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Vinitaly 2016: ecco i dati sul fatturato del vino

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Economia del vino

Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia è cresciuto ancora del 3% nel 2015, raggiungendo il valore record di 9,7 miliardi di euro, per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,4 miliardi (+5%), massimo storico. Lo afferma un'analisi della Coldiretti, diffusa nel giorno dell'inaugurazione del 50/O Vinitaly di Verona.

Dopo anni, sono state in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale, pari a circa a 4,4 miliardi, per effetto anche dell'aumento nella grande distribuzione organizzata (+1,3%). Il buono stato di salute del vino italiano traina l'occupazione in agricoltura che in controtendenza fa registrare un andamento positivo nel 2015. Si stima, secondo la Coldiretti, che il vino abbia offerto durante l'anno opportunità di lavoro ad un milione e trecentomila persone (+4%) tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell'indotto.

L'analisi di Coldiretti sottolinea che l'Italia, con una produzione di vino di 47,4 milioni di ettolitri ha conquistato il primato mondiale di produzione del vino, davanti ai francesi, mentre dal punto di vista qualitativo segnala che quasi una bottiglia prodotta su tre (32%) è a denominazione di origine.

Un dato che assegna al nostro Paese il primato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt). Nel 2015 rispetto all'anno precedente le vendite hanno avuto un incremento in valore di oltre 13% negli Usa; nel Regno Unito l'export è cresciuto dell'11%, in Germania si è mantenuto sostanzialmente stabile. In Oriente le esportazioni sono cresciute sia in Giappone sia in Cina, rispettivamente in valore del 2% e del 18%. Negli Stati Uniti - continua Coldiretti - sono particolarmente apprezzati il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco che piace però molto anche in Germania insieme all'Amarone della Valpolicella e al Collio. Lo spumante è stato il prodotto che ha fatto registrare la maggior crescita all'estero, con le esportazioni che aggiunto il record di 985 milioni di euro (+17%).

«Vinitaly si conferma una fiera internazionale dove, accanto al business, si definiscono le linee politiche italiane e si discutono ad alto livello i progetti europei; segno che il futuro del vino passa sempre più da Verona». Lo dice il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, a margine dello European Forum of wine-producing Countries, il Forum dei ministeri dell’Agricoltura dei principali paesi europei produttori di vino, convocato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

«Dopo l’inaugurazione di Vinitaly da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ringraziamo per il tributo che ha voluto riconoscere a questi primi 50 anni di attività e la presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ci ha onorato – prosegue Danese – grazie all’intenso lavoro del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, la rassegna di Verona è stata teatro di un altro evento di grande profilo istituzionale, segno del prestigio internazionale di cui gode Vinitaly e il comparto vitivinicolo italiano».

Positiva, per il presidente Danese, l’individuazione del Forum internazionale – che ha rappresentato oltre l’80% dei produttori europei - di «elementi chiave per il futuro, come la semplificazione, la competitività e la qualità, aspetti sui quali Vinitaly da tempo pone l’attenzione per affrontare sia il mercato interno che la sfida dell’internazionalizzazione».

Il Forum è stato organizzato dal Ministero italiano delle Politiche agricole e ha visto la presenza, accanto al ministro Maurizio Martina e al viceministro Andrea Olivero, di ministri e delegati da Francia, Portogallo, Spagna, Slovenia, Ungheria, insieme a Paolo De Castro in rappresentanza del Parlamento europeo.
Il vino va gustato anche con la consapevolezza dei suoi rischi. Con lo slogan Enjoy your wine, don’t drink your life c'è anche la Polizia di Stato che torna per il secondo anno a Vinitaly con la sua campagna di sensibilizzazione “In vino virtus" per promuovere, in particolare tra i giovani, i valori della guida sicura contro la guida in stato di ebrezza. L’obiettivo, che anche Vinitaly sostiene ormai da molti anni, è di promuovere il bere moderato e di qualità in contrapposizione al fenomeno del binge drinking, cioè del bere per lo sballo.
 

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