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Scienza e ricerca

WitLab, il laboratorio per chi pensa prototipi

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Rivoluzione in bottega

Lo spazio non è una classica “officina artigiana” ma assomoglia molto al vecchio garage del nonno, solo che qui dentro abita il futuro. WitLab, presentato oggi a Rovereto in anteprima nazionale, è stato pensato sia per la condivisione d’informazioni e competenze, che per fare formazione per le scuole e gli apprendisti. 

Ma l'idea geniale dei suoi fondatori è offrire un servizio avanzato per tutte le imprese insediate negli spazi di business innovation di Trentino Sviluppo (ed anche per qualsiasi impresa trentina), che vogiono provare a prototipare un prodotto prima di realizzarlo. Vi par poco? Qui ognuno, anche un semplice privato con l'anima dell'inventore, può andare a stamparsi ciò che ha ideato dopo averlo disegno con tecnologie cad. Può abbonarsi e usare le macchine a ore, al mese, l'anno...secondo formule cheap che vogliono facilitare e favorire il basso costo. "Altrimenti non si sperimenta", spiegano gli inventori.

Raccontano che l'idea è venuta da una domanda fatta dalla stessa Trentino Sviluppo quando qualche anno fa, quando la loro start-up venne premiata per tutt'altro: aver cioè concepito uno "spremitore di rifiuti" che andrà in produzione e sarà venduto a breve

"Ci chiesero: di cosa avreste avuto bisogno per creare questo progetto? La risposta fu: di un laboratorio dove studiare e fare il prototipo" spiegano Andrea Saiani  ed Emanuele Rocco che hanno fondato
insieme a Leonardo Benuzzi il Laboratorio.


Grazie a questa risposta la lampadina dell'idea si è accesa non solo in loro ma anche in Trentino Sviluppo che ha facilitato l'insediamento di questo spazio nel suo incubatore di Progetto Manifattura. E così ecco WitLab che prende spunto da analoghi laboratori molto diffusi in America, dove ce ne sono almeno 250 (attualmente sono circa 30 in Italia, ma non così grandi).

Qui è possibile progettare e prototipare le invenzioni green e hi-tech che rivoluzioneranno l’economia del XXI secolo, che in qualche modo segnano il ritorno del grande artigianato di bottega made in Italy.

A Rovereto, WitLab nasce con una marcia in più: è già uno dei più grandi Fablab d’Europa, un laboratorio artigiano hi-tech, con stampanti 3D, un’officina per imprese grandi e piccole, nuove e mature, dove fare sperimentazioni e prototipazioni di elettronica e programmazione robotica, falegnameria, una stazione di design e progettazione a tre dimensioni. Ed è l'unico al mondo ad essere agganciato ad un incubatore come Trentino Sviluppo.

< stampante 3D in funzione: sta creando
un piccolo robot di plastica
fotoservizio: www.giornalesentire.it


 

A disposizione il team ha 300 metri quadri, dove condividere saperi, know-how, idee, consigli tecnici, stringhe di codice, componenti cibernetiche o di materiali riciclati.

Il nome di questo spazio, WitLab, deriva dall'unione delle parole Witted e Fablab. Witted Srl è una startup innovativa che si occupa dello sviluppo di prodotti nell’ambito delle tecnologie green e medicale. Il concetto di FabLab, invece, dall'inglese “Fabrication Laboratory”, laboratorio di fabbricazione, nasce nel 2001 al Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology, Boston, USA), con lo scopo di rendere facilmente accessibili molte delle tecnologie di prototipazione veloce (fast-prototyping) e di sviluppo prodotto.

A cosa serve nel concreto? Innanzitutto per trasformare un’idea di prodotto in realtà: dall’oggetto di design al prototipo meccanico. Sono tante le cose che si possono realizzare: dalla custodia innovativa per l’iPhone alle componenti per la prossima generazione di impianti ad energie rinnovabili, dai circuiti per sistemi robotici al design di raffinate lampade LED.


< Andrea Saiani (a sinistra) ed Emanuele Rocco
studi all'estero e un'impresa in comune: il
laboratorio che hanno fondato
insieme a Leonardo Benuzzi




"Spesso realizzare un prototipo da testare prima di metterlo sul mercato può costare anche centinaia di migliaia di euro. Ci si deve affidare ad artigiani specializzati, spesso più di uno, per realizzare ad hoc pezzi su misura per il proprio prototipo" spiegano Rocco e Saiani.

Grazie a tutte le macchine di nuova generazione presenti nel Witlab (frutto di un investimento proivato di almeno 250 mila euro) è possibile usare tagliatrici laser,  stampanti in grado di realizzare veri e propri oggetti in 3 dimensioni di vari materiali (dalle fibre sintetiche al metallo) e sperimentare sistemi di modellazione 3D informatici a costi che possono essere notevolmente ridotti e rendono appetibile la sperimentazione (si va dai 2 euro agli 8 euro l'ora, con abbonamenti flat a partire da 30 euro).

«Offriremo un servizio per tutte le imprese della Provincia – spiega Andrea Saiani - dalle grandi imprese che non hanno laboratori di meccanica o elettronica alle startup interessate a realizzare un prototipo del proprio prodotto, che spesso hanno poco più che un computer e mancano delle attrezzature per assemblare componenti, siano essi per la meccatronica che per le tecnologie della sostenibilità».

All'inaugurazione del laboratorio più hi-tech della regione c'era anche il Sindaco Francesco Valduga. "Qui Rovereto ritrova la sua originaria vocazione che è sempre stata industriale, iniziative vanno incoraggiate ed il Comune c'è per fare tutta la sua parte" ha dichiarato il primo cittadino.

Gli ha fatto eco Michele Lanzinger direttore del Muse. "Laboratori come questi ce ne sono ormai molti al mondo, questo è il futuro e qui si incontra il design ed il futuro possibile delle cose che ancora non sono".

WitLab è rivolto a persone con formazioni eterogenee come artigiani, designers, architetti, studenti, hobbisti, makers, startuppers, inventori fai-da-te e semplici curiosi. Non è una ludoteca anche se tutti possono "giocare" con le macchine del futuro, dalle stampanti 3D ai nuovi entusiasmanti attrezzi di robotica, ma i professionisti possono sfruttare WitLab per il proprio business o per inventarne uno.

Da segnalare anche che WitLab, è stato studiato per essere accessibile anche a persone con disabilità,
WitlLab si trova in Piazza Manifattura 1, a Rovereto, all'interno dell’incubatore per il Green Tech “Progetto Manifattura”, sede storica della grande fabbrica di tabacco chiusa nel 2008.

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