni classici di Cipro.

Da Mavro, Xinisteri e Ophtalmo si producono vini ricchi, vigorosi, forti. Grazie ad un sforzo congiunto, volto ad ampliare la gamma dei vini locali, sono stati introdotti vitigni europei continentali, come il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Grenache ed il Palomino, con cui sono stati prodotti vini più delicati, maturi, fruttati.

Il vino dolce cipriota, la Commandaria, è annoverato tra i vini “a denominazione” più antichi al mondo. Secondo la leggenda, la Commandaria è stata prodotta, in origine, dai Cavalieri Ospitalieri prima ed i crociati poi; per Riccardo Cuor di Leone, grande estimatore, la definì “il Vino dei Re ed il Re dei Vini”.

 E a fine pasto ma anche come aperitivo si gusta la Zivania, la famosa grappa di Cipro, ottenuta dalla distillazione di succo d’uva.
(Nicosia - Corona Perer) -

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