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Salute

Team italiano per il virus zika

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progetto con ZikAlliance

La mappa mondiale della diffusione del virus (foto a lato) per ora parla dell'emisfero sud, ma gli esperti sono in allarme.La preoccupazione cresce in Europa, dove sono stati registrati - in Gb, Italia e Spagna - primi casi di infezione da virus Zika in persone che rientravano da viaggi nei Paesi colpiti tanto che le autorità britanniche hanno sconsigliato alle donne in gravidanza di viaggiare nelle zone a rischio di contatto con il virus, che causerebbe gravi patologie fetali quali la microcefalia.

Zika preoccupa anche Usa e Russia. Castro ha sottolineato come il Brasile conviva da tre decenni con le zanzare Aedes, vettori dell'infezione, senza riuscire a debellarle. Ma, secondo il portavoce dell'Oms, Christian Lindmeier, è presto per dichiararsi sconfitti: ''Se la realtà fosse questa potremmo abbandonare tutto, ma non è così'', ha commentato. E anche gli Stati Uniti hanno alzato il livello di allerta.

Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler sono gli unici enti di ricerca italiani, assieme all'Università di Siena, a far parte del neocostituto consorzio scientifico internazionale  ZikAlliance che ha ricevuto dall’Unione Europea 12 milioni di Euro nell’ambito del programma Horizon 2020, per realizzare un progetto di ricerca all’avanguardia contro l’epidemia provocata dal virus Zika in Sud America e nei Caraibi e il conseguente rischio di diffusione a livello globale.

I due team coinvolti sono il gruppo di Ecologia applicata coordinato dal Roberto Rosà del Centro Ricerca e Innovazione FEM, e il gruppo di processi dinamici (DPCS) coordinato da Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler, che per un periodo di tre anni lavoreranno assieme ad altri 50 gruppi di ricerca di 18 paesi, integrando conoscenze biologiche e modelli matematici.

Il consorzio sarà coordinato dal virologo Xavier de Lamballerie (Università di Aix-Marseille), e le attività avranno ufficialmente il via con il meeting iniziale del progetto che si terrà il 4 e 5 dicembre prossimi a San Paolo in Brasile.

ll team di ricerca trentino FEM/FBK lavorerà all’interno di ZikAlliance con un approccio altamente interdisciplinare, integrando le nuove conoscenze biologiche ed epidemiologiche legate alle infezioni trasmesse da zanzare con la formulazione di modelli matematici utili per la valutazione del rischio di introduzione e diffusione in Europa di alcune malattie importanti di origine tropicale e veicolate dalle zanzare come Zika virus, Dengue e Chikungunya. Uno dei principali obiettivi del progetto è di implementare una piattaforma di ricerca che consenta una pronta attivazione nel caso di futuri rischi di epidemia.

www.giornalesentire.it - 2016

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