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Persone e idee

Lucia, la forza delle donne

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8 marzo 2015

Lucia Annibali, sfigurata dal suo ex per mano di terzi assoldati come sicari, è una donna coraggiosa, che mostra il suo volto e porta con dignità la sua ferita. Al Mart di Rovereto ha mostrato il suo volto di forza e parlato della sua esperienza raccontata anche nel libro "Io ci sono. La mia storia di non amore" di fronte ad un folto pubblico che l'ha ascoltata con attenzione e applaudita per le sue parole di forza e coraggio.

In occasione della Giornata della Donna è inevitabile parlare delle tante occasioni in cui il genere femminile è violato: non solo in termini di violenza, ma anche in fatto di pari opportunità. Se i dati fanno registrare una diminuzione nei feminicidi (152 nel 2014 ma pur sempre al ritmo di uno ogni 3 giorni, il 66% dei quali in ambito famigliare), per le pari opportunità resta la macroscopica ingiustizia della disparità nei trattamenti economici: le donne guadagnano meno degli uomini. 

Quanto al tema della violenza si ribadisce che serve una nuova cultura. Per questo già in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne la Provincia autonoma di Trento aveva lanciato la campagna "Io posso scegliere, scelgo di cambiare" ( > clicca qui).

Due brevi video di Katia Bernardi promuovono il nuovo servizio "CambiaMenti" attivato dalla Provincia: un percorso di gruppo che si rivolge agli uomini autori di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale o di stalking nei confronti delle loro partner o ex partner. L’obiettivo principale è quello di ridurre il rischio che si verifichino nuovi comportamenti violenti. L’intervento è riservato ai residenti nel territorio trentino ed è completamente gratuito.

Partendo dal presupposto che la violenza sia un comportamento appreso, una scelta, e che in quanto tale possa essere modificata, esistono numerose esperienze di programmi per uomini maltrattanti, che se sono un’azione nuova per l’Italia, godono di un’esperienza scientifica ormai consolidata in molti paesi europei (come la Spagna e l’Inghilterra) e non (come gli Stati Uniti, in cui le prime esperienze risalgono alla fine degli anni 70).
Tali programmi puntano innanzitutto a rendere responsabili dei comportamenti agiti e delle loro conseguenze gli uomini che utilizzano la violenza, insegnando loro, in un secondo momento, modalità di risposte non violente.

La Legge provinciale 9 marzo 2010 n.6 prevede tra i servizi antiviolenza la realizzazione di tali percorsi di rieducazione rivolti al maltrattante, proprio al fine di “prevenire la reiterazione dei comportamenti violenti” . Sul territorio provinciale tale modalità di intervento è arrivata al terzo anno di sperimentazione grazie a “CambiaMenti - percorso antiviolenza per uomini”, intervento psicoeducativo di gruppo specializzato nella rieducazione di uomini che hanno agito comportamenti violenti nei confronti delle loro partner o ex partner, che nell’edizione di quest’anno ha coinvolto 15 uomini, 10 dei quali italiani, in un percorso durato 7 mesi.

Gli spot e la cartellonistica che compongono tale campagna intendono rivolgersi quindi prevalentemente al pubblico maschile, e nascono a loro volta da un confronto con gli stessi uomini che stanno frequentando il percorso CambiaMenti.

La campagna comunicativa non si connota né in senso punitivo né, nel modo più assoluto, giustificatorio, bensì preventivo e propositivo, cercando di mettere in luce la possibilità di scelta dell’uomo: di chiedere aiuto, di rivolgersi a CambiaMenti, di porre fine ai suoi comportamenti violenti.



> La definizione ONU di "violenza sulle donne"
> One Billion Rising
 

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