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Welfare e capitale sociale: incrementarlo si può

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Ponti relazionali

"Dobbiamo smetterla di pensare che chi si trova in stato di bisogno, possa solo chiedere: può anche dare". L'assessore ai servizi sociali del Comune di Rovereto Mauro Previdi, parte da una constatazione. "Quando una persona  si sente utile, si sente realizzata e se si sente gratificata personalmente, migliora le sue relazioni con il mondo. E quindi riduce la sua situazione di disagio".

Da qui la proposta: riattivare il capitale sociale proponendo a chi si rivolge ai servizi sociali, e ottiene assistenza, di restituire qualcosa a quella società che lo ha aiutato. Nasce così il progetto "Intrecci" che vede la cooperativa sociale Gruppo 78 interagire con i servizi sociali per costruire "ponti relazionali". In sostanza offre attività di tutoraggio cioè segue l'utente (o meglio lo accompagna), per trasformarlo in volontario. Lo slogan è "anch'io posso" e con questa formula si attivano nuove forme di cittadinanza attiva, valorizzando il volontariato come esperienza che "rigenera" la persona.

L'iniziativa in forma sperimentale era già stata avviata all'interno dei servizi sociali di Rovereto, la novità è che ora - a costi zero per il Comune - si avvale di una realtà associativa che sistematicamente individua le soluzioni possibili. E' dunque diventata un progetto, con durata annuale e partners istituzionali: il progetto è finanziato da Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale. Una incaricata ad hoc della Cooperativa Gruppo 78 opera per indviduare le competenze del singolo che si è rivolto ai Servizi Sociali e reperisce in loco la realtà dove inserirlo conj il sostegno a distanza di Cavoss che è il coordinamento delle Associazioni di Volontariato Socio Sanitario.

Alla presentazione del progetto c'erano due testimoni un tempo utenti, oggi volontari: Iuri e Gelsomino. Il primo fa il giardiniere all'asilo Rosmini, il secondo si offre a tenere compagnia a persone sole. Erano persone in difficoltà, ora sono anche una risorsa.

E questo è il nuovo modo per progettare welfare, creando al tempo stesso una comunità accogliente.
"Noi mettiamo in collegamento due mondi, in sostanza, al momento stiamo lavorando su 5 volontari, miriamo ad arrivare ad attivarne almeno 20 in uno spazio di cittadinanza che potenzialmente è molto più vasto" spiega Flavia Ischia che farà da tutor. "Gli utenti che afferiscono ogni anno ai servizi sociali sono almeno 1500" aggiunge la dirigente dei Servizi Sociali Federica Sartori "quindi la nostra è una proposta di nuova cittadinanza che può crescere ed essere diffusa su tutto il territorio". 

I risultati sono evidenti: sul soggetto protagonista dell'intervento che aumenta la sua autostima e migliora la sua relazione con il mondo e sulla società civile con più coesione sociale, più cultura civica. "E' un progetto assolutamente in linea con la nostra visione amministrativa che punta alla relazione" ha concluso l'assessore Previdi. "Si lavora sul capitale sociale, sui valori della solidarietà e sulla condivisione e si realizza al meglio la nostra volontà poilitica di agire sul mondo associativo e sul volontariato valorizzando competenze e premiando i progetti a favore  della collettività".

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